In una delle città-stato più antiche del mondo, l’archivista di Palazzo prende le vesti di un consigliere politico nel suo proprio terreno. Abbiamo intervistato Thomas Fouilleron, il custode della storia di Monaco al servizio del Principe Alberto II.

Quando siamo andati a trovare Thomas Fouilleron, il concierge di Palazzo ci ha accompagnati attraverso corridoi senza finestre e quelle che un tempo erano le stalle, ora trasformate in un garage dove i meccanici del Palazzo sono impegnati a dissezionare auto. Da questo lato dell’edificio, il Palazzo di Monaco sembra proprio una macchina ben oliata.

“I miei documenti preferiti non sono necessariamente quelli che colpiscono di più all’occhio, piuttosto quelli che hanno qualche nota di uno dei Principi”, afferma il direttore degli archivi principeschi da dietro la sua scrivania, con una statuetta di Enrico IV di Francia a fianco al computer. “Anche le bozze più insignificanti possono nascondere un’inestimabile testimonianza storica”.

Esperto della storia di Monaco

Thomas Fouilleron è cresciuto proprio nel cuore della Francia, nella regione rurale dell’Alvernia, conosciuta per i suoi vulcani dormienti. Le estati le trascorreva dai suoi nonni, a Nizza, e la gita a Monaco era diventata un vero rito di passaggio. “Mi piaceva la squadra di calcio, i Carabinieri del Principe, le principesse… è tutto quello che sogni da bambino”. Visto l’interesse crescente del piccolo Thomas, dopo ogni gita i genitori gli regalavano una statuetta dei carabinieri.

Carabinieri di Monaco
I carabinieri del Principe © Palazzo del Principe di Monaco

Ex insegnante e professore incaricato universitario, Thomas Fouilleron ha un dottorato in storia dei Principi di Monaco tra il XVIII secolo e il 1848. È stato nominato direttore degli archivi nel 2012, dopo essersi trasferito a Monaco per insegnare al liceo.

È inoltre la penna dietro il libro di testo di storia monegasca utilizzato nelle scuole del Principato. La stesura del manuale gli era stata commissionata quando insegnava ancora al Liceo Albert I di Monaco. “La richiesta principale del corpo docente e del Principe era che fossi obiettivo,” afferma Thomas Fouilleron, mentre sfoglia tra le 350 pagine del libro. “Credo proprio che sia stato di gradimento del Palazzo”, aggiunge divertito. “Non mi avrebbero mai nominato direttore degli archivi altrimenti”.

Dagli antichi feudi alle monete: la storia come monito per il presente

Gli archivi principeschi di Monaco hanno pressapoco la stessa estensione della costa del paese, ben quattro chilometri. Tra i diversi compiti che svolge, Thomas Fouilleron, in qualità di direttore degli archivi, ha lavorato in passato al design dei francobolli e delle monete del paese. Al momento, è impegnato nella ricerca degli affreschi del Palazzo risalenti al XVI secolo, che sono in restaurazione. Gli archivi torneranno inoltre utili per i preparativi del centenario della morte di Alberto I, che si terrà nel 2022.

Per il Principe i feudi rappresentano possibili legami economici oltre che un’opportunità per promuovere diverse città e paesi

Un alto compito affidato alla professionalità di Thomas è quello di restaurare il legame tra Monaco e i suoi antichi feudi, sparsi perlopiù tra la Francia, la Liguria e l’antico Regno delle due Sicilie. “Per il Principe i feudi rappresentano possibili legami economici oltre che un’opportunità per promuovere diverse città e paesi”, spiega Thomas Fouilleron (tutti gli antichi feudi sono elencati in un sito web disponibile in francese). I siti storici dei Grimaldi sono collegati a Monaco soprattutto tramite accordi diplomatici o matrimoni, o ancora, nel caso di Dolceacqua, un paese ligure, da torbide storie di omicidi.

Affreschi nascosti nel Palazzo di Monaco Principe Alberto
Il Principe Alberto II che ammira gli affreschi nascosti di Monaco © Palazzo del Principe di Monaco

Curiosità: la cittadina di Dolceacqua ha con Monaco un legame davvero interessante. Dolceacqua è il feudo della famiglia Doria, che nel 1491 si allea con i Grimaldi grazie al matrimonio tra Francesca Grimaldi di Monaco e Luca Doria di Dolceacqua. Questo legame però sarà segnato da una tragedia. Nel 1523, il figlio della coppia, Bartolomeo Doria, uccide lo zio Luciano Grimaldi proprio nel Palazzo di Monaco. Per celebrare i 500 anni dall’omicidio, nel 2023 Monaco e Dolceacqua stipuleranno un gemellaggio.


Tra politica e storia

L’archivista, inoltre, lavora a stretto contatto con il Principe, che, secondo Thomas, è molto interessato alla storia. “Non siamo un archivio come gli altri. Non ci occupiamo solo dell’inventario e della promozione degli archivi, come farebbe un archivio pubblico, ma anche lavoriamo con il gabinetto del Principe”. Oltre alle normali mansioni di un archivio, come per esempio digitalizzare le collezioni di foto del Palazzo, gli archivi principeschi giocano un ruolo fondamentale nella comunicazione e nella politica.

Un collega una volta mi ha detto che ero fortunato che i miei archivi appartenessero a una dinastia che esiste ancora oggi

Il lavoro di Thomas Fouilleron si svolge a un crocevia, tra mansioni di ricerca storica e l’emozione della politica di tutti i giorni. “Non bisogna dimenticare che la legittimità di Principe Alberto II arriva dalla sua famiglia e dalla storia di Monaco. Per il sovrano, più che per una qualsiasi altra carica di stato, la storia è uno strumento necessario senza il quale, se mi è permesso dirlo, sarebbe solo un uomo come gli altri”.

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Palazzo del Principe di Monaco

“Un collega una volta mi ha detto che ero fortunato che i miei archivi appartenessero a una dinastia che esiste ancora oggi”, ci confida Thomas Fouilleron sul finire dell’intervista. “È vero. Ho il privilegio di poter mettere la storia al servizio della politica, consigliando colui che è al centro dell’azione su come la storia può accorrere in suo aiuto”.

Potremmo definirlo un vero e proprio consigliere? “Sì, penso proprio di sì. Il Principe non vede la storia come un semplice affare di famiglia, ma come uno strumento che aiuta a prendere le decisioni future”.

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