Nonostante i feroci commenti degli utenti sui social network, le autorità e la maggioranza del personale sanitario considerano la vaccinazione una tappa logica. 

Nel Principato, il 66,12% degli operatori sanitari ha ricevuto almeno una dose del vaccino; la percentuale sale a 92% tra i medici. Queste cifre, giudicate insufficienti, hanno spinto il Governo a rendere ufficiale il famoso disegno di legge sulla vaccinazione obbligatoria: “Il vaccino contro il COVID-19 non solo permette a chiunque lo riceva di proteggersi in modo molto efficace dalla malattia, ma consente anche di proteggere gli altri, riducendo il rischio di contagio”.

Insomma, questa legge (che è liberamente disponibile in francese sul sito del Consiglio Nazionale) riguarderà tutte le persone che sono in contatto con la popolazione vulnerabile, ossia il personale sanitario e i dipendenti, i volontari e gli studenti che operano in strutture sanitarie.

Si precisa che, nel caso in cui una persona non sia sottoposta in tempo alla vaccinazione, “può utilizzare, con l’accordo del datore di lavoro, dei giorni di ferie retribuite o di riposo compensativo”. In caso di sospensione dal lavoro, è prevista una retribuzione pari al 50% dello stipendio per un massimo di quattro settimane. Dopo questo termine, la persona non riceverà più alcun tipo di aiuto.

La prossima e ultima tappa prima dell’entrata in vigore della legge consiste in una delibera del Consiglio Nazionale in seduta pubblica, a inizio settembre. A questo proposito il Consiglio Nazionale specifica che la seduta “servirà a comprenderne tutti gli aspetti, specialmente i più delicati a livello umano“ e aggiunge che “il Consiglio Nazionale non mancherà di apportare tutti gli emendamenti necessari, come sempre con discernimento, umanità e senso di responsabilità.”

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Una parte della popolazione, già sconcertata dall’introduzione del pass sanitario obbligatorio, considera questa legge controversa. Sul gruppo Facebook dedicato alla Manifestazione contro il pass sanitario a Monaco, alcuni utenti esprimono la proprio indignazione: “Si tratta di una violenza inaudita verso il personale sanitario. Non credevo che saremmo arrivati a tanto a Monaco”. Altri si spingono perfino a definire questo approccio “apartheid sanitario”.

Questo annuncio solleva gli interrogativi e le congetture di alcune persone. Ecco, ad esempio, il commento di un’altra utente: “Non so come faremo se metteranno in atto questa minaccia! Già il personale sanitario è in burn-out, non si trovano persone da assumere; chi si occuperà dei malati??? Perché conosco un sacco di paramedici non vaccinati!”

Il Sindacato dei servizi alla persona di Monaco ha rilasciato un comunicato in cui dichiara che “alcune aziende di servizi di assistenza alla persona chiedono ai dipendenti se sono vaccinati o meno. Ciò viola il segreto sanitario e costituisce un chiaro abuso di potere.”

L’opinione di chi lavora sul campo

Tuttavia, i professionisti non sono dello stesso avviso. Frédéric Platini, Segretario Generale della Croce Rossa di Monaco, ci ha rilasciato un’intervista in cui racconta: “Ad oggi, mi sembra coerente che il Governo si imponga; lo faccio già io, chiedendo che il personale che entra nelle case di persone in quarantena e contagiate sia vaccinato.”

Riguardo al disegno di legge, Platini aggiunge che “l’obbligo vaccinale sarà applicato anche ai volontari per la loro sicurezza. Mi rifiuto di avere dei contagi dovuti alle condizioni di lavoro nella Croce Rossa, non è mai successo durante tutta la pandemia.” E riguardo a chi esercita la libera professione? La logica è la stessa: “In questo caso non c’è in gioco la sicurezza del mio personale, ma quella delle persone a rischio. Aspetto la legge e, una volta che sarà entrata in vigore, l’applicherò.”

Effettivamente, le squadre della Croce Rossa hanno fronteggiato la pandemia fin dall’inizio. “Abbiamo visto quali sono le conseguenze e c’eravamo dentro fino al collo quindi mi sembra logico prendere provvedimenti per proteggere sé e gli altri.”

“Ci sarà sempre chi oppone resistenza: è così ovunque. Tutti hanno il diritto ad avere un opinione, ma io ho soprattutto il diritto di tutelare il mio personale” conclude Frédéric Platini.

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