Mentre la 114° edizione del prestigioso torneo monegasco si sarebbe dovuta svolgere questo mese, diamo uno sguardo ai cinque giocatori dell’Open Era che hanno lasciato il segno nel Rolex Monte-Carlo Masters. Concentriamoci su Rafael Nadal, Björn Borg, Guillermo Vilas, Ilie Nastase e Thomas Muster.

 

Rafael Nadal

Come non citarlo. Se dovessimo sceglierne uno, sceglieremmo lui. Il padrone di casa, l’altro principe di Monaco. Vi rendete conto. Undici titoli, di cui otto consecutivi, tra il 2005 e il 2012. Idolo del Monte Carlo Country Club, Rafael Nadal instaura un legame stretto, quasi viscerale con il Rolex Monte-Carlo Masters, un torneo che l’instancabile mancino di Manacor tiene in grande considerazione nel suo cuore.

Dodici volte vincitore del torneo Roland-Garros, 11 volte vincitore del torneo di Barcellona, lo spagnolo ha vinto il più grande numero di Master 1000 qui a Monaco, dove Nadal si sente come a casa sua. Quest’anno, l’attuale n°2 al mondo sembrava lanciato ancora una volta sulla strada reale verso la dodicesima incoronazione nel campionato del Principato. Questo è solo un rinvio.

Björn Borg

È la storia di un ritorno, di un capitolo interrotto troppo in fretta. Nel 1983, la leggenda svedese, 3 volte vincitore del Rolex Monte-Carlo Masters (1977,1979,1980), decide di terminare prematuramente la sua carriera all’età di 26 anni. Improvvisamente privo di motivazione, logorato da quasi 10 anni di competizione ad alto livello, per uscire di scena Björn Borg sceglie Monte-Carlo, dove risiede.

Prima di rientrare in scena, sette anni dopo, nel 1991, sempre accompagnato dalla sua famosa racchetta di legno Donnay, ovviamente sul terreno rosso del Country Club Central di Monaco, luogo in cui il sei volte vincitore del Roland-Garros aveva deciso di voltare pagina. Anche se il nativo di Stoccolma ha perso contro lo spagnolo Jordi Arrese in due brevi set, l’evento principale è stato un altro. Il pubblico monegasco nostalgico ha potuto vedere di nuovo il suo idolo.

Guillermo Vilas

Considerato il miglior tennista argentino di tutti i tempi, il nativo di Buenos Aires avrebbe potuto vincere uno o più titoli se non avesse incrociato il cammino di Björn Borg. Vincitore del suo primo Rolex Monte-Carlo Masters nel 1976, Guillermo Vilas ha dovuto aspettare fino al 1981 e 1982 per conquistare una seconda e successivamente una terza medaglia a Monaco.

La colpa è della leggenda svedese, che ha sconfitto l’argentino in finale, nel 1980, due anni dopo una finale a senso unico, al torneo Roland-Garros. Primo argentino a vincere un torneo del Grande Slam, l’instancabile giocatore che predilige il lift da fondocampo ha segnato la storia del Monte-Carlo, come uno dei pionieri dell’esplosione mediatica del tennis degli anni ’70.

Monte-Carlo Rolex Masters

Monte-Carlo Masters

Ilie Nastase

“Quando abitavo a Monaco, il Principe Alberto mi chiedeva di andare regolarmente a giocare con lui a bowling a tarda notte a Nizza, lungo la costa”, racconta la leggenda rumena. “Eravamo molto amici. Lo chiamavo Alberto o colonnello Bebert, perché si esprimeva con una leggera balbuzie”.

Amante del Principato, Ilie Nastase, detto “Nasty”, naturalmente si è affermato più volte sul campo monegasco. Vincitore di tre edizioni consecutive, tra il 1971 e il 1973, compresa una vittoria finale contro un certo Björn Borg, il nativo di Bucarest, primo sportivo professionista a firmare un contratto con Nike nel 1972, ha indubbiamente scritto il suo nome nella leggenda dei Rolex Monte-Carlo Masters.

Thomas Muster

Si tratta di un’epoca che gli under 20 non conoscono. Per gli altri, questi ricordi rimarranno per sempre impressi nella mente. Aprile 1995. Il sole splende. Vincitore del torneo nel 1992, Thomas Muster ha vinto 41 partite consecutive sul terreno rosso e punta ad un secondo titolo nel principato. Davanti a lui, Boris Becker, alla conquista del suo primo titolo in campo. Ultra dominatore, l’ex allenatore di Novak Djokovic vince i primi due set.

Ma al termine di una finale mozzafiato, una delle più belle della storia del Rolex Monte-Carlo Masters, “Mustermiator” ha ribaltato le sorti della partita e ha portato a casa i tre set successivi al fine di ottenere una seconda medaglia a Monaco. Miracolato dopo un incidente e un grave infortunio al ginocchio nel 1989, scriverà il suo nome nella classifica del torneo una terza volta, l’anno successivo, davanti allo spagnolo Albert Costa.

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