Ad appena quindici anni, la pianista Stella Almondo si esibisce già sulla scena internazionale, da Monaco fino a Mosca, e ora anche sul piccolo schermo. La sua sensibilità trasporta gli spettatori indietro nel tempo, per rivivere le opere di Frédéric Chopin e rendere ancora più sublimi quelle di Franz Liszt.

Le sue giornate sono ritmate dalle note del piano e cullate dalle onde del Mediterraneo. “È di fronte a questo blu infinito che traggo ispirazione”, confessa Stella Almondo. La giovane monegasca, oggi si divide tra la Costa Azzurra e Parigi: “il liceo a Cannes, il conservatorio a Nizza e le lezioni settimanali alla Schola Cantorum a pochi passi dai Giardini di Lussemburgo (a Parigi)”. È qui che Stella Almondo perfeziona la sua arte, tutta orecchie davanti ai preziosi consigli del suo professore, il famoso pianista russo Igor Lazko.

Cuore sensibile e orecchio musicale

Da Tchaikovsky a Franz Liszt, la ragazza assapora il romanticismo di queste arie geniali che hanno attraversato i secoli, con la loro ricca tavolozza di emozioni e il male di vivere ancora oggi trasmesso dagli spartiti. “Sono una persona molto sensibile”, ci confida Stella Almondo, “amo lasciarmi trasportare dalle emozioni” e interpretarle al piano per trarne il meglio.

Al piano, Stella Almondo si immagina paesaggi mediterranei e storie / © Alizée Mosconi

“Dietro la tastiera, immagino tantissime storie, paesaggi, spesso nel Mediterraneo, e a volte un mondo di colori”. Un momento di evasione in cui l’anima vagabonda da una nota all’altra, danzando sulle melodie e vibrando al suono degli accordi. “È qui che do il meglio di me”, ammette la giovane artista.

Perfezionista nell’anima, Stella Almondo non tiene più il conto delle ore che passa davanti al piano, forse “una ventina a settimana”. La passione è importante, certo, ma prima di tutto ci vuole impegno. “Non c’è nessun segreto, bisogna lavorare sodo: ho la fortuna di avere talento, che rende le cose più facili, ma questo da solo non basta!”

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La vedo ancora da bambina avvicinarsi alle siepi del nostro vecchio giardino per ascoltare le melodie che provenivano dalla casa di fronte, dove abitava un musicista

Nathalie Bijou, madre della pianista prodigio

“A casa, il piano suona continuamente”, afferma Nathalie Bijou, madre della giovane prodigio. “La passione per questo strumento richiede un enorme investimento. Ammiro molto il suo impegno e la sua tenacia. Mi lascia esterrefatta!”

Stella Almondo ha perso il conto delle ore che passa davanti al piano / © Alizée Mosconi

“La vedo ancora da bambina avvicinarsi alle siepi del nostro vecchio giardino per ascoltare le melodie che provenivano dalla casa di fronte, dove abitava un musicista”, ricorda Nathalie Bijou, che sostiene la figlia in questa passione che la accompagna dalla più tenera età. “Da piccola, riproducevo già le canzoni dei film d’animazione Walt Disney su un pianoforte per bambini”, ricorda Stella. “Ho suonato a orecchio fino all’età di dieci anni”.

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Dal solfeggio alle esibizioni

Seguiranno poi le lezioni di solfeggio, le prime scale e la gioia dei successi. “Frédéric Chopin le ha portato fortuna!” racconta divertita Nathalie Bijou. Nel 2018, dopo aver suonato diversi pezzi del celebre artista, Stella Almondo si aggiudica il Concorso Giovane Chopin in Svizzera. “Da qui è cominciato tutto”.

Sugli scaffali della sua cameretta, iniziano ad accumularsi i trofei, tra cui quello di Best Talent Music dell’anno, ricevuto il 10 maggio in occasione del Gala Maria Callas a Monaco.

A dicembre 2020, Stella Almondo fa la sua comparsa sul piccolo schermo, nella trasmissione Prodiges andata in onda in Francia sul canale France 2. “Un evento seguito da milioni di telespettatori”, ricorda la finalista ancora emozionata per l’esperienza ed entusiasta delle numerose critiche positive grazie al quale ha potuto migliorarsi.

Mai senza pianoforte

Il suo “migliore amico”? Il pianoforte blu nella sua cameretta posizionato di fronte a un pubblico di peluche. “Per me gli oggetti hanno un forte valore sentimentale”. È qui che Stella Almondo si esercita con attenzione sui suoi spartiti, ricoperti di appunti e commenti. Fogli preziosi da memorizzare prima del prossimo concerto.

“Quando passo diverse ore sulla stessa battuta, mi lascio prendere dalla frustrazione: il piano richiede molta concentrazione e molto lavoro su se stessi”. Ogni nota deve essere precisa. “La parte più complicata è farla sembrare una cosa semplicissima!”

“Mi sto impegnando molto per realizzare il mio sogno professionale, perché non voglio avere alcun rimpianto in futuro”, conclude la pianista di talento. Stella Almondo è rimasta piacevolmente colpita dal sostegno che riceve ogni giorno, soprattutto quello dei diversi membri del Governo del Principe, come Isabelle Bonnal, Commissario generale alla Direzione dell’istruzione nazionale, della gioventù e degli sport, e Françoise Gamerdinger, Direttrice degli affari culturali.

Secondo Stella Almondo la perseveranza, il lavoro e la concentrazione sono essenziali / © Alizée Mosconi

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