Si apre una nuova pagina di un caso complesso che si trova al centro della cronaca internazionale.

Ennesimo colpo di scena per il caso che riguarda il mercante d’arte svizzero Yves Bouvier e che negli ultimi giorni ha attirato l’attenzione della stampa svizzera, francese oltre che inglese e americana. La magistratura svizzera ha annullato l’archiviazione del procedimento che era stato aperto in seguito alla denuncia del presidente dell’AS Monaco Dmitri Rybolovlev contro Yves Bouvier, accusato di truffa. Il procedimento era stato archiviato l’anno scorso dalla Procura di Ginevra, ma il miliardario russo aveva subito fatto ricorso. Al momento del verdetto i giudici hanno valutato le accuse mosse contro gli imputati “plausibili” e “innegabili”.

Una battaglia giudiziaria che va avanti da 7 anni

Il caso era stato aperto a gennaio 2015, quando il proprietario dell’AS Monaco aveva accusato il ginevrino Yves Bouvier di avergli sottratto circa un miliardo di franchi svizzeri per l’acquisto di 38 opere d’arte del costo totale di due miliardi di euro. Il miliardario russo gli ha fatto causa a Monaco (per truffe commesse, a suo parere, per l’acquisto di tre quadri), in Svizzera (per le 38 opere d’arte), ma anche a Singapore e a New York.

Secondo gli avvocati svizzeri di Dmitri Rybolovlev, “Yves Bouvier, abusando della sua posizione, inventando espedienti e mentendo fino a simulare trattative inesistenti con i venditori, ha sistematicamente raggirato i querelanti in merito ai prezzi di acquisto. In questo modo ha generato illecitamente plusvalenze indebite per un totale di quasi un miliardo di franchi svizzeri, versando di nascosto quasi 100 milioni di franchi svizzeri a Tania Rappo [residente monegasca, n.d.r.] per guadagnarsi la fiducia di Dmitri Rybolovlev e del suo entourage”.

A dicembre 2019 il procedimento monegasco è stato annullato dalla Camera di consiglio della Corte d’appello di Monaco in quanto ritenuto iniquo e svolto “in maniera parziale e sleale”.

Questa decisione ha poi portato la Procura di Ginevra ad archiviare il caso. Il procuratore svizzero aveva rivendicato la mancanza di interesse pubblico oltre che dei presupposti per una truffa, ma soprattutto che la cancellazione del processo a Monaco avesse compromesso le prove a disposizione del querelante.

“La prosecuzione delle indagini nel rispetto dei diritti fondamentali è perfettamente possibile”

In una sentenza pronunciata la settimana scorsa la Camera d’appello penale della Corte di giustizia di Ginevra ha dichiarato che “l’interesse pubblico per il procedimento è ancora presente” e ha sottolineato che i “presunti danni causati” alle società collegate ai trust di famiglia di Rybolovlev si aggirano intro a “un miliardo di franchi svizzeri” (oltre un miliardo di euro). Il quotidiano di Ginevra Le Temps cita le parole dei giudici svizzeri: “La Procura ha visto negli errori del procedimento penale monegasco un motivo per chiudere il procedimento condotto a Ginevra. Questo approccio stupisce. […] La prosecuzione delle indagini nel rispetto dei diritti fondamentali è perfettamente possibile”. Il tribunale ha respinto tutte le motivazioni della Procura e ha rinviato il caso a quest’ultima per la ripresa delle indagini.

Gli avvocati di Dmitri Rybolovlev, i Sigg. Giroud e Mauron, hanno spiegato: “Questa sentenza dimostra la vacuità della difesa di Yves Bouvier e l’inanità delle sue dichiarazioni fantasiose. […] Alla luce delle prove fornite il tribunale conferma la posizione dei nostri clienti […] e conclude che l’esistenza di un raggiro è innegabile”. I consulenti del proprietario dell’AS Monaco sono “convinti che la responsabilità penale di Yves Bouvier e dei suoi complici sarà presto accertata”.

Dopo il verdetto David Bitton, uno degli avvocati di Bouvier a Ginevra, ha dichiarato: “Accogliamo favorevolmente la decisione della Camera d’appello penale. La Procura di Ginevra proseguirà le indagini per confermare indubbiamente la vacuità delle dichiarazioni di Rybolovlev”. Anche Yves Bouvier ha espresso il suo punto di vista in un comunicato stampa: “La sentenza del tribunale ha soltanto riaperto le indagini per approfondire determinati punti. […] Aspetto con ansia che il lavoro della giustizia faccia il suo corso per far emergere la verità una volta per tutte”.