L’Istituto monegasco di statistica e studi economici (IMSEE) ha appena pubblicato una nuova indagine sulle violenze subite dalle donne lo scorso anno nel Principato.

Anche se è solo il secondo rapporto disponibile sulla violenza nei confronti delle donne a Monaco, lo studio si è rivelato comunque utile per monitorare l’evoluzione di questa terribile piaga. Nonostante un 2020 molto particolare, le cifre del Principato restano perlopiù stabili rispetto a quelle del 2019. Tuttavia, la crisi sanitaria ha comunque influito.

In seguito al lockdown, le violenze registrate si sono concentrate sopratutto tra i residenti a Monaco. Di conseguenza, anche i casi registrati dal Centro Ospedaliero Principessa Grace (CHPG) sono diminuiti. Ancora oggi, le violenze avvengono soprattutto in casa da parte di membri della famiglia, una volta su due da parte del proprio compagno. Quest’anno, sono state avviate 50 procedure contro le 33 dell’anno scorso, a riprova che le donne sono sempre più propense a sporgere denuncia.

Mobilitare la società per combattera contro questa violenza

Céline Cottalorda, sovraintendente del Comitato per la promozione e la salvaguardia dei diritti delle donne, ricorda che “questo report cita soltanto le violenze che sono state dichiarate”. La cifra complessiva raccoglie le testimonianze provenienti da diverse enti: la Direzione della Sicurezza Pubblica, l’Associazione di supporto alle vittime di reati penali, il Centro Ospedaliero Principessa Grace, la Direzione dei Servizi Giudiziari e, da quest’anno, la Direzione delle iniziative e del supporto sociale.

In un mese, abbiamo ricevuto otto nuove chiamate, di cui cinque da persone che non sopportavano più di vivere insieme

Il report è stato una delle prime iniziative condotte dal Comitato per la promozione e la salvaguardia dei diritti delle donne, creato nel 2018. Avvalersi di cifre quantificabili su questo fenomeno sembrerebbe indispensabile per poter adattare le azioni da intraprendere a seconda delle vittime. Neanche Monaco, quindi, sfugge alle violenze sulle donne, anche se il paese registra meno casi rispetto ai suoi vicini. I numeri evidenziati dal rapporto consentono anche di monitorare l’effetto delle campagne di sensibilizzazione organizzate dal Comitato.

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Sono moltissimi i motivi per cui una donna vittima di violenza spesso resta in silenzio: perché non sa a chi rivolgersi, perché prova vergogna, perché è terrorizzata o ancora perché si sente soggiogata. Per rompere questo silenzio, l’Associazione di supporto alle vittime di reati penali (AVIP) è disponibile anche a Monaco.

42 donne vittime di violenza

Così come nel 2019, nel 2020 i numeri registrati dall’AVIP non sono cambiati: le donne vittime di violenza sono state 42. Quello che cambia, invece, è il tipo di abuso. Il 36%, infatti, sembrano essere violenze fisiche, mentre il 31% sono casi di violenza psicologica. In generale, la molestia, che sia psicologica o sessuale, rappresenta il 19% dei casi, con una prevalenza del 14% di violenze carnali.

Durante il lockdown, in tutta Europa è stato registrato un aumento delle violenze domestiche, Monaco però ha fatto leggermente eccezione. L’AVIP ha ricevuto un maggior numero di chiamate in quel periodo, ma si trattava perlopiù di violenze psicologiche. “In un mese, abbiamo ricevuto otto nuove chiamate, di cui cinque da persone che non sopportavano più di vivere insieme”, conferma Valérie Campora, direttrice dell’associazione.