Mentre i ristoranti hanno ricevuto l’autorizzazione di riaprire a partire dal 2 giugno, molte sono le strutture che usano la propria immaginazione per soddisfare i loro clienti. Applicazioni, cibo da asporto, terrazze ampliate, le idee non mancano per adattarsi alle misure sanitarie del governo.

Insomma, da tempo stavano aspettando questa riapertura, questa liberazione. Alla fine di alcune lunghe settimane di ansia e timore, i ristoranti monegaschi e, più in generale, i ristoranti della Costa Azzurra si preparano ad alzare di nuovo il sipario per accogliere una clientela forse ancora reticente, ma sicuramente impaziente di accomodarsi di nuovo in terrazza intorno ad un pasto delizioso. Anche se tutto non sarà più come prima e le misure di contenimento dovranno essere rispettate meticolosamente, i ristoranti si preparano ad apparecchiare di nuovo, tra il timore dell’assenza di clientela e la speranza dell’uscita dalla crisi.

Menu interattivi, cibo da asporto, applicazioni solidali

Se i ristoratori hanno usato la propria immaginazione dalla fine della quarantena per sopravvivere, proponendo in particolare cibo da asporto, il solo vero mezzo per non rimanere chiusi a tempo indeterminato, anche i Monegaschi hanno lavorato per aiutare i commercianti più colpiti dalla crisi sanitaria ed economica legata al Covid-19. È il caso di Antoine Bahri, ideatore dell’applicazione Carlo, che ha permesso ai servizi commerciali locali, in particolare i ristoranti, di entrare a far parte dell’universo del digitale. Sono stati proposti anche dei buoni regalo, permettendo di pagare immediatamente e di consumare in un secondo momento. Questo è un modo per aiutare i ristoratori a sopravvivere, in attesa della grande riapertura ufficiale, il 2 giugno prossimo. Un’altra iniziativa innovativa è quella delle schede elettroniche. Direttrice dell’agenzia Capucine di Monaco insieme a Christophe Picciotta, Isabel Drezen raccomanda l’utilizzo di un semplice codice QR per avere gratuitamente l’offerta dei piatti e dei vini. Consultabili in formato pdf sul sito safe-menus.com, questi ultimi sono accessibili con un semplice flash e potrebbero essere presto proposti in cinque lingue.

Plex'Eat : les cloches en plexiglas designer Christophe Gernigon

Plex’Eat di Christophe Gernigon

Prenotazione obbligatoria, tavoli limitati, distanziamenti richiesti

Anche se la riapertura dei ristoranti solleva così tanti interrogativi, è anche legata alle numerose misure sanitarie adottate dal governo. Tra le prenotazioni obbligatorie, i tavoli limitati a quattro o sei persone massimo mantenendo una distanza di 50 cm tra gli ospiti, la separazione di tavoli di almeno 1,50 m e il ricorso a menu affissi o disponibili su smartphone, i professionisti della ristorazione non hanno altra scelta se non mostrarsi creativi al momento di accogliere di nuovo i clienti. Se il governo raccomanda anche una disposizione in terrazza, questi ultimi dovranno reinventarsi per permettere a un massimo di persone di sedersi a tavola in tutta sicurezza, in uno spazio fortemente ridotto e tavoli per almeno due persone. Nei Paesi Bassi, un esempio originale e sorprendente è stato creato ad Amsterdam, in occasione della riapertura dei ristoranti il 21 maggio scorso. Il ristorante vegetariano Mediamatic Eten, situato nel quartiere Oosterdok, ha infatti ideato un sistema di mini serre separate per accogliere i suoi clienti. Questo permette a uno, due o tre ospiti di godere del lungofiume, all’interno di piccole strutture in vetro situate sulla terrazza della struttura. Un’idea singolare che potrebbe arrivare presto anche nel Principato?