Da Tolosa a Berlino, passando per Parigi: il background di Thierry Leviez (42 anni), nuovo direttore del Padiglione Bosio, è solido e ricco di esperienze. Conosciamo più da vicino il percorso dell’uomo che vuole rendere la Scuola Superiore di Arti Plastiche di Monaco un’eccellenza mondiale.

Thierry Leviez ci riceve nel suo ufficio, illuminato da una tenue luce naturale e incorniciato da una vista mare mozzafiato che lascia spazio ai sogni. Sono passate solo due settimane dal suo arrivo al Padiglione Bosio. “Sto prendendo le misure, un passo alla volta”, dice sorridendo il successore di Isabelle Lombardot, nominato a settembre scorso. “Non ho ancora avuto occasione di godere a pieno di Monaco e della Costa Azzurra, ma dal poco che ho visto, è un ambiente molto piacevole.”

Un progetto incentrato sulla scenografia, la sua specialità

Arrivato direttamente da Parigi e originario di Tolosa, Thierry Leviez ha già potuto assaporare i piaceri di una vita in riva al mare, all’ora di pranzo, durante le brevi pause che si concede sul lungomare ai piedi della Rocca. “È un onore essere qui per la mia prima esperienza come direttore di una scuola”. Sono le coincidenze della vita ad averlo portato qui: invitato a Monaco per tenere una conferenza, ha saputo che il posto di direttore del Padiglione Bosio stava per diventare vacante. “Non ho avuto nessuna esitazione e mi sono subito candidato”. Ed ecco che oggi si trova a dirigere l’Istituto monegasco che intende far conoscere in tutto il mondo.

Il Padiglione Bosio è piccolo ma vogliamo renderlo un’eccellenza a livello internazionale come punto di riferimento nel mondo della scenografia.

Thierry Leviez

“La scuola si è sviluppata molto negli ultimi dieci anni” garantisce Leviez. “Prima era semplicemente un corso preparatorio ai concorsi di ammissioni alle ‘grandes écoles’. Adesso è una scuola pubblica riconosciuta che offre diplomi di laurea triennale e magistrale. Spesso accoglie figure di spicco del panorama artistico in occasione di conferenze. Abbiamo in programma anche una partnership con la Scuola di Belle Arti di Parigi”. Quest’evoluzione è affiancata da una specializzazione in piena espansione: la scenografia.

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“Vogliamo che la scuola punti su questo ambito” afferma l’esperto di scenografia. “Naturalmente continuiamo a formare degli artisti, ma vogliamo anche offrire agli studenti un vero bagaglio tecnico. La progettazione scenografica sta prendendo molto piede e, in Francia, non ci sono ancora dei veri e propri punti di riferimento. Il Padiglione Bosio è piccolo ma vogliamo renderlo un’eccellenza a livello internazionale come punto di riferimento nel mondo della scenografia.”

Il Padiglione Bosio incastonato nella Rocca di Monaco.

Curatore di numerose e importanti mostre

Thierry Leviez ha maturato una predilezione per la scenografia dopo gli studi, realizzati presso la Scuola del Louvre et l’École du Magasin di Grenoble. È stato curatore delle mostre del festival “Printemps de Septembre” di Tolosa tra il 2013 e il 2016 dove, tra l’altro, ha realizzato un progetto immenso per rivoluzionare il Museo degli Agostiniani della città, a fianco di Jorge Pardo. Ha poi curato numerose altre esposizioni, in particolare la prima mostra dedicata alle sculture in mattoni di Per Kirkeby.

Da giovane sapevo già di voler lavorare con gli artisti

Thierry Leviez

Una vocazione che ha coltivato nel tempo. “Da giovane sapevo già di voler lavorare con gli artisti” dice l’uomo che, in tutta modestia, non crede di avere la stoffa da artista. “Ho iniziato facendo il commesso alla Fnac nel reparto libri, per poi frequentare i corsi preparatori presso la HEC e fare una parentesi all’estero, in Germania a Berlino”. È stata un’esperienza culturale molto arricchente per Thierry, che oggi si è affermato come punto di riferimento nel mondo della scenografia per le esposizioni.

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Thierry Leviez alloggia temporaneamente a Villefranche-sur-Mer, in attesa di spostarsi a Nizza dove ritroverà i suoi amici di Villa Arson. Nel frattempo, intende andare presto a vedere una partita del Monaco allo stadio Louis II. Appassionato di calcio e tifoso sfegatato del Tolosa Football Club, l’ex studente delle Belle Arti di Parigi non vede l’ora di rivedere Wissam Ben Yedder. “Era il nostro beniamino a Tolosa”. Il legame tra la Città Rosa e il Principato serba sicuramente ancora tante sorprese.