Presidente dell’associazione World of blockchain Monaco, del sindacato su blockchain nel Principato e amministratore delegato della società Inforca, Jean-Philippe Claret lavora senza sosta per rendere questo futuro modello economico accessibile a tutti. Non ci sono dubbi per lui, una valida transizione digitale deve essere associata allo sviluppo della blockchain.

Se per alcuni trovare una vocazione può essere un’ardua impresa, per altri sembra già scritto nelle stelle. È questo il caso di Jean-Philippe Claret, originario di Grenoble e cresciuto nel mondo dell’informatica. “Mio padre, insieme a Serge Kampf e altri collaboratori, ha creato Sogeti, oggi Capgemini, una delle migliori strutture di servizi informatici a livello europeo. Da ragazzo, durante le vacanze scolastiche, mi divertivo a dare una mano. Adoravo quello che facevo e che vedevo”. La sua strada era ormai quasi del tutto tracciata. Prosegue gli studi per ottenere un MBA in informatica prima di fare il suo debutto con l’azienda Comparex.

Una prima esperienza con Monaco

Dopo una prima esperienza positiva, diventa il capo della direzione commerciale per la società EMC fino al 2000, quando fonda Inforca, la sua società di servizi informatici. “Avevo diversi clienti all’interno del governo monegasco. Così per facilitare gli scambi con i diversi organi del paese, nel 2005 ho deciso di trasferirmi nel Principato”. Contemporaneamente, Claret comincia a interessarsi a un argomento ancora piuttosto sconosciuto: la blockchain. “Tutti parlavano dei bitcoin, ma nessuno parlava del processo che consentiva a questa moneta virtuale di essere creata e utilizzata senza problemi. La blockchain è un algoritmo di sicurezza impossibile da decifrare. Centinaia di hacker ci hanno provato senza successo. Per questo motivo, tutte le transazioni effettuate sulla blockchain sono sicure al 100%”, afferma Claret. Da allora, l’imprenditore intensifica le ricerche. “A Monaco non è molto diffusa, ma la blockchain è un ottimo strumento di sicurezza. Renderla disponibile al grande pubblico sarà una tappa obbligata nell’evoluzione digitale del Principato”.

World of Blockchain Monaco, un’associazione per comprenderne gli utilizzi

Nel 2017, Jean-Philippe Claret e diversi personaggi di spicco di Monaco creano l’associazione World of Blockchain Monaco. L’obiettivo è quello di rendere accessibile a tutti questo argomento ancora sconosciuto e di definirne le regole. In tal senso, è stato redatto un primo testo di legge. Oggi, grazie in parte al lavoro e alla tenacia di Claret, sempre più settori si interessano a questo fenomeno. “Le banche sono state un po’ restie, ma d’ora in avanti non sarà più così. Il dollaro, per esempio, sta per essere digitalizzato. Qualunque azione, anche la più insignificante, passerà necessariamente per una blockchain per rendere sicura la transazione. È questo il futuro”. Claret è un uomo che ama le sfide e non si ferma davanti a niente. “Seguo questo argomento da diversi anni, ma al momento siamo solo all’inizio. Ci sono talmente tante cose da migliorare e da creare. Voglio partecipare alla creazione del nostro futuro modello economico”.

La blockchain al centro della transizione digitale del Principato

Da qualche anno, il Principato di Monaco ha intrapreso diversi cambiamenti per proseguire nella sua trasformazione digitale. Artefice di questa transizione è Frédéric Genta, delegato interministeriale incaricato della transizione digitale. “La trasformazione digitale di Monaco implica la digitalizzazione di tutti i progetti”, spiega Jean-Philippe Claret, prima di concludere: “Penso al cloud sovrano, per esempio. Questi progetti, per essere messi in sicurezza, dovranno passare per la blockchain. Ho appena parlato della digitalizzazione del dollaro. Per rilanciare l’economia, la soluzione migliore sarà la digitalizzazione della nostra valuta. La blockchain è l’unico strumento in grado di consentire una transizione digitale del Principato sicura e stabile”.