La società Andromède Océanologie ha lanciato “Donia”, un’applicazione gratuita che permette soprattutto ai diportisti o ai pescatori di individuare i siti di ancoraggio così da non danneggiare il fondale marino.

La posidonia è uno dei tesori più fragili del Mediterraneo. Questa pianta sottomarina, che confondiamo spesso con un’alga, forma delle vaste distese simili a delle praterie. Questa specie endemica gioca un ruolo fondamentale nell’ecosistema marino mediterraneo: oltre a essere fonte rifugio e di alimentazione per i pesci, è anche un luogo in cui deporre le uova e aspettare che di schiudono.

Gli ancoraggi delle barche distruggono la posidonia

Ma una pianta così vitale continua a essere minacciata dall’attività marittima. Ogni anno, diversi ettari vengono distrutti dagli ancoraggi delle barche che attraccano nei punti sbagliati. Per cercare di limitare il fenomeno, la squadra di Andromède Océanologie, la stessa della spedizione Gombessa V, ha lanciato “Donia”, un’applicazione comunitaria di navigazione e di assistenza all’ancoraggio.

Disponibile su smartphone e tablet, la cartografia indica la natura del fondale, la profondità, la regolamentazione in mare, le immagini satellitari ma anche i porti e soprattutto le zone di ancoraggio. La precisione dei dati consente ai pescatori e ai diportisti di ancorare lontano dalle praterie sottomarine, nel rispetto della legge e della salvaguardia degli ecosistemi marini.