{"id":117262,"date":"2022-04-08T16:08:32","date_gmt":"2022-04-08T14:08:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/2022\/04\/residenti-e-rifugiate-le-donne-ucraine-di-monaco-raccontano-la-loro-storia\/"},"modified":"2022-04-08T16:08:58","modified_gmt":"2022-04-08T14:08:58","slug":"residenti-e-rifugiate-le-donne-ucraine-di-monaco-raccontano-la-loro-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/it\/2022\/04\/residenti-e-rifugiate-le-donne-ucraine-di-monaco-raccontano-la-loro-storia\/","title":{"rendered":"Residenti e rifugiate&#8230; Le donne ucraine di Monaco raccontano la loro storia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tetiana, Nataliya, Larissa e Zhanna hanno tutte vissuto la guerra in modi diversi, ma condividono lo stesso trauma.<\/strong><\/p>\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\" id=\"h-tetiana-et-nataliya-fuir-la-guerre-a-tout-prix\">Tetiana e Nataliya: fuggire dalla guerra a tutti i costi<\/h2>\n\n<p>Con un braccialetto intrecciato giallo e blu al polso, Tetiana serve un caff\u00e8 a Nataliya. Amiche di lunga data e originarie di Kiev, la prima \u00e8 residente a Monaco e lavora come promotrice della carta &#8220;My Monte-Carlo&#8221; per la Soci\u00e9t\u00e9 des Bains de Mer. Nataliya, invece, lavora come Business developper per una societ\u00e0 di Kiev. A vederle comportarsi e conversare normalmente, viene difficile immaginare che entrambe abbiano vissuto un&#8217;esperienza terribile che non avrebbero mai pensato di fare: fuggire dalla guerra.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1020\" height=\"622\" src=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/refugiee-residente-ukrainiennes-monaco.jpg\" alt=\"refugiee-residente-ukrainiennes-monaco\" class=\"wp-image-116671\" srcset=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/refugiee-residente-ukrainiennes-monaco.jpg 1020w, https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/refugiee-residente-ukrainiennes-monaco-492x300.jpg 492w\" sizes=\"auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/><figcaption><em>Nataliya e Tetiana a una manifestazione a Nizza per sostenere l&#8217;Ucraina \u2013 DR<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Mi sembrava di essere in un film di Spielberg<\/p><cite>Tetiana<\/cite><\/blockquote>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-les-premiers-bombardements\">I primi bombardamenti<\/h3>\n\n<p>Tutto inizia il 17 febbraio. Anche se in Ucraina si vocifera che la Russia si stia pericolosamente avvicinando, nessuno immagina un imminente conflitto di tale portata. Tetiana, infatti, decide di partire dalla Costa Azzurra per fare visita ai suoi genitori, entrambi malati di Covid-19.<\/p>\n\n<p>&#8220;Sono andata a prendermi cura di loro, per fortuna non avevano sintomi troppo gravi &#8220;, racconta la donna. &#8220;Avevo il biglietto di ritorno per il 24\u201d. Ma purtroppo accade il peggio: il 24 febbraio \u00e8 la data che segna l&#8217;inizio del conflitto armato. \u201cI miei figli vivono in Canada. Grazie al fuso orario, sono venuti a sapere cosa stava succedendo prima di me. Mi hanno chiamata, erano le sei del mattino. Erano molto preoccupati. Dalla finestra vedevo le persone che correvano con le valigie&#8221;.<\/p>\n\n<p>Nataliya, invece, viene svegliata dalle sirene, che cominciano a suonare in citt\u00e0 alle 5:45. Ma sul momento non si fa prendere dal panico: \u201cil sindaco di Kiev ci aveva avvertito che ci sarebbero state spesso esercitazioni. Non ho capito subito cosa stesse succedendo&#8221;. Poche ore dopo, riceve un&#8217;e-mail dal suo datore di lavoro: devono restare tutti in casa.<\/p>\n\n<p>Per le due giovani lo shock \u00e8 violentissimo. Tetiana non realizza subito che il suo volo di ritorno potrebbe essere annullato: \u201cnella mia testa era impensabile. Mi sono detta: \u201cVado all&#8217;aeroporto, ho il volo il 24, cos\u00ec torno a casa! &#8220;. Ma per fortuna Nataliya riesce a dissuaderla: l\u2019aeroporto infatti viene subito bombardato dalle forze russe.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-kiev-bombardements-768x1024.jpeg\" alt=\"ukraine-kiev-bombardements\" class=\"wp-image-116697\" width=\"576\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-kiev-bombardements-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-kiev-bombardements-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-kiev-bombardements.jpeg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><figcaption><em>DR<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>Bisogna agire in fretta. Nataliya pensa subito a sua madre e alla cura che sta seguendo, cos\u00ec esce di corsa per comprare le medicine che le serviranno. Trova solo due farmacie aperte e le code sul marciapiede sono infinite.<\/p>\n\n<p>Stessa cosa per Tetiana, che decide di andare a fare la spesa. Le porte sono ancora chiuse, ma c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 folla. \u201cA quel punto non ragionavamo pi\u00f9, eravamo in modalit\u00e0 pilota automatico. Non sapevo nemmeno cosa comprare&#8230; mi sembrava di essere in un film di Spielberg\u201d, ci confida.<\/p>\n\n<p>In pochissimo tempo, la citt\u00e0 si trasforma effettivamente nel set di un film di guerra. Le due donne sentono i bombardamenti in lontananza, fotografano i carri armati russi che sfilano e gli edifici distrutti. Bisogna partire e farlo in fretta. Ma come? L&#8217;aeroporto non esiste pi\u00f9 e fuggire in auto \u00e8 troppo pericoloso per i combattimenti nelle vicinanze e per il rischio di proiettili vaganti. Rimane solo una soluzione: il treno.<\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Sussultavamo quando sentivamo le sirene o le persone che bussavano forte alle porte<\/p><cite>Nataliya<\/cite><\/blockquote>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-direction-l-inconnu\">Direzione sconosciuta<\/h3>\n\n<p>Nataliya vive vicino alla stazione: la vede affollata, presa d&#8217;assalto da ucraini in preda al panico. Ne parla a Tetiana. Sebbene all&#8217;inizio sia riluttante, deve fare i conti con la situazione. Dopo alcuni giorni, trascorsi chiusi nel bagno, dove avevano posizionato i letti, il 1\u00b0 marzo decidono di recarsi alla stazione.<\/p>\n\n<p>Tetiana ci mostra le foto che ha sul telefono. Le immagini sembrano uscite dalla Seconda Guerra mondiale: sul binario affollato, i genitori sollevano i figli sulla testa per cercare di farli salire per primi sui vagoni. Alcuni litigano, colpendo persino Tetiana sul viso, altri svuotano le valigie per terra: i bagagli grandi sono vietati. &#8220;Ci dicevano: &#8220;O la valigia o un bambino&#8221;.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-video aligncenter\"><video height=\"480\" style=\"aspect-ratio: 272 \/ 480;\" width=\"272\" controls=\"\" src=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-gare-kiev-2.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n<p>Entrambe riescono finalmente a salire sul treno. Nataliya ha portato con s\u00e9 anche sua madre, il cane e il gatto. Tetiana, invece, ha dovuto lasciare i suoi genitori, che non volevano andarsene.<\/p>\n\n<p>Ma non appena salgono sul treno, le due donne realizzano di non avere alcuna idea di dove siano dirette. E non sono le uniche: chiedono agli altri passeggeri, domandano ad alta voce, interpellano il controllore. Nessuno sa dove sia diretto il treno. L&#8217;unica cosa che conta in quel momento \u00e8 partire.<\/p>\n\n<p>I passeggeri sono stipati uno sopra l&#8217;altro, dormono persino nei corridoi. Dopo 24 ore di viaggio, arrivano finalmente a destinazione: Budapest, in Ungheria. Il marito di Tetiana, preoccupato all&#8217;inverosimile, gli prenota una stanza d&#8217;albergo e un aereo per Parigi. Anche se si sono lasciate l&#8217;orrore alle spalle, la paura non le ha abbandonate.<\/p>\n\n<p>\u201cSussultavamo quando sentivamo le sirene della polizia o le persone che bussavano forte alle porte. Mia madre teneva le persiane chiuse\u201d, ricorda Nataliya. Ma una volta a Parigi, si presenta un&#8217;altra sfida: Tetiana \u00e8 residente a Monaco, ma Nataliya \u00e8 ora una rifugiata, senza famiglia n\u00e9 casa in Francia.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-train-fuite-819x1024.jpeg\" alt=\"ukraine-train-fuite\" class=\"wp-image-116701\" width=\"614\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-train-fuite-819x1024.jpeg 819w, https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-train-fuite-240x300.jpeg 240w, https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-train-fuite.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><figcaption><em>DR<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Tutta la mia vita \u00e8 in un bagaglio a mano<\/p><cite>Nataliya<\/cite><\/blockquote>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-se-reconstruire\">Ripartire da zero<\/h3>\n\n<p>L&#8217;appartamento di Tetiana \u00e8 troppo piccolo per ospitare altre due persone e due animali, ma lasciare la sua amica a s\u00e9 stessa \u00e8 fuori questione. Usa cos\u00ec tutti i mezzi a sua disposizione: social, amici, colleghi\u2026 Ed \u00e8 proprio una collega della SBM, proprietaria di un appartamento vuoto a Nizza, che accetta di ospitare Nataliya e sua madre.<\/p>\n\n<p>&#8220;Mi sono davvero commossa nel vedere quanto la Francia e Monaco stessero facendo per aiutare l&#8217;Ucraina&#8221;, racconta Nataliya emozionata. &#8220;In tanti erano pronti ad accoglierci, ho ricevuto molti messaggi da sconosciuti che hanno accettato di ospitarci. Una madre si era persino offerta di far dormire la figlia con lei per lasciarci la sua stanza&#8221;.<\/p>\n\n<p>Da allora, le due donne, ancora traumatizzate, hanno cercato di riprendere la loro vita. Nataliya, per\u00f2, ha dovuto ricominciare da zero: \u201cTutta la mia vita \u00e8 in un bagaglio a mano. Non so nemmeno se il mio appartamento a Kiev c&#8217;\u00e8 ancora o se \u00e8 stato bombardato. Mi sono iscritta al <em>P\u00f4le Emploi<\/em>, devo cercare un nuovo lavoro\u2026 La vita non si ferma&#8221;.<\/p>\n\n<p>Tetiana vive ormai in simbiosi con il suo telefono. \u201cMi sveglio e guardo subito i messaggi. I miei genitori sono ancora l\u00ec, non possono nemmeno scendere al rifugio in caso di bombardamento. \u00c8 stato difficile, ma sono riuscita a trovare qualcuno che si prendesse cura di loro e gli preparasse da mangiare. Li chiamo tutti i giorni&#8221;.<\/p>\n\n<p>Una situazione da incubo che porta con s\u00e9 un terribile senso di colpa: \u201cCome possiamo goderci la vita sapendo che i nostri cari stanno soffrendo? Abbiamo fatto di tutto per lasciare l&#8217;Ucraina, ma ora che siamo qui, pensiamo che non dovremmo esserci\u2026 fingere che non sia successo niente, andare al ristorante o a bere qualcosa&#8230;&#8221;.<\/p>\n\n<p>Ora, per\u00f2, \u00e8 il momento di ripartire e cercare di tornare a una vita il pi\u00f9 normale possibile.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\" id=\"h-larissa-laisser-sa-vie-derriere-elle\">Larissa: lasciarsi la propria vita alle spalle<\/h2>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1020\" height=\"770\" src=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-larissa-refugiee-monaco.jpeg\" alt=\"ukraine-larissa-refugiee-monaco\" class=\"wp-image-117049\" srcset=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-larissa-refugiee-monaco.jpeg 1020w, https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukraine-larissa-refugiee-monaco-397x300.jpeg 397w\" sizes=\"auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/><figcaption><em>DR<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>In fuga dalla guerra, per la seconda volta. Larissa, una rifugiata ucraina ora residente a Nizza, ricorda il giorno in cui la sua vita \u00e8 cambiata. \u00c8 marted\u00ec 8 marzo, Larissa sale su un autobus in partenza da Kiev con la figlia di dieci anni in braccio. Suo marito e suo figlio di 22 anni devono restare per difendere il loro paese.<\/p>\n\n<p>&#8220;Non volevo andarmene &#8220;, spiega. &#8220;Siamo gi\u00e0 dovuti fuggire da Sievierodonetsk nel 2014 per trasferirci a Kiev a causa dei conflitti e dei bombardamenti. Ci siamo rimasti otto anni e ci siamo ritrovati nuovamente bombardati. Ci eravamo trasferiti per trovare un posto sicuro\u2026 Dopo questa terribile esperienza, mio marito e mio figlio mi hanno convinto a prendere nostra figlia e ad attraversare il confine&#8221;.<\/p>\n\n<p>Una vecchia amica, che ha lasciato l&#8217;Ucraina nel 2014, organizza il tutto. Larissa e sua figlia prendono un autobus da Kiev diretto a Nizza, citt\u00e0 in cui vive l\u2019amica. Inizia quindi un viaggio estenuante di due giorni e mezzo in cui donne e bambini fuggono dal paese.<\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Quando sono iniziati i bombardamenti, abbiamo avuto solo un&#8217;ora e mezza per fare le valigie<\/p><\/blockquote>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-apprendre-a-cohabiter\">Imparare a convivere<\/h3>\n\n<p>Larissa e sua figlia abitano con quest\u2019amica ucraina per un po&#8217;, prima di essere ospitate da una famiglia volontaria a Nizza. Da pi\u00f9 di una settimana condividono la vita quotidiana con una coppia, i loro due figli e il loro cane. Una convivenza che, per il momento, sta andando a gonfie vele: \u201cSono rimasta molto sorpresa dall&#8217;accoglienza calorosa della Francia. Quando arrivi in un paese nuovo non conosci niente, non puoi fare niente, ma ad ogni passo che fai c&#8217;\u00e8 qualcuno che ti aiuta. (\u2026) Vedere la solidariet\u00e0 delle persone preoccupate per la tua situazione come se fosse la loro non ha prezzo. Sono stati in molti ad aiutarci, soprattutto con l&#8217;amministrazione o con la barriera linguistica&#8221;.<\/p>\n\n<p>Non parlando francese, e pochissimo inglese, riesce a comunicare con la sua famiglia ospitante grazie alla madre, di origine polacca, che parla correntemente il russo. In questa nuova casa, Larissa e sua figlia hanno la loro camera da letto e la loro privacy. Nonostante tutto, la vita in famiglia si svolge in semplicit\u00e0: \u201cal mattino ognuno fa le sue cose. La sera ci incontriamo tutti insieme per la cena. Sono molto gentili, mostrano molta compassione nei nostri confronti&#8221;.<\/p>\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE: <a href=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/it\/2022\/03\/il-principe-alberto-ii-desidera-accogliere-i-rifugiati-ucraini-nel-principato\/\">Il Principe Alberto II desidera accogliere i rifugiati ucraini nel Principato<\/a><\/strong><\/p>\n\n<p>Ma nonostante il caloroso benvenuto, Larissa non riesce a smettere di pensare a ci\u00f2 che ha lasciato. Ricorda commossa il momento in cui ha dovuto lasciarsi tutto alle spalle: &#8220;Quando sono iniziati i bombardamenti, abbiamo avuto solo un&#8217;ora e mezza per fare le valigie (\u2026) \u00c8 una casa molto bella, e una stanza molto bella, ma mi manca casa mia, mi manca guidare la mia macchina, indossare i miei vestiti\u2026\u201d, racconta Larissa, aggiungendo che a maggio dovranno lasciare l&#8217;alloggio, perch\u00e9 la famiglia dovr\u00e0 ospitare dei parenti.<\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Mia figlia mi ha chiesto: &#8220;Mamma, cosa abbiamo fatto di sbagliato? Perch\u00e9 volevano ucciderci?&#8221;<\/p><\/blockquote>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-maintenir-le-lien\">Mantenere il legame<\/h3>\n\n<p>Nel frattempo, per Larissa, la parte pi\u00f9 difficile resta dialogare con la figlia. La piccola Violanta aveva solo tre anni al momento del primo trasloco, e non si rendeva davvero conto della situazione, oggi invece ne ha dieci. \u201cIl primo giorno, non ha detto niente. Mi ha solo guardato negli occhi, provava le mie stesse emozioni ma non ha fatto alcuna domanda. Fino al giorno in cui mi ha chiesto: &#8220;Mamma, cosa abbiamo fatto di sbagliato? Perch\u00e9 volevano ucciderci?&#8221; \u00c8 gi\u00e0 difficile spiegarlo a un adulto, figuriamoci a un bambino&#8221;.<\/p>\n\n<p>Larissa vuole proteggere la figlia pi\u00f9 di ogni altra cosa: \u201cLa maggior parte delle informazioni che riceviamo provengono dai nostri amici o parenti che sono rimasti l\u00ec, niente telegiornali. (\u2026) Il mio unico obiettivo oggi \u00e8 proteggere mia figlia dall&#8217;odio<\/p>\n\n<p>La bambina ha appena iniziato a frequentare una scuola a Nizza. Anche se un po&#8217; in ansia all&#8217;inizio, \u00e8 stata accolta molto bene. \u201cSono sicura che andr\u00e0 tutto bene, ci sono altri bambini ucraini iscritti. Gli altri parleranno la lingua del cuore&#8221;.<\/p>\n\n<p>Dal canto suo, Larissa cerca il pi\u00f9 possibile di mantenere il legame con i suoi parenti rimasti in Ucraina. Suo marito e suo figlio, ovviamente, ma anche sua madre, che si \u00e8 rifiutata di fuggire dal suo paese natale fino all&#8217;ultimo momento. &#8220;Era stanca di scappare &#8220;, si rammarica. &#8220;Ma quando \u00e8 rimasta senza acqua, cibo ed elettricit\u00e0, se n&#8217;\u00e8 andata e ora vive nell&#8217;Ucraina occidentale. \u00c8 come una roulette russa: qualsiasi casa, in qualsiasi citt\u00e0, pu\u00f2 essere colpita dall&#8217;oggi al domani&#8221;.<\/p>\n\n<p>Anche se ora si sente al sicuro, l&#8217;ansia non la abbandona, cos\u00ec come il senso di colpa. \u201cSpero di tornare a casa un giorno, amo il mio paese, voglio tornarci\u2026 Stare con la mia famiglia, fare una vita normale, andare al lavoro la mattina\u2026 Non ci rendiamo conto di quanto sia preziosa questa vita. (\u2026) Niente giustifica uccidere le persone, i bambini non dovrebbero soffrire cos\u00ec&#8221;.<\/p>\n\n<p>Larissa ora spera in un miracolo e sogna il giorno in cui verr\u00e0 finalmente dichiarata la pace.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\" id=\"h-zhanna-vivre-le-conflit-a-distance\">Zhanna: vivere il conflitto a distanza<\/h2>\n\n<p>Sono dieci anni ormai che Zhanna Pikhulya vive e lavora a Monaco in un&#8217;agenzia immobiliare. Dieci anni che torna nella sua Ucraina solo per vedere il padre, in una piccola citt\u00e0 a 300 chilometri a est di Kiev. \u00c8 bastata una notte perch\u00e9 cambiasse tutto.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1020\" height=\"680\" src=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukrainienne-guerre-residente-monaco.jpeg\" alt=\"ukrainienne-guerre-residente-monaco\" class=\"wp-image-116912\" srcset=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukrainienne-guerre-residente-monaco.jpeg 1020w, https:\/\/www.monaco-tribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ukrainienne-guerre-residente-monaco-450x300.jpeg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/><figcaption><em>DR<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>&#8220;\u00c8 stata una mattina orribile&#8221;, racconta. Il 24 febbraio mi sono svegliata e come al solito ho guardato il mare fuori dalla finestra. Era di uno colore strano quel giorno. Non era blu, ma piuttosto grigio. Come se qualcosa non andasse. E quando ho guardato il telefono, ho visto 60 messaggi e chiamate perse. Ho subito capito che stava succedendo qualcosa di terribile. Mio padre mi aveva chiamata alle tre del mattino, e anche mia sorella, che vive a Los Angeles e ha il fuso orario. \u00c8 stato terribile, terribile. Sono stata al telefono tutto il giorno&#8221;.<\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Chi \u00e8 fuggito ha visto cose terrificanti<\/p><\/blockquote>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-choc-de-l-annonce\">Lo shock dell&#8217;annuncio<\/h3>\n\n<p>Come i suoi compatrioti, Zhanna ha ricevuto un duro colpo quel giorno: \u201cPensavo avessimo imparato qualcosa dalla Seconda Guerra mondiale. Non avrei mai pensato che un giorno avrei sperimentato la guerra. Non ci ho creduto fino all&#8217;ultimo momento, anche se facevano speculazioni, soprattutto i media. Ho pensato che stessero esagerando. Credevamo che ci sarebbe stato solo un piccolo conflitto a est, ma mai a Kiev o nel resto dell&#8217;Ucraina. Lo shock \u00e8 immenso&#8221;.<\/p>\n\n<p>In quel momento conta solo una cosa: trasferire suo padre. Ma fuggire dall&#8217;Ucraina si rivela ogni giorno pi\u00f9 difficile. \u201c\u00c8 estremamente pericoloso: l&#8217;esercito russo spara contro le auto dei civili. \u00c8 come una roulette russa, il rischio \u00e8 altissimo\u201d, spiega Zhanna. Dall&#8217;inizio della guerra, ha ascoltato le storie di chi \u00e8 riuscito a fuggire al confine rischiando la vita. \u201cNon puoi parlare della guerra finch\u00e9 non l&#8217;hai vissuta&#8230; Chi \u00e8 fuggito ha visto cose terrificanti&#8221;.<\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Penso che questa sia un&#8217;opportunit\u00e0 unica per l&#8217;Ucraina di sbarazzarsi dell&#8217;influenza russa<\/p><\/blockquote>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-se-mobiliser-malgre-la-distance\">Mobilitarsi nonostante la distanza<\/h3>\n\n<p>Per fortuna il padre di Zhanna e il suo cane riescono a raggiungere il confine e in poche settimane Monaco, dove ora risiedono: \u201cSono davvero felice e sollevata. Bisogna capire che chi oggi fugge dall&#8217;Ucraina \u00e8 costretto a farlo per sopravvivere. Sono costretti a lasciare le loro case, i loro cari, il lavoro\u2026 Ecco perch\u00e9 molti vogliono tornarci, anche solo per vedere se casa loro c&#8217;\u00e8 ancora&#8221;.<\/p>\n\n<p>Oggi, Zhanna cerca di aiutare pi\u00f9 che pu\u00f2. In particolare, ha preso parte alle raccolte di beni alimentari organizzate presso l&#8217;Hotel Marriott di Cap d&#8217;Ail. Ed \u00e8 con grande commozione che ha assistito al coinvolgimento del Principato nel sostenere la causa ucraina: &#8220;\u00c8 stato meraviglioso assistere a tutte queste iniziative di aiuto, come <a href=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/it\/2022\/03\/una-grande-raccolta-organizzata-per-lucraina-davanti-al-carrefour-di-fontvieille\/\">la raccolta davanti al Carrefour di Fontvieille<\/a> , per esempio&#8221;.<\/p>\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.monaco-tribune.com\/it\/2022\/03\/sosteniamo-lucraina-attraverso-larte\/\"><strong>Sosteniamo l\u2019Ucraina attraverso l\u2019arte<\/strong><\/a><\/p>\n\n<p>Ma soprattutto cerca di guardare al futuro, al giorno in cui la guerra sar\u00e0 finalmente conclusa e il Paese dovr\u00e0 essere ricostruito. Secondo lei, a parte la guerra, potrebbe essere una cosa buona: \u201cPenso che questa sia un&#8217;opportunit\u00e0 unica per l&#8217;Ucraina di sbarazzarsi dell&#8217;influenza russa. Quando l&#8217;URSS \u00e8 crollata, l&#8217;Ucraina non ha avuto alcuna possibilit\u00e0. Il Paese si \u00e8 ritrovato a essere controllato. Penso che quando la guerra sar\u00e0 finita, tutto andr\u00e0 meglio per il Paese\u2026 o almeno lo spero&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tetiana, Nataliya, Larissa e Zhanna hanno tutte vissuto la guerra in modi diversi, ma condividono lo stesso trauma. 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