Sostenuto da alcuni personaggi pubblici, come il presentatore Stéphane Bern o lo scrittore Erik Orsenna, il Principe Alberto II di Monaco ci ha tenuto a mostrare il suo sostegno alla cultura, indispensabile per “alleggerire gli animi”.

Tra le tante vittime della pandemia, la cultura è sicuramente un settore che ha fortemente risentito delle restrizioni. Ecco perché 33 personaggi famosi, come l’artista Philippe Pasqua, o ancora Robert Calcagno, direttore generale dell’Istituto Oceanografico di Monaco, si sono uniti per far prendere una boccata di aria fresca al settore.

Consapevoli del sempre crescente bisogno di evasione, le personalità di spicco del Principato hanno deciso di dare prova di resilienza concentrandosi sul futuro: “È il momento di combattere l’epidemia con uno sprazzo di entusiasmo. Oltre che l’economia, serve rilanciare anche la curiosità e la creatività in modo da uscirne più forti”.

Per la crisi ambientale e sociale che imperversava già da “prima”, non ci saranno né vaccini, né bacchette magiche

L’unione tra arte e scienza

È ormai chiaro che non è il momento di lasciarsi “sopraffare dal presente”. Ed è proprio con questo intento che la programmazione culturale del Principato non è stata sospesa. Per non cadere nello sconforto, infatti, sono state necessarie due forze.

La prima è quella della scienza, in prima linea nella gestione della crisi, l’altra è quella dell’arte, che contribuisce, tramite mostre e spettacoli, al “risveglio delle coscienze”. Così, per far rinascere l’immaginazione, affrontare le sfide planetarie e prepararci a un futuro migliore, la soluzione sembra essere accendere l’intelligenza collettiva.