Ogni anno, vengono assegnati tre premi nei seguenti ambiti: acqua, biodiversità e riscaldamento globale.

Il 29 ottobre, nella Salle des Princes del Grimaldi Forum, si è tenuta la 14esima edizione del  Premio per la Salute del Pianeta. La Fondazione Principe Alberto II ha premiato i tre vincitori e ha poi assegnato le borse di studio agli studenti dell’IPCC, per sostenere le ricerche sul cambiamento climatico e sui terreni vitali.

La serata si è conclusa con uno spettacolo sull’ambiente, “The Way of the Rain – Hope for Earth”, per celebrare il 15° anniversario della Fondazione.

Il Principe Alberto II insieme ai vincitori del Premio per la Salute del Pianeta © Axel Bastello / Palazzo del Principe

Premio Acqua

La giovane attivista canadese Autumn Peltier, commissario capo dell’Acqua della nazione Anishinaabe, è stata premiata per il suo impegno nella lotta all’accesso all’acqua potabile da parte dei popoli nativi del Canada. “Nessun bambino dovrebbe mai essere privato dell’acqua potabile, neanche per brevissimo tempo”, ha dichiarato la ragazza.

Premio Biodiversità

La piattaforma intergovernativa scienza-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) è stata premiata per il lavoro svolto nel raccogliere le attuali conoscenze che possediamo in materia di biodiversità globale ed ecosistemi, e dell’apporto che danno alle popolazioni. Sono inoltre stati premiati gli strumenti e i metodi che consentono di salvaguardare, oltre che di utilizzare in modo sostenibile, queste risorse naturali vitali. Durante la cerimonia, la segretaria esecutiva della IPBES, Annie Larigauderie, ha dichiarato:”È ora di agire sulla scienza!”

Premio Cambiamento climatico

L’organizzazione no-profit GreenWave si è distinta per il sostegno mostrato agli allevamenti oceanici rigenerativi di molluschi e alghe nell’era del cambiamento climatico. Si occupa anche di creare opportunità di mercato valide per assicurargli il successo nel lungo termine. Il fondatore, Bren Smith, ha dichiarato: “Possiamo arrenderci, scappare e lasciare che il pianeta muoia lentamente, oppure le nostre comunità possono lavorare insieme all’oceano per creare un futuro migliore, un futuro in cui possiamo abitare un pianeta ancora in vita”.