Palace Merano: come il decano dei medical spa scrive il suo futuro senza rinnegare la propria anima
Mentre l’industria del benessere vive un’espansione senza precedenti e le cliniche di lusso spuntano come funghi, il Palace Merano dimostra che la longevità è inscritta nel suo DNA: una lezione di resilienza per questa istituzione centenaria, capace di reinventarsi senza mai smarrire la propria identità.
Inaugurato nel 1906, trasformato in ospedale militare durante la Seconda Guerra Mondiale, riconvertito in hotel di lusso e poi, alla fine del secolo scorso, nel primo medical spa d’Italia, il Palace Merano incarna oltre cent’anni di adattamento continuo. Oggi, mentre il mondo del wellness cresce a ritmo vertiginoso – tra “città del benessere” a Dubai e complessi ultramoderni in Europa – questa istituzione tirolese rimane l’originale che tutti cercano di imitare, senza mai riuscirci davvero.
Palace Merano: quando il tempo si ferma per rinascere
L’eredità come fondamento, l’innovazione come orizzonte
«Con la scomparsa del creatore del programma Detox, avremmo potuto perdere la nostra bussola, ma non è accaduto. Abbiamo mantenuto la rotta, come se una Ferrari perdesse il cavallino rampante: la macchina rossa correrebbe ancora veloce, e soprattutto, abbiamo mantenuto l’intero team che, fin dall’inizio, aveva elaborato il programma al suo fianco», racconta Stefano Plotegher, CEO da un anno.
Questa metafora automobilistica riassume una sfida titanica: come mantenere l’eccellenza quando chi ha disegnato la tua identità scompare dopo decenni?
La risposta è arrivata con una rivoluzione organizzativa silenziosa. Dove un tempo tutto dipendeva da un solo direttore d’orchestra, Plotegher ha introdotto una struttura collegiale: innovazione medica sotto la guida del dottor Massimiliano Mayrhofer, direzione delle risorse umane, direzione finanziaria, livelli di management ben definiti. «Costruiamo il futuro del Palace sulla base di un’organizzazione, non su una singola persona», spiega. «Perché la longevità del Palace deve andare oltre le persone».

Cosa rende il Palace Merano insostituibile?
In un mercato affollato di spa e centri wellness, cosa distingue ancora oggi questa venerabile istituzione? «Merano stessa», risponde Plotegher. «La terra, l’aria, l’acqua e, soprattutto, le persone – ciò che chiamo il fuoco, il calore umano. Qui si trovano gli elementi originari del nostro metodo.»
Maximilian Newiger approfondisce questa visione: «Il vero lusso, oggi, nel benessere e nell’ospitalità, è far sentire sempre il cliente come un ospite e mai come un paziente. L’ambiente deve trasmettere energia positiva e restituire gioia di vivere».

Il microclima alpino-mediterraneo di Merano, riconosciuta come stazione climatica fin dal XIX secolo, resta uno dei punti di forza assoluti: aria pura e secca, temperature stabili, assenza di nebbia e un’eccezionale esposizione al sole creano condizioni ideali per la rigenerazione.
L’acqua, di una purezza eccezionale, è parte integrante dei trattamenti. Questo microclima unico, al crocevia tra influenze alpine e mediterranee, offre un ambiente terapeutico naturale che nessuna tecnologia può replicare.
Ma oltre alla geografia, è l’approccio a fare la differenza: dove altri puntano su tecnologia estrema o lusso ostentato, il Palace propone una medicina integrativa, dove convivono scanner DEXA di ultima generazione e medicina tradizionale cinese, un laboratorio di analisi interno – rarità assoluta nel settore – e sedute di agopuntura.
Le nuove sfide: sedurre senza tradirsi
«La nostra clientela ha un’età media di 56-57 anni», ammette Plotegher. «La sfida è attrarre una generazione più giovane senza perdere i clienti fedeli». Un equilibrio sottile, in un’epoca in cui la Gen Z salta da un’esperienza all’altra e la fedeltà sembra un concetto antiquato.
La strategia? Modernizzare senza snaturarsi. I nuovi programmi “Sport Performance” e “Relax & Balance” si rivolgono a un pubblico più giovane e attivo, che cerca performance e al tempo stesso relax. L’arrivo di Alex Schwazer, campione olimpico oggi preparatore atletico, è un segnale chiaro: il Palace non è più solo il rifugio di manager stressati, ma anche la meta di atleti e sportivi amatoriali esigenti.
La collaborazione con Zinédine Zidane, cliente da trent’anni e oggi ambasciatore, illustra alla perfezione questa strategia di rinnovamento. «Il messaggio non è solo sportivo», precisa Plotegher. «È piuttosto ‘anche se sei giovane e in forma, puoi venire qui per diventare più forte, trovare equilibrio’».
La stabilità come filosofia, l’evoluzione come necessità
«La nostra forza è che l’80% degli ospiti sono abituali», sottolinea Newiger. «Zidane è venuto quando giocava ancora a calcio e non era così conosciuto. È stato interessante vederlo crescere e sapere che ha continuato a tornare per trent’anni. Ciò che apprezza di più è la stabilità del personale».
Questa stabilità – con dipendenti in servizio da oltre trent’anni – è un tesoro raro. «Il nostro chef, Günther Pirhofer, è qui da tre decenni, è curioso, ha viaggiato molto e mantiene sempre lo stesso livello di qualità», aggiunge Newiger. «Non è facile da trovare. Sono elementi che danno gioia alla vita, è questo il vero lusso».
Riconoscimenti che confermano l’eccellenza
I premi internazionali continuano ad arrivare, a testimonianza di un’evoluzione guidata con equilibrio. Il Condé Nast Traveller Wellness & Spa Award 2025 nella categoria “Master M.O.T.” celebra l’eccellenza diagnostica. The Luxury Spa Edit incorona il Palace come “Best Global Spa Hotel”. Questi riconoscimenti non premiano la nostalgia, ma l’innovazione radicata nella tradizione.
«Questi riconoscimenti premiano la nostra capacità di unire rigore medico e approccio olistico», osserva Newiger. «Restiamo gli unici con un laboratorio interno capace di fornire risultati in tre ore, permettendo di adattare i protocolli in tempo reale – un lusso che pochi possono offrire».
Dr Max del Palace Merano: «L’equilibrio è la chiave della longevità»
Il futuro: espandersi o approfondire?
Mentre i concorrenti aprono nuove sedi, il Palace Merano sceglie la via dell’approfondimento. «Ci concentriamo solo sul Palace Merano», ribadisce Plotegher. «La nostra forza non sta nella moltiplicazione, ma nell’eccellenza di un luogo unico».
Questa filosofia – concentrazione anziché dispersione – rispecchia una visione precisa: in un mondo ossessionato dalla crescita, la vera longevità sta forse nella capacità di evolvere rimanendo se stessi.
Il Palace Merano è la dimostrazione che si possono avere 119 anni ed essere ancora pionieri, perdere il proprio creatore senza perdere l’anima, modernizzarsi senza rinnegarsi. In un’industria del benessere dominata dall’effimero, questa costanza nel cambiamento è forse la prova più autentica di cosa significhi longevità: non solo durare, ma rinnovarsi senza mai smettere di essere sé stessi.
Come sussurra da oltre un secolo il torrente Passirio, che scorre ai piedi del palazzo: l’acqua cambia continuamente, ma il fiume resta.











