Il Tribunale Supremo, la più alta corte del Principato di Monaco, ha emesso la sua sentenza nella querelle tra lo Stato monegasco e la Caroli Immo creata dall’immobiliarista e uomo d’affari italiano Antonio Caroli. E il conto sarà pesante per il Principato.

150 milioni di euro. È la somma che lo Stato monegasco deve versare alla società Caroli Immo, a dispetto dell’abbandono del vasto progetto immobiliare e culturale sull’Esplanade des Pêcheurs. Firmato nel 2014, il progetto doveva portare, tra l’altro, alla costruzione di due musei, di un condominio e di locali per negozi, bar e ristoranti. Il costo dei lavori è stato stimato in 500 milioni di euro.

La richiesta danni di quasi un miliardo di euro

Ma non ha mai visto la luce del giorno, dopo tutto. Il motivo? “Il gruppo immobiliare non è stato in grado di garantirci la compatibilità del suo progetto con l’organizzazione del Grand Prix”, ha dichiarato il Ministro di Stato Serge Telle a Monaco Matin lo scorso ottobre. A seguito della sospensione definitiva del progetto, Antonio Caroli si era quindi vendicato, portando la questione in tribunale e chiedendo la somma civettuola di 800.000 milioni di euro a titolo di risarcimento. Oltre a ciò, Franck Goddio, presidente fondatore dell’Istituto europeo di archeologia subacquea, incaricato di costruire il Centro per l’uomo e il mare, ha anche richiesto 180.000 milioni di euro.

Questa mattina il Tribunale supremo ha aggiustato il tiro dichiarando in 137 milioni di euro il danno riconoscibile alla Caroli Immo, una somma che con gli interessi lievita appunto sino a 150 milioni, dichiarando però non ricevibile la richiesta presentata dal progettista del centro L’uomo e il Mare. “Questa somma è molto corretta, anche se non corrisponde a quanto richiesto. È un’indennità che compensa i danni causati”, ha reagito a Monaco Matin François-Henri Briard, l’avvocato che rappresenta Antonio Caroli.