Intervista con Laurent Maire, nuovo Presidente del Club dei Supporters di Monaco dopo il decesso di Jean-Paul Chaude, in occasione della ripresa del campionato per il Monaco. I tifosi tornano finalmente sugli spalti!

La storia d’amore di Laurent Maire con l’AS Monaco inizia negli anni 90 e l’ha portato a essere cofondatore degli Ultras di Monaco nel 1994. Oggi è il presidente del Club dei Supporters di Monaco. Questa intervista è l’occasione di fare il punto della situazione all’inizio di una stagione 2021-2022 che si profila entusiasmante, con un possibile ritorno in Champions e una squadra quasi immutata e sempre più promettente.

Laurent, immaginiamo che possa essere molto felice ma anche molto impegnato in vista del prossimo ritorno allo stadio Louis II…

Naturalmente non vediamo l’ora di tornare allo stadio, nonostante le restrizioni sanitarie. La Ligue de Football Professionnel ha rilasciato un comunicato per informare che la mascherina non sarà obbligatoria negli stadi. A Monaco, invece, le norme saranno diverse perché c’è l’obbligo di mascherina e di distanziamento nonostante l’introduzione del pass sanitario. La capacità dello stadio sarà ridotta al 70%, ossia circa 11.000 spettatori. Poi vedremo come evolverà la situazione, ma le regole per la prima partita contro il Nantes saranno queste.

Cosa avete previsto di fare sugli spalti per la partita contro il Nantes in occasione del vostro grande ritorno al Louis II?

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Innanzitutto renderemo omaggio a Jean-Paul Chaude visto che non avevamo potuto farlo allo stadio prima della fine del campionato perché le partite erano a porte chiuse. Prima del calcio d’inizio osserveremo un minuto di silenzio e poi deporremo una corona di fiori in suo onore. Durante la partita ci saranno altre sorprese ma non vogliamo svelarle ora.

Ritrovo l’essenza degli inizi di Dmitri Rybolovlev al club.

Cosa si porta a casa dalla stagione 2020-2021 che si è conclusa con un terzo posto in campionato e una finale di Coppa di Francia?

È stata una stagione… inaspettata (sorride). Non conoscevamo molto il mister, anche se sapevamo quello che aveva fatto a Francoforte in Germania, con una qualificazione in Champions League e una vittoria in Coppa di Germania contro il Bayern Monaco. Ma noi monegaschi abbiamo imparato a essere diffidenti. Sono passati talmente tanti allenatori che spesso ci hanno deluso presto. Con Niko Kovac è stato tutto il contrario: abbiamo fatto una stagione fantastica. Ho avuto la fortuna di parlare con Benjamin Lecomte a fine stagione. Gli ho chiesto cosa fosse successo alla squadra tanto da migliorarsi così in fretta con più o meno gli stessi giocatori della stagione precedente. Mi ha risposto che il mister era stato capace di mettere a bada le personalità forti e fare in modo che tutti spingessero nella stessa direzione. Niko Kovac ha saputo unire la squadra. E si vede: quando è in panchina, comunica costantemente con i giocatori, non li molla mai e i giocatori ricambiano.

Le piace il progetto attuale?

Onestamente sì. Ci ritrovo l’essenza degli inizi di Dmitri Rybolovlev al club. Facciamo fiorire i giovani per poi rivenderli, non abbiamo altra scelta. Le entrate del Monaco non vengono dai biglietti o dal marketing. (Gli mostriamo la scritta RISE.RISK.REPEAT. sul suo cappellino). È vero: il club sta certamente cercando di svilupparsi in questo senso, con una nuova identità. Ma per ora il progetto di cui parlavamo funziona di nuovo. Siamo stati i precursori di questo metodo di trading, con Luis Campos e Vadim Vasilyev. Prendevamo giovani talenti per farli crescere e poi rivenderli. Anche il Lille l’ha fatto e abbiamo visto tutti il successo di questo club la scorsa stagione.

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Vi preoccupano le azioni di calciomercato aggressive dell’Olympique Marsiglia e del Nizza?

Assolutamente no, anzi è un bene per la Ligue 1. Un campionato con 6 o 7 squadre al top è più avvincente. Confido in Paul Mitchell perché faccia arrivare giocatori promettenti. A Monaco, siamo abituati al mercato tardivo (sorride). Ovviamente c’è l’incertezza riguardo alla qualificazione in Champions League. Bisogna essere pazienti e non lasciarci prendere la mano: le stelle non ci interessano. Vogliamo dei giocatori che danno il massimo. È importante far capire ai giocatori che arrivano a Monaco che giocano per uno Stato, un Principato, un club con una storia che risale al 1924 e con un palmares importante. Siamo un paesino rispetto al resto della Francia e spesso ci prendono in giro dicendo che il Monaco non ha tifosi. Eppure in trasferta, facciamo sempre il pienone! I giocatori ridono quando sentono queste critiche: sanno che abbiamo tifosi da tutta la Francia. E se la stagione scorsa non ci fossero state le partite a porte chiuse, immaginatevi l’atmosfera…

In occasione del 100° anniversario del club, vorremmo che i nostri posti venissero colorati con i colori dell’AS Monaco

Cosa si aspetta da questa nuova stagione?

Continuità, arrivando minimo nei primi tre posti della classifica. Oleg Petrov e Paul Mitchell ce l’avevano promesso all’inizio della scorsa stagione: una prima stagione conclusa tra i primi sei, ambendo a un posto in Europa League, e una seconda stagione sul podio e il ritorno in Champions. Paul Mitchell è chiaro, non usa mezzi termini. La scorsa stagione doveva essere una stagione di transizione e, alla fine, gli obiettivi sono stati ampiamente superati.

Questa qualificazione in Champions League non arriva forse troppo presto?

Non so, sarà sicuramente difficile. Non è detto che i giocatori più giovani abbiamo l’esperienza richiesta in Champions League. Ma un giocatore come Cesc Fabregas ha già giocato in questa competizione e l’ha anche vinta; potrà trasmettere la sua esperienza a tutto lo spogliatoio. Alexander Nübel è giovane, ma anche lui ha esperienza in Champions anche se in quanto sostituto. Poi possiamo contare sui nostri giocatori di punta, come Wissam Ben Yedder, Kevin Volland e Djibril Sidibé.

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Cosa si aspetta dai dirigenti nei confronti di voi supporters dell’AS Monaco?

Insieme agli ultras del Monaco e a tutti i club di tifosi dell’ASM, tempesteremo i social network di tweet durante le partite in casa per farci sentire. In occasione del 100° anniversario del club, vorremmo che i nostri posti venissero colorati con i colori dell’AS Monaco, o almeno del Principato, con sedili rossi e bianchi e non gialli. Non siamo l’FC Nantes! Tra l’altro, i tifosi del Nantes sono riusciti a vincere questa battaglia, passando dai sedili blu a quelli gialli e verdi, i colori del loro club. La decisione non appartiene al club ma al governo. Speriamo che venga fatto entro tre anni, ma sappiamo che queste questioni spesso richiedono tempo e che le attuali priorità sono inevitabilmente altre. Ma non ci arrenderemo!