La stampa lo chiama lo “Zar del pianoforte”, ma il soprannome non riesce a catturare la delicatezza della sua musica. Scelto da Didier de Cottignies come il nuovo artista residente della Filarmonica di Monte-Carlo, il giovane pianista 23enne non si è lasciato influenzare dal successo improvviso.

“Non ricordo molte occasioni in cui da bambino abbia ascoltato della musica coscientemente”. Figlio di due violinisti, Kantorow non era destinato a una carriera nel mondo della musica. Inizialmente, il pianista aveva preso in considerazione di studiare materie scientifiche, relegando il piano a un semplice hobby. Ma poi, entra in gioco la Schola Cantorum di Parigi.

“Era la prima volta che condividevo la mia musica con altre persone”, afferma Kantorow. Sarà il suo insegnante, il pianista russo Igor Lasko, a fargli capire che il pianoforte non sarà un semplice passatempo. “Sono arrivato tardi e avevo tanto da recuperare”. La tecnica è stata la cosa più difficile da imparare. “Le mie dita non erano particolarmente forti”, aggiunge il ragazzo.

Arriva Alexandre a passo di valzer, giusto per capire come funzionano i concorsi di pianoforte, e finisce per conquistare la vittoria

Un debutto che passerà alla storia

Circa un anno e mezzo fa, Kantorow non era particolarmente conosciuto al di fuori della scena musicale parigina. Ma poi, nel 2019, si aggiudica il primo posto nella categoria pianoforte del concorso Tchaikovsky, un prestigioso concorso internazionale di musica classica che si tiene ogni quattro anni.

“Ha avuto un inizio esplosivo”, afferma Didier de Cottignies, direttore artistico della Filarmonica di Monte-Carlo che ha scelto Kantorow come nuovo artista residente dell’orchestra. “Il concorso Tchaikovsky, insieme a quello Chopin, è il più difficile da vincere”.

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Dato che il Tchaikovsky era la prima esperienza di Kantorow nel mondo dei concorsi, la vittoria sembrava un obiettivo impossibile da raggiungere. “Alcuni pianisti lavorano anni solo per prepararsi al Tchaikovsky. E poi arriva Alexandre a passo di valzer, giusto per capire come funzionano i concorsi di pianoforte, e finisce per conquistare la vittoria”.

Il giovane pianista è stato il primo francese nella storia a vincere il concorso Tchaikovsky, un traguardo sufficiente a trasformarlo nel nuovo beniamino della musica classica francese. Nel 2020, si è aggiudicato anche i Victoires de la Musique Classique, una premiazione annuale francese della musica classica.

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Ho sempre dubbi sul mio modo di suonare

Con i piedi sempre ben saldi per terra

Kantorow parla del concorso Tchaikovsky solo di sfuggita, “per fortuna c’è stato il concorso, così ho potuto fare concerti nonostante il coronavirus”. Al contrario della critica, Kantorow è titubante quando parla della sua musica: “Non ho mai creduto che ce la potessi fare, e ancora oggi non mi sembra di averlo fatto. Credo che quando non ti vedi suonare, non puoi giudicare la performance in modo obiettivo”.

Non è ansia da palcoscenico, l’artista mette davvero in dubbio le sue capacità: “Penso che la mia più grande paura sia non crescere più, raggiungere un punto morto. Ho sempre dubbi sul mio modo di suonare”, racconta il giovane talento.

Secondo Kantorow, l’unica soluzione è esibirsi regolarmente. “Solo quando salgo sul palco riesco a lasciarmi tutti i dubbi alle spalle. In quel momento, qualcos’altro si impossessa di me”.

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La musica classica contemporanea ha difficoltà ad attirare il pubblico

Quali sono le sue fonti di ispirazione?

Voci di corridoio suggeriscono che Brahms sia il compositore preferito di Kantorow, ma quando gli chiediamo da chi trae ispirazione, il pianista risponde Liszt: “Ha avuto una vita incredibile, una di quella che non verrà mai più vissuta. Pensare che si possa essere così curiosi, e fino alla fine dei propri giorni! Ha iniziato come pianista, per passare alla composizione e infine rinchiudersi e diventare un uomo di chiesa”. Kantorow cita anche Alexandre Austier, scrittore, regista, sceneggiatore e compositore francese. “Questo genere di curiosità mi attira molto, questo desiderio di fare tutto.”

Nonostante questa attrazione, Kantorow non compone, almeno non ancora. “Mi piacerebbe. Non so, ho molte difficoltà. Ogni volta che ci provo, mi sembra sempre la copia del lavoro di qualcun altro. Ammiro quelle poche persone che riescono a suonare e comporre allo stesso tempo”. A questo proposito cita Lucas Debargue, pianista e compositore classico, oltre che un amico con cui Kontorow condivide la stessa insegnante, la pianista Rena Shereshevskaya.

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“La musica classica contemporanea ha difficoltà ad attirare il pubblico. Se i musicisti suonassero le loro composizioni ai concerti, le ridarebbero un po’ di vita”, afferma Kantorow.

La sua musica non lascia mai indifferenti

Un talento emergente in residenza a Monte-Carlo

Tra gli artisti in residenza della Filarmonica di Monte-Carlo figura anche il violinista di fama internazionale Maxim Vengerov. Tuttavia, quest’anno Didier de Cottignies ha pensato di prendere un’altra direzione: “Volevo nominare un artista emergente, piuttosto che uno già affermato”.

L’attuale direttore artistico dell’orchestra, che ha lavorato precedentemente a Parigi, conosce Alexandre Kantorow da quando il ragazzo aveva 16 anni: “Mi piace molto”, ammette con il tono di uno che non si lascia andare in lodi facilmente. “È un musicista eccezionale che è cresciuto in modo straordinario”.

La prima volta che Cottignies ha visto Kantorow suonare, è stato durante un’esibizione del pianista in una chiesa di Parigi. Afferma di essere rimasto folgorato già allora. “È un vero artista. Oggi, si vedono molti artisti tutti uguali. Quando Alexandre suona si percepisce la vera creazione. È un sentimento che ti invade fin da subito. La sua musica non lascia mai indifferenti”.

Traduzione a cura di Valentina Alia