Continua la nostra serie sugli hotel storici della Riviera. Dopo lo Chèvre d’Or a Eze, vi presentiamo un’altra icona della Costa Azzurra: l’hotel Negresco a Nizza. Più che un semplice albergo, l’edificio regala ai suoi ospiti un’esperienza all’insegna dell’arte, sotto la guida di Madame Jeanee Augier fin dal 1957.

“Per scrivere il presente prendiamo ispirazione dal passato”. Hélène Séropian, dipendente dell’albergo da più di vent’anni, riassume così l’idea che si cela dietro l’hotel sulla Promenade des anglais. È la storia, infatti, il punto forte dell’edificio, specialmente quella dell’hotel che ha inizio nei primi anni del XX secolo. Henri Negresco, figlio di albergatori, aveva già riscontrato un certo successo nel settore alberghiero, ma sognava di poter costruire un hotel di lusso a Nizza. Grazie alle sue abilità nel gestire i rapporti sociali e alle sue capacità di persuasione, Henri Negresco riesce nell’impresa. L’architetto Edouard Niermans immagina un edificio in puro stile Belle-Epoque affacciato sul Mediterraneo. Nel 1913 la Costa Azzurra dà il benvenuto all’hotel Le Negresco. Purtroppo le due guerre mondiali non gioveranno alla storia dell’hotel che, dopo la liberazione, viene utilizzato prima come base di controspionaggio anglo-americano e poi come ospedale di guerra. Bisognerà attendere fino al 1947 perché il Negresco riacquisti la sua libertà. Dieci anni dopo, viene riacquistato dai coniugi Mesnage: Jeanne Mesnage e suo marito Paul Augier. Colei che ancora oggi viene soprannominata affettuosamente “Madame” Jeanne Augier si impegna al massimo per restituire all’hotel la fama internazionale di cui godeva un tempo, cominciando a collezionare diverse opere e trasformando il Negresco in un hotel d’arte.

L’hotel racchiude 6.000 opere d’arte

La storia non finisce qui. Il palazzo raggiungerà il suo massimo splendore nel 1957. Hélène Séropian racconta: “Madame Augier ci teneva a far scoprire l’arte francese. È lei che ha avuto l’idea di questo format. Oggi, raccontiamo ben cinque secoli di storia, da Luigi XIII all’arte contemporanea. È il nostro DNA, è quello che ci rende unici”. 6.000 opere d’arte decorano le 128 camere dell’hotel, ognuna con uno stile diverso. “Madame Augier ha arredato il Negresco come avrebbe fatto con la sua casa, per accogliere i suoi ospiti”. Ogni anno vengono ristrutturate circa dieci camere, mantenendo sempre lo stesso stile: “Ci affidiamo all’associazione Compagnons du devoir che presenta il progetto per ogni stanza. Non stravolgiamo niente, cerchiamo solo di farle rivivere tutti gli anni. Le opere cambiano posizione, o stanza, e l’hotel è in continua evoluzione”. Per esempio, in alcune camere i letti a baldacchino sono stati affiancati da un arredamento più contemporaneo. “Apportiamo delle novità ma senza mai stravolgere l’idea di Madame Augier”.

L’emblema del savoir-faire francese

L’obiettivo è quello di far rivivere il patrimonio francese. È per questo che Le Negresco ha ottenuto il riconoscimento di Enterprise du Patrimonie Vivant nel 2015, una certificazione che deve essere rinnovata alla fine di ogni anno. Secondo Hélène Séropian, “l’opera di Madame Augier trasmette l’eccellenza del savoir-faire francese”. L’inconfondibile direttrice dell’hotel a cinque stelle, deceduta il 7 gennaio 2019 all’età di 96 anni, voleva a tutti i costi rappresentare il Paese sulla scena internazionale. “Vogliamo portare in vita il Made in France, così come la storia e l’arte del Paese”.

La storia del Negresco resta ancora oggi strettamente legata a quella di Madame Augerie: spirito libero e indipendente, appassionata di arredamento e ostinata a mettere in luce il talento francese per tutta la sua carriera. Una stella che ancora oggi brilla sul’hotel Negresco.

Traduzione a cura di Valentina Alia.