Il 27 ottobre il Consiglio di amministrazione della MedFund si è riunito per discutere dell’erogazione di un fondo finanziario per tre nuove aree marine. Le fortunate vincitrici, Jbel Moussa e Al Hoceima, in Marocco, e Gokova, in Turchia, saranno protette per i prossimi cinque anni.

La pesca con esplosivo, l’inquinamento della terra, l’emissione di gas a effetto serra: sono diverse le attività umane che incidono sull’ecosistema marino e sulle popolazioni che dipendono da esso. Da qui, nasce l’importanza di questo sostegno finanziario, destinato a organizzazioni locali che si occupano di proteggere la fauna e la flora marina con lo stesso impegno delle agenzie nazionali.

Nonostante la pandemia da Covid-19, MedFund non si ferma e continua a mobilizzare le sue squadre su una zona marittima del Mediterraneo che si estende per 3.000 km2. “Gestire in modo efficacie le aree marine protette del Mediterraneo è essenziale per assicurare una salvaguardia duratura della biodiversità” spiega l’associazione con sede a Monaco.

Otto aree marine protette in tutto il mondo

Sostenuta economicamente dal Fondo Mondiale per l’Ambiente (GEF), dal Fondo francese per l’Ambiente Globale (FFEM), dall’Agenzia francese per lo sviluppo, dal Governo del principato e dalla Fondazione Principe Alberto II di Monaco, MedFund si era già interessata in passato alla protezione di cinque aree marine. Si tratta delle isole Kuriat, La Galite, Kneiss e dell’isola Zembra in Tunisia, oltre che del parco nazionale marino Karaburun-Sazan, in Albania.

Le nuove aree elette sono di altrettanta bellezza: il parco nazionale di Al Hoceina si trova sulla costa nordorientale del Marocco, il sito di Jbel Moussa è riconosciuto dalle autorità marocchine come un importante sito di interesse biologico, e infine, la baia di Gokova, in Turchia, vanta un’incredibile biodiversità.