Giovedì scorso, la Fondazione Principe Alberto II di Monaco ha firmato l’Arctic Commitment, che impedisce l’utilizzo e il trasporto di olio combustibile pesante nell’Artico. La Fondazione fa inoltre parte della Clean Arctic Alliance, a fianco di oltre 165 ONG, aziende, rappresentanti politici ed esploratori.

Le regioni polari sono le aree della terra maggiormente colpite dagli effetti del riscaldamento climatico. Per proteggere gli ecosistemi e le popolazioni dell’Artico, l’Arctic Commitment, lanciato a Tromso nel 2017 dalla Clean Arctic Alliance, si pone l’obiettivo di eliminare l’utilizzo e il trasporto di olio combustibile pesante (conosciuto anche come HFO) nella regione artica. Dal 21 gennaio, anche la Fondazione Principe Alberto II sostiene questa iniziativa.

I trasporti e il turismo… rappresentano oggi un vero rischio per l’equilibrio della regione polare

Olivier Wenden, vicepresidente e amministratore delegato della Fondazione Principe Alberto II di Monaco

Il riscaldamento climatico ha aperto nuove rotte navigabili e sempre più navi circolano nell’Artico. Secondo la Clean Arctic Alliance, di cui fa parte anche la Fondazione Principe Alberto II, è fondamentale impedire l’utilizzo di HFO, un combustile fossile inquinante utilizzato nell’80% dei trasporti marittimi di tutto il mondo. Un divieto che entrerà in vigore nel 2024.

Una regione che il Principe Alberto ha particolarmente a cuore

Attraverso la fondazione, il Principe Alberto II lotta per la salvaguardia dell’ambiente e soprattutto per proteggere i mari e gli oceani. Il polo Nord è una delle regioni in cui la sua fondazione è più impegnata. Nel 2006, il Sovrano ha intrapreso una traversata di 120 chilometri nell’Artico per sensibilizzare sul riscaldamento climatico. E non è tutto, nel corso di circa quindici anni, la Fondazione Alberto II ha portato avanti oltre 90 progetti diversi nella regione.

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