Nato a Monaco da genitori stranieri, Jean-Paul Bascoul colleziona ogni genere di cosa e ama definirsi un “folle maniaco del lavoro”.

Il Riviera Palace, edificio imponente di una bellezza sbalorditiva, traccia dell’opulenza di una delle società più ricche al mondo in quell’epoca, è oggi dimora di un collezionista accanito. “All’epoca era the place to be. Re, principi… venivano tutti qui”, ci racconta Jean-Paul Bascoul, che abita questo luogo così ricco di storia. Come passa le sue giornate? “Vado a caccia di foto, sono un cacciatore di storie”. Nella pratica, compra, restaura e colleziona documenti di ogni tipo, a Monaco e dintorni.

Voi usate le pinzette. Io, invece, uso una pala

Oltre 50.000 documenti

Diviso tra Tolosa e Beausoleil, il suo cuore appartiene alla Costa Azzurra, dove vive per metà dell’anno con la moglie e il cane. “Voglio tornare a vivere qui”, ci confida. Nato a Monaco, Jean-Paul è cresciuto al Riviera Palace trasformandolo nel suo immenso parco giochi. Ci divertivamo nei passaggi sotterranei, nei giardini d’inverno…”

Il suo amore per il patrimonio l’ha spinto a dare vita a un’immensa collezione personale. In soli dieci anni, Jean-Paul Bascoul ha raccolto più di 50.000 documenti: “La più grande collezione di Monaco e Beausoleil”, afferma. Fotografie, cartoline, francobolli, documenti, medaglie… Tutto vale la pena di essere collezionato. “Come dico ad alcuni collezionisti, voi usate le pinzette. Io, invece, uso una pala”.

Per comprare all’ingrosso, però, è necessario allargare i propri orizzonti: i pezzi della sua collezione arrivano infatti da ogni parte del mondo. “Di professione sono un ingegnere informatico, quindi so tutte sulle case d’asta e sulle vendite all’asta”. Nel corso degli anni, ha imparato tutti i segreti sulle aste online, come riconoscere una buona occasione e ha anche creato una rete. “Almeno una volta alla settimana ricevo una telefonata per qualcosa di speciale”.

L’esempio più recente? Un cortometraggio autobiografico del pilota di Formula 1 Louis Chiron. La bobina arriva dall’Austria ed è stata comprata per caso. “Prima di trovarlo, non sapevo nemmeno che esistesse questo genere di cose, è straordinario”. Ed è con gli occhi che gli brillano che fa partire il filmato. Con la voce di Chiron in sottofondo, le immagini del Principato, con il suo tram negli anni ’30, farebbero commuovere qualsiasi appassionato di storia. Una cosa pazzesca. Mai visto prima”.

© Collezione Jean-Paul Bascoul – Il tram a Monaco

Una carriera in Europa

L’ingegnere informatico ha messo un punto alla sua carriera poco prima d’iniziare la collezione. “Ero già uno stacanovista folle in quel periodo. Se sto senza far niente, mi sento morire dopo cinque minuti”.

Jean-Paul Bascoul ha lavorato per diversi anni per il gruppo Alcatel, su progetti di ricerca e sviluppo nel mercato europeo “un po’ fuori dal comune”. Bruxelles, Madrid, Roma… il lavoro l’ha portato un po’ ovunque in Europa. “Che cosa dovrei fare ora?”, scherza.

“Non ho alcun interesse finanziario, voglio solo far conoscere il mio lavoro”. Dietro i suoi sforzi non c’è alcuno scopo di lucro, quello che guida il collezionista è la sua passione. Una passione che viene purtroppo frenata dalla realtà finanziaria, specialmente quando tutto quello che collezioni va acquistato. Che fare, quindi? Continuare a lavorare al“5 o 10%” della sua reale capacità. “E siccome sono un pazzo maniaco del lavoro, mi sento un po’ frustrato, ma non importa, faccio quello che posso”.

L’aspetto finanziario non va sottovalutato, però, visto che la sua collezione non si ferma a Monaco e dintorni e raccoglie tesori che dimostrano la varietà dei suoi interessi. Archeologia, Egitto, preistoria, età del bronzo, astronomia, arte-scienza… “Non mi vieto niente”, spiega Jean-Paul Bascoul.

Prima, non c’era nessun libro su Beausoleil. E ora ce ne sono tre. I nostri.

Immagini che parlano

Per promuovere il suo lavoro, Jean-Paul Bascoul ha lanciato il blog Monaco4ever, dove gli utenti possono ammirare più di 20.000 immagini del Riviera Palace, di Beausoleil e del Principato di Monaco. Sulla stessa scia, ha aperto anche un gruppo Facebook con lo stesso nome, che ora conta quasi 6.000 iscritti. L’idea del gruppo è quella di “far parlare le immagini”. E la cosa funziona visto che ogni suo post si trasforma in un vero e proprio generatore di storie. “È lì che mi diverto, quando c’è qualche aneddoto personale e la gente interagisce”.

Così, ha deciso di unire le forze con lo storico Jean-Claude Volpi. “Nella mia immaginazione più sfrenata, avrei voluto fare un libro sul Riviera Palace e l’ho fatto con Volpi.” Insieme tengono conferenze e hanno appena pubblicato il loro terzo libro. “Prima non c’erano libri su Beausoleil. E ora ce ne sono tre. I nostri”.

Cosa fare di tutto questo tesoro, allora? Un museo? Non per forza. Jean-Paul Bascoul vorrebbe qualcosa di più dinamico, una struttura dove “la gente viene a lavorare, dare il suo contributo, scrivere articoli”. La soluzione ideale, per lui, è che le sue immagini vengano usate dagli insegnanti per insegnare ai bambini. Ma nel frattempo, continuerà ad andare a caccia di storie spinto dal suo motto: “Se posso farlo, lo faccio”.

© Jean-Paul Bascoul & Jean-Claude Volpi