La campagna di vaccinazione non è uguale per tutti, varia a seconda del territorio. È per questo che il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), lunedì 18 gennaio, ha messo in guardia sulle conseguenze morali che si ripercuoteranno sul mondo intero se i paesi ricchi continuano ad accaparrarsi i vaccini contro il Covid-19 a discapito dei paesi meno sviluppati.

“Il mondo è sull’orlo di un fallimento morale catastrofico, e il prezzo di questo fallimento lo pagheranno le vite e i mezzi di sussistenza dei paesi più poveri del mondo”, ha avvertito il Direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Durante un discorso tenutosi in occasione della riunione del Consiglio esecutivo dell’agenzia dell’Onu a Ginevra, ha denunciato l’egoismo dei paesi più ricchi e criticato i produttori di vaccini che ricercano le approvazioni regolamentari nei Paesi ricchi. Secondo il direttore, dovrebbero sottoporre i loro dati all’OMS per ottenere un’approvazione a livello mondiale. Soprattutto in questo momento, in cui la comparsa di una nuova variante nel Regno Unito ci ricorda la necessità di agire con un piano vaccinale rapido ed equo.

39 milioni di dosi nei paesi ricchi contro 25 dosi per un paese povero

Sono circa 39 milioni le dosi di vaccino contro il coronavirus che sono già state somministrate in almeno 49 paesi ricchi. Eppure, “solo 25 dosi sono state somministrate in uno dei paesi con il reddito più basso” ha dichiarato il capo dell’OMS. “Non 25 milioni, non 25.000 ma solo 25”, ha insistito, senza precisare quale fosse il paese in questione.

Dal canto suo, il Governo del principe monegasco, il principale alleato dell’OMS in fatto di cooperazione internazionale, auspica sempre all’uguaglianza. A maggio scorso, il Principe Alberto II ha partecipato all’evento virtuale “Coronavirus Global Response”: un’iniziativa dell’Unione europea che ha l’obiettivo di dare una risposta mondiale alla lotta contro la pandemia da Covid-19.

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