Inondazioni, tempeste continue e zanzare a volontà. Secondo Météo France, l’aumento delle temperature nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra di 0,3° ogni dieci anni potrebbe ridisegnare l’intero ecosistema provenzale entro il prossimo secolo.

Piogge torrenziali, inondazioni devastanti e frane. A ottobre scorso, la tempesta Alex ha inondato l’entroterra nizzardo, e alcune zone d’Italia, distruggendo strade e abitazioni di diversi paesi della regione delle Alpi Marittime. Un dramma che non è certo una novità, visto l’aumento della frequenza di tempeste e rischi d’inondazione in tutta Europa. Secondo un rapporto dell’ONU, tra l’altro, negli ultimi vent’anni il numero di catastrofi naturali è raddoppiato in tutto il mondo.

Il Sud della Francia stretto in una morsa di calore

Attualmente la temperatura del pianeta aumenta di 0,2° ogni dieci anni, ma il dato è leggermente superiore nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, che avanza a 0,3° per decennio. “I tre anni più caldi sono inoltre stati osservati negli ultimi due decenni”, sottolinea Cécile Guyon, climatologa di Météo France. Dati ancora più allarmanti sono quelli legati all’intensificazione dei periodi di siccità e delle ondate di calore. “Da qui alla fine del secolo, l’umidità media del terreno potrebbe essere simile a quella riscontrata nei periodi di siccità estrema che si verificano oggi”, prosegue l’esperta. Ma non è tutto, secondo Guyon anche gli incendi negli boschi e nelle foreste saranno molto più frequenti.

Ondata di caldo a Nizza
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Il mar Mediterraneo inghiotte il litorale

A causa del riscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacci, nei prossimi secoli il livello del mare potrebbe innalzarsi notevolmente. L’aumento delle acque del Mediterraneo e le tempeste sempre più frequenti che si abbattono sul litorale provenzale potrebbero intensificare il processo di erosione delle spiagge sabbiose della Costa Azzurra, già messe a dura prova dall’antropizzazione del litorale e dal turismo.

Dal 1890, le piccole baie con spiagge sabbiose della Provenza hanno perso più della metà della loro superficie, un fenomeno che le rende ancora più vulnerabili all’erosione. Queste insenature sono ormai entrate nella lista rossa degli ecosistemi francesi redatta dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (IUCN).

Saremo sommersi dalle zanzare?

Ci sono alcune specie di animali, tuttavia, che potranno trovare giovamento dai cambiamenti climatici sulla Costa Azzurra. Le zanzare, infatti, potrebbero aumentare in modo esponenziale: “più fa caldo, più questi insetti sono in grado di riprodursi rapidamente”, spiega Cécilia Claeys, ricercatrice in sociologia dell’ambiente all’università Aix-Marseille. “Possiamo osservare, per esempio, la presenza di zanzare tigre in nuove zone, soprattutto montuose, che si trovano a un altitudine più elevata”.

Tuttavia, le zanzare tigre si moltiplicheranno soprattutto nelle zone urbane: la specie, infatti, si trova già a suo agio a vivere in città, grazie alle diverse pozze d’acqua in cui deporre le uova e a un’alta concentrazione di possibili “prede”. Per quanto riguarda le zanzare autoctone, una sovrappopolazione della specie potrebbe portare alla ricomparsa della malaria nella regione, scomparsa già dagli anni ’60.

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Zanzara tigre / Wikipédia