Violinista dell’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo, Zhang Zhang mette il suo talento al servizio delle cause umanitarie grazie alla sua associazione Zhangomusiq.

Dalla Cina al Canada, passando per gli Stati Uniti e la Svizzera, la strada della violinista Zhang Zhang verso Monaco è stata lunga ma senza intoppi.

Sono ormai 21 anni che l’artista vive nel Principato: “Per chi come me è nato durante la rivoluzione culturale [cinese] trasferirsi in un paese come Monaco è quasi un miracolo! Monaco è uno dei paesi più internazionali e accoglienti che conosco, con persone di origini e nazionalità diverse che vivono e lavorano insieme in pace. È un esempio davvero notevole di ‘convivenza’” afferma Zhang Zhang.

È vero, l’accoglienza del Principato ha giocato un ruolo indispensabile in questo suo viaggio, ma è grazie al suo lavoro e al suo talento che Zhang Zhang è riuscita a entrare nella prestigiosa Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo.

Era ancora una studentessa al Conservatorio di Losanna, quando Zhang Zhang ha risposto al bando di concorso per entrare a far parte dell’Orchestra, allora diretta dal Maestro Marek Janowski. Ma non era la sola, si è infatti ritrovata a competere con oltre 100 candidati.

Quando è stata accettata, Zhang Zhang pensava di restare solo per un anno. Ma Monaco aveva da dare “molto più di quello che si vede a prima vista”. Zhang Zhang scopre non solo un paese in cui potersi realizzare, ma anche un luogo dove mettere radici dopo anni di vita itinerante.

Abbiamo costruito scuole, aiutato orfanotrofi, piantato alberi…

“La musica classica unisce le persone”

“È un popolo gentile, innovativo, generoso e culturalmente ricco… A Monaco tutto è possibile”, afferma l’artista. È stato proprio nel Principato, infatti, che Zhang Zhang ha realizzato il suo sogno: fondare un’associazione che unisse il mondo della musica a quello delle missioni umanitarie.

Così, nel 2007, nasce Zhangomusiq, un’associazione che dona il 100% del ricavato dei suoi concerti a progetti concreti. Negli ultimi 15 anni, ha organizzato più di 70 concerti di beneficenza a favore delle ONG di una trentina di paesi.

Istruzione, ecologia, aiuti umanitari, diplomazia… I progetti già realizzati coprono vari ambiti. Zhang Zhang ricorda in particolare un concerto del 2009 a favore dell’associazione monegasca Mission Enfance, per finanziare la costruzione di una scuola per bambine in Afghanistan.

“Abbiamo costruito scuole, aiutato orfanotrofi, piantato alberi, fornito acqua potabile nei villaggi, aiutato gli anziani… La musica può mettersi al servizio di qualsiasi causa!” La musica classica è un linguaggio che tutti possono comprendere”, sottolinea la violinista.

Una giovane musicista senza soldi né famiglia, armata solo di un’idea, è riuscita a realizzare il suo sogno

Oltre al sostegno finanziario, l’obiettivo di Zhangomusiq è anche quello di dare visibilità a progetti o ONG meno conosciuti. Durante i concerti, la gente ascolta (…) Spesso, alla fine, il pubblico va a parlare con i membri dell’organizzazione per saperne di più. La musica è un ponte che collega le persone”.

Per Zhang Zhang, tutto questo non sarebbe stato possibile senza il Principato. “Zhangomusiq è 100% made in Monaco”, sorride. “Grazie al sostegno e all’incoraggiamento del governo del Principe e di molte persone generose di Monaco, una giovane musicista senza soldi né famiglia, armata solo di un’idea, è riuscita a realizzare il suo sogno. L’apertura mentale e la gentilezza fanno parte del DNA del Principato”.

L’artista si è anche esibita il 29 ottobre per il 15° anniversario della Fondazione Principe Alberto II al Grimaldi Forum. Proprio in questa occasione, Zhang Zhang ha lanciato la Zhangomusiq Orchestra: 57 artisti provenienti da sei orchestre europee, tra cui molti solisti dell’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo, che, in questa serata eccezionale, hanno condiviso il palco con Robert Redford.

L’obiettivo della Zhangomusiq Orchestra è quello d’ideare ed eseguire concerti che contribuiscano alla realizzazione di progetti umanitari, ecologici e diplomatici, promuovendo i valori del Principato.

“La musica classica è simbolo di universalismo”

Nata in una famiglia umile e non avendo mai potuto realizzare il suo sogno di andare a scuola come gli altri bambini fino a 18 anni, Zhang Zhang crede più di ogni altra cosa nel duro lavoro: “Magari non partiamo dallo stesso punto, ma tutti possiamo fare qualcosa di significativo per migliorare la nostra vita e quella degli altri. La musica ha offerto un’opportunità a molte persone. La bellezza della musica è che è accessibile a tutti, indipendentemente dalle loro origini”.

Zhang Zhang su un punto è irremovibile: “La musica classica è per tutti! È la più accessibile e inclusiva delle culture musicali, ci sono scuole e orchestre di musica classica in ogni parte del mondo”.

L’artista incoraggia anche i più piccoli a prendere lezioni di musica: “Stimola molte doti importanti, come la concentrazione, la coordinazione e la fiducia in se stessi. Insegna anche la pazienza, la resilienza… Non tutti dedicheranno la loro vita alla musica, ma è molto bello che la musica faccia parte della vita di tutti”.

In tutte le grandi orchestre, l’audizione si svolge dietro un paravento, la giuria non vede gli artisti ma si concentra solo sulla qualità delle loro esibizioni

Zhang Zhang afferma inoltre che la musica dovrebbe essere usata per combattere la “cancel culture”.

Attingendo alla sua esperienza di donna asiatica in un’orchestra europea, l’artista afferma: “Coloro che criticano le orchestre europee per la loro “mancanza di diversità” dovrebbero sapere che in tutte le grandi orchestre l’audizione si svolge dietro un paravento. La giuria non vede gli artisti ma si concentra solo sulla qualità delle loro esibizioni. Gli artisti sono scelti non per le loro caratteristiche biologiche, come l’etnia o il sesso, ma esclusivamente per la loro eccellenza artistica”.

Un messaggio che l’artista riassume in poche parole, rivolgendosi a chi critica le orchestre: “smettete di cercare di dividerci, venite ad ascoltarci invece. La musica classica è il vero simbolo dell’universalismo”.

Zhang Zhang
© Marco Strullu

La violinista ci ha anche tenuto a precisare che nella musica classica non c’è alcuna differenza salariale tra uomini e donne. “Negli ultimi venti anni, l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo ha reclutato più donne che uomini. Al momento ci sono 12 soliste donna e dei quattro posti da violinista, tre sono occupati da donne”, afferma l’artista.

Sebbene sia una devota ammiratrice di Bach, Prokofiev e Mahler, non si preclude di esplorare altri stili musicali in compagnia del chitarrista jazz Leopoldo Giannola, con cui ha fondato il gruppo ‘The Zhang Zhang Band’.

Per più di due anni, si sono esibiti ogni settimana al bar Rascasse, suonando jazz, blues, bossa nova, rock e persino canzoni di James Bond. “Sai, noi cinesi, a tavola, mangiamo un po’ di tutto! Per me, nella musica, è lo stesso. È la varietà la cosa interessante”, conclude l’artista.

Ma la storia di successi non finisce qui! Zhang Zhang pubblicherà presto il suo primo libro, edito da Fayard. Un libro in cui ripercorrerà il suo viaggio straordinario e che, spera, possa essere d’ispirazione a tutti coloro che non hanno un destino già scritto.