Qualche mese fa, il Principato di Monaco era in attesa dell’incontro annuale con le ultime collezioni di moda, provenienti da tutto il mondo, durante la Settimana della Moda di Monte Carlo (MCFW). Ma con tutto quello che stava succedendo nel mondo, la sua fondatrice, Federica Nardoni Spinetta, era comunque determinata a dare un nuovo aspetto al suo appuntamento modaiolo. Invece di sfarzose passerelle, modelle di corsa verso il backstage e VIP seduti in prima fila, ha sfruttato i social media e ha organizzato dei dibattiti con gli esperti del nuovo capitolo della moda, e l’importanza di un domani sostenibile.

Qualche giorno dopo la fine della MCFW, abbiamo incontrato Federica per parlare del mondo della moda.

Federica, lei è un’autorità qui a Monaco. Ci parli per favore del suo background.

Sono Italiana e sono cresciuta a Milano. Mi sono laureata in Economia e Finanza all’Università Bocconi e poi ho iniziato la mia carriera lavorando per KPMG. Sono venuta per la prima volta a Monaco quando lavoravo per una società petrolifera e ho deciso di vivere in questo meraviglioso Paese. Qui ho fondato la mia famiglia e il mio brand, Beach & Cashmere Monaco.

Vivere in un paese per me significa avere parte attiva nella sua vita economica, e dunque nel 2008, sono entrata a far parte del Consiglio del MEB (Monaco Economic Board) e sono diventata membro delle Donne Imprenditrici di Monaco (AFCEM). Nel 2009, assieme a tre brand monegaschi: Banana Moon, Elizabeth Wessel e Beach & Cashmere Monaco, abbiamo creato la Camera Monegasca della Moda, che è il Fashion Council del Principato di Monaco.

Com’è nata l’idea della Monte Carlo Fashion Week?

Appena dopo la fondazione della Camera Monegasca della Moda (CMM) nel 2009 abbiamo iniziato a federare brand di moda monegaschi e a organizzare sfilate di moda a Monaco e all’estero. Il CMM ha un doppio scopo: da un lato rappresenta e diffonde i valori degli stilisti locali e promuove a livello internazionale la creatività Made in Monaco, e dall’altro, proietta il Principato come un mercato chiave per la moda mondiale.

Quindi abbiamo deciso di lanciare la Monte Carlo Fashion Week (MCFW), sotto l’Alto Patrocinio di Sua Altezza Serenissima la Principessa Charlene di Monaco, e col supporto del Governo, del Consiglio Nazionale, del Municipio e dell’Ufficio del Turismo di Monaco.

La MCFW è quindi divenuta un ricco calendario di sfilate e presentazioni di moda internazionali. Per esempio, ben 16 brand hanno partecipato alla nostra prima edizione nel 2013, e lo scorso anno, abbiamo dato il benvenuto a 40 brand da 15 Paesi nel corso di un evento di cinque giorni.

In questa stagione Primavera/Estate, molte settimane della moda internazionali sono state svolte online. Com’è andata la MCFW quest’anno? E l’edizione digitale ha avuto lo stesso successo di quelle “offline”?

E’ stata una settimana straordinaria che ci ha permesso di viaggiare virtualmente in tutto il mondo: dagli Stati Uniti a Dubai, dalla Tailandia all’Italia a Monaco attraverso il “2020 MCFW A Conversation with Series” – una serie di dibattiti interattivi digitali in diretta con i protagonisti della moda internazionale.

Il nostro concorso sulla sostenibilità includeva brand da 17 Paesi, dall’Europa all’Asia, all’Africa e le Americhe. Ognuno di questi ha incapsulato la sua essenza e la sua visione innovativa in un video girato durante il lockdown o nei giorni post lockdown, e che è stato pubblicato sui social della MCFW. Alcuni oratori chiave sono stati Pauline Ducret, figlia di Sua Altezza Serenissima la Principessa Stéphanie di Monaco, e fondatrice del brand unisex Alter, intervistata da Sara Maino, direttrice di Vogue Talents e Vicedirettrice di Vogue Italia. Tommy Hilfiger e Dee Ocleppo Hilfiger si sono connessi in diretta dagli Stati Uniti e sono stati intervistati da Victoria Silvstedt. E io stessa ho organizzato altri dibattiti con figure chiave di stilisti, artisti e modelle contemporanei.

Il nostro premio di sostenibilità è stato vinto dal brand messicano Desserto per la loro pelle vegana prodotta dai cactus, e per tutta la lista dei nostri premi prestigiosi si può vedere qui. qui

Possiamo confermare che questa edizione digitale ha avuto molto successo. Sicuramente è stata diversa dalle altre edizioni “offline”, ma è stata molto interessante e con un messaggio profondo.

 

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Il suo stesso brand, Beach & Cashmere, porta con sé un messaggio ambientale. Come mai è stata così incline a fondare un brand di questo tipo?

Ho sempre amato la moda. Fin da quando ero una bambina, disegnavo schizzi e me li facevo fare. Ero anche solita dipingere sui vestiti. Questa passione costante mi ha ispirato a creare e lanciare il mio brand: Beach & Cashmere Monaco.

Da anni ormai, creo e produco collezioni sostenibili. La prima è stata “Save the Ocean”, seguita dalle collezioni “No Waste” e “Save the Nature”. La mia ultima collezione “Under Full Sails”, che ho appena lanciato attraverso l’Edizione Digitale della MCFW 2020, è stata realizzata interamente con vele riciclate in collaborazione con la Classe Smeralda dello Yacht Club di Monaco.

 

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Visto che è un’attiva sostenitrice della moda sostenibile, crede che i brand di alta moda e di lusso riusciranno ad adattare il loro processo di produzione?

Lo dobbiamo al nostro pianeta e a noi stessi di agire in maniera più eco-sostenibile. Sono convinta che i brand riusciranno a impiegare questa strategia nel prossimo futuro.
Uno dei gli obiettivi principali della Settimana della Moda di Monte Carlo è concentrarsi sulla moda etica e sostenibile e aiutare ad accrescere la consapevolezza riguardo l’importanza della protezione del nostro pianeta, della sua gente e delle sue creature, secondo le istruzioni di Sua Altezza Serenissima Principe Alberto II di Monaco.

Ad esempio, nel 2016, la Camera Monegasca della Moda ha lanciato il Premio per la Moda Etica e Sostenibile per onorare i brand che hanno un ruolo attivo nell’incoraggiare i cambiamenti positivi, nel supportare la sostenibilità e nel promuovere un mondo più pulito, attraverso la produzione di abiti di alta qualità ed eco-sostenibili.

Per concludere, come vede il futuro della moda dopo il Covid-19?

La ruota della moda non si fermerà di certo, ma dovremmo azzerarci e ripensare a come fare moda. Con ciò intendo produrre meglio, meno e forse più lentamente e, cosa più importante, in modo più sostenibile. Sì, tutti insieme possiamo essere più sostenibili!

Il mio messaggio è non arrendersi mai; cresceremo più forti e più verdi! #sustainabletogether

Intervista a cura di Victor Gee