Mikaël Barelaud-Eludut, 33 anni, è un graphic designer noto per le sue creazioni artistiche che pubblica regolarmente sul suo account Instagram. Amante dell’arte, dopo aver realizzato numerosi lavori per brand di fama mondiale e organizzazioni monegasche, è pronto per assumere la direzione artistica della sua agenzia: Office Mikado.

Non sceglieva né il Barcellona, né il Real Madrid, e nemmeno l’AS Monaco. Nel famoso videogioco di calcio Pro Evolution Soccer (PES), principale concorrente di FIFA, Mikaël passava le serate nella modalità di editing a ridisegnare i loghi e le maglie delle squadre.

Una vocazione nata a Dallas

“Molte squadre non erano presenti nel videogioco, così riproducevo le loro maglie e i loghi e facevo girare la memory card per il quartiere”, sorride Mikaël, che si divertiva anche a disegnare i personaggi dei Simpson con indosso una maglia da calcio. Homer e Bart tifosi dell’AS Monaco? Eh sì, non state sognando.

Realizzato da Mickaël Barelaud-Eludut, questo canestro è stato approvato da Kylian Mbappé

Arrivato a Monaco all’età di tre anni con la sua famiglia di Limoges, Mikaël Barelaud-Eludut  cresce nel Principato in un alloggio popolare nel Moneghetti. Un’infanzia modesta ma felice: “Mio padre ci ha lasciato con mia madre e mia sorella – ci confida l’artista. “Mia madre lavorava nella prigione di Monaco. Non è stato sempre facile dal punto di vista finanziario”.

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C’è una frase che riecheggia continuamente nella sua testa: “Il lavoro paga sempre”. Dopo aver frequentato il liceo nel Principato ed essersi diplomato con lode, ottiene una borsa di studio e parte per gli Stati Uniti, di preciso per Dallas, nel Texas. “Un’opportunità concreta”, pensa Mikaël. “Nell’America profonda”, scherza il ragazzo. “È stato un bel cambio di scenario. Ma mi piaceva”. E gli è piaciuto così tanto da restarci per due anni e trovare lì la sua vocazione.

Una delle famose ‘Granate’ dell’artista.

Anche se in realtà la sua vocazione l’aveva già trovata: “Fu lì che iniziai a vedere seriamente il graphic design. Ho continuato a impegnarmi. Ho voluto trasformarlo nel mio mestiere”. Di ritorno a Monaco, l’appassionato di Formula 1, architettura e arte contemporanea ha un solo obiettivo: creare un portfolio. “Ho lavorato praticamente gratis per due anni per conto mio”, ricorda il ragazzo. “Poi sono stato scoperto”.

Una forte community sui social network

Il talento non rimane mai a lungo nell’ombra. Il gruppo Del Monte, leader mondiale nella produzione di cibi in scatola, gli offre l’opportunità di lavorare per la sua sede europea a Monaco. Per cinque anni, è lui che si occupa di disegnare le conserve. L’ananas in scatola? Sì, è proprio lui. “Contemporaneamente, Instagram ha iniziato a diventare più democratico”.

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Vero stacanovista, capace di dormire poco o niente – “se dormo sei ore è un lusso” Mikaël Barelaud-Eludut pubblica le sue creazioni artistiche sul suo account. I post non lasciano indifferenti altri account ben più seguiti. Oggi, “Mikadololo” ha 23.5k follower.

Questa rete gli permette di trovare diversi clienti, prima locali, poi sempre più prestigiosi. Moncler, Puma, Nike. Le collaborazioni si moltiplicano e portano l’artista monegasco ad aprire la sua azienda. Inizialmente consulente di The Office Communication, questo giovane padre di una bimba di 20 mesi sta per assumere la direzione artistica della sua agenzia di comunicazione, ribattezzata “Office Mikado”.

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Un primo importante traguardo per Mikaël, che sogna di aprire un giorno una galleria d’arte nel Principato. “Non per proporre le mie creazioni ma per esporre le opere di giovani artisti che seguo sui social e che meritano di essere conosciuti”. Molto legato a Monaco, Mikaël Barelaud-Eludut non ha più intenzione di lasciare il Principato: “Sono molto fortunato. Quando te ne vai, ti rendi conto di vivere nella più bella regione del mondo”. Parola di un artista affermato.