Un finanziamento da 2,7 milioni di euro e undici progetti, di cui sei nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. La Direzione Interregionale del Mediterraneo ha deciso di sostenere così le diverse iniziative della regione per ridurre l’impatto degli ancoraggi delle navi sulle distese di posidonia, il “polmone” del mar Mediterraneo.

Le distese di posidonia riescono a trattenere importanti quantità di CO2 nel mare. In Corsica, per esempio, il 10-15% di carbonio emesso dall’isola viene immagazzinato da queste piante acquatiche, contribuendo anche a ridurre l’inquinamento atmosferico.

Questo vero e proprio “polmone” delle acque mediterranee è minacciato dalla crescente urbanizzazione del litorale, dall’inquinamento del mare e dall’ancoraggio delle navi, che raschiano i fondali, sradicando la preziosa vegetazione. Le distese di posidonia, infatti, sono particolarmente difficili da ripristinare e la loro crescita è molto lenta: appena un metro ogni cento anni.

Praterie sottomarine devastate dalle ancore delle barche

Per contrastare questa minaccia, gli undici progetti sostenuti dalla Direzione Interregionale del Mediterraneo, soprattutto in diversi comuni della Corsica, ma anche ad Antibes, a Hyères o nel parco nazionale di Port-Cros, puntano all’istituzione di zone di ancoraggio specifiche per le navi e a sviluppare dispositivi di ancoraggio rispettosi dell’ambiente, come l’istallazione di boe.

>> LEGGI ANCHE: Tesori del Mediterraneo in pericolo: il litorale inghiottito dal mare

Travel Club Monaco