Riscaldamento e aria condizionata negli edifici grazie all’acqua del Mediterraneo: una sfida intrapresa a Monaco a partire dal 1963, quando è stata installata la prima pompa di calore ad acqua di mare presso lo Stadio nautico Rainier III. Oggi questa soluzione è al centro della transizione energetica del Principato e degli obiettivi di emissioni zero entro il 2050.

A Monaco, l’energia consumata dagli edifici, in particolare per il riscaldamento, rappresenta il 37% delle emissioni di gas a effetto serra del territorio e resta, insieme alla mobilità e la produzione di rifiuti, una fonte primaria di inquinamento. Il Governo del Principe sta compiendo grandi sforzi in questo ambito al fine di ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030.

Collegando numerosi edifici ai circuiti talassotermici, il Governo del Principe spera di ridurre sensibilmente il consumo di combustibili fossili, come l’olio combustibile, il cui uso sarà vietato nel Principato dal 2022.

L’oro blu mediterraneo

L’energia talassotermica consiste nel riscaldare una rete idrica ad acqua dolce grazie ad acqua di mare prelevata da una zona dove la temperatura è di 14 °C. Si tratta di un sistema ecologico che emette quantità molto limitate di gas a effetto serra ed è una fonte inesauribile e locale, al contrario dell’olio combustibile che è ancora trasportato fino a Monaco via camion, con maggiori emissioni di CO2.

All’inizio del mese di giugno, il Governo del Principe ha eliminato l’ultima caldaia ad olio combustibile dagli edifici pubblici, passando a questa energia rinnovabile. A Monaco, il Grimaldi Forum, il Museo oceanografico nonché gli stabilimenti del gruppo Monte-Carlo Sociéte des Bains de Mer sono attualmente riscaldati grazie a questo vero e proprio “oro blu”, ossia l’acqua del Mediterraneo. Sul territorio monegasco sono ormai presenti più di 80 pompe di calore ad acqua di mare.

>> LEGGERE ANCHE: Alexia Barrier: navigare per la salvaguardia dell’oceano

Un sistema efficace ad un prezzo accessibile

“L’energia talassotermica permette una riduzione dell’80% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto all’uso dell’olio combustibile”, ricorda Virginie Haché Vincenot, Responsabile Finanza e Innovazione presso la Missione per la Transizione energetica (MTE). “Riscaldare tramite energia talassotermica è comunque notevolmente più efficace rispetto ai semplici radiatori elettrici.” Infatti, il sistema permette di produrre 4 kWh di energia termica per 1 kWh di elettricità consumata.

“Il sistema non ha nemmeno impatto sull’ambiente marino da cui l’acqua viene pompata e in cui viene poi riversata e comporta molti meno rischi rispetto all’energia geotermica che richiede lavori di perforazione”, spiega Virginie Haché Vincenot.

Inoltre, il Governo del Principe sovvenziona la rete talassotermica per offrire tariffe più interessanti rispetto al gas o all’olio comubstibile. “Così tutti potranno contribuire alla transizione energetica di Monaco senza costi esorbitanti”, dichiara entusiasta l’esponente della MTE.

© Unsplash

Monaco fonte di ispirazione per la Costa Azzurra in materia di rinnovabili

“Quando avremo collegato tutti gli edifici previsti al circuito talassotermico, entro il 2023, ridurremo del 7% le emissioni di gas a effetto serra”, precisa Virginie Haché Vincenot. L’obiettivo del Principato rimane quello di ampliare questa rete, “malgrado alcuni limiti fisici legati alla costruzione delle infrastrutture”.

“Dagli anni sessanta, l’energia talassotermica fa parte del know-how monegasco”, sintetizza Virginie Haché Vincenot. Tra l’altro, il Principato è stato anche d’ispirazione alla città di Marsiglia. “L’energia talassotermica è una soluzione efficace per l’approvvigionamento di energia delle popolazioni costiere ovunque nel mondo”, aggiunge, “e anche l’acqua del lago può essere utilizzata per il riscaldamento degli edifici, come avviene già a Ginevra”.

>> LEGGERE ANCHE: Come la realtà virtuale cambierà presto la nostra vita