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La storia della SBM raccontata per immagini grazie a vecchie foto su lastre di vetro

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Queste lastre sono le prime fotografie della SBM e di Monaco© Archivi Monte-Carlo SBM

Più di 20.000 fotografie, al momento non visibili al grande pubblico, sono conservate con cura dal Dipartimento del Patrimonio della Société des Bains de Mer. Monaco Tribune ha deciso di svelarvene alcune.

Buste per proteggerle e guanti bianchi per maneggiarle: le lastre fotografiche della Société des Bains de Mer devono essere conservate con cura. Si tratta infatti delle prime fotografie degli edifici della SBM, immortalati dal fotografo italiano Jacques (o Giacomo) Enrietti, e non solo.

Nato nel 1875, Enrietti inizialmente entrò alla SBM come muratore, per poi lavorare per l’ufficio dell’architetto. Appassionato di fotografia, Jacques Enrietti divenne poi famoso per la sua arte e nel 1905 fu nominato fotografo del reparto pubblicitario.

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Questa foto, di autore sconosciuto, è stata scattata nel 1868 – © Archivi Monte-Carlo SBM

Dalle lastre di vetro ai negativi

“Lavorava anche come freelance: molte delle sue foto venivano pubblicate sulla Riviera Illustrée e su altre riviste dell’epoca. È stato l’inizio di quello che oggi chiameremo comunicazione. E fin dal principio, François e Marie Blanc avevano questo desiderio di comunicare. La stampa è stata un elemento essenziale per lo sviluppo dell’azienda”, afferma Charlotte Lubert, responsabile del patrimonio della SBM.

È quindi attraverso le immagini e seguendo il procedimento delle lastre di vetro che la Société des Bains de Mer ha costruito la sua reputazione. In origine, le lastre di vetro dovevano essere bagnate e preparate sul posto dal fotografo, ma gradualmente hanno lasciato il posto alle lastre asciutte, in particolare grazie ai famosi fratelli Lumière che inventarono “l’etichetta blu”: una lastra asciutta con un tempo di esposizione di 1/60 di secondo, commercializzata dagli anni ’90 del XIX secolo fino agli anni ’50 del XX secolo. I negativi hanno poi preso il sopravvento.

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Monaco, nel 1926 – © Archivi Monte-Carlo SBM

All’inizio della sua carriera, Charlotte Lubert era a conoscenze del laboratorio fotografico della Societé, dove erano ancora conservati i negativi e le lastre nonostante non fosse più in uso.

Oggi, il Dipartimento del Patrimonio conserva con cura le 21.700 lastre di vetro (risalenti all’inizio del XX secolo) e i 105.230 negativi (dal 1940 al 1986) in speciali scatole a PH neutro.

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In passato, le lastre venivano conservate in queste vecchie scatole – © Archivi Monte-Carlo SBM

Eventi e scene di vita

“All’epoca, fino agli anni ’40, le foto ritraevano la SBM ma anche Monaco, poiché immortalavamo gli eventi del Principato. In seguito, le foto divennero un po’ più “people” e fotografavamo soltanto gli eventi della SBM (…) Le foto su lastre di vetro erano comunque molto più nitide. Anche quelle più piccole, c’è una definizione dell’immagine impressionante, rispetto a quanto si può fare oggi”, afferma Charlotte Lubert.

Le terrazze del Casinò, i passanti che passeggiano, i “concours d’élégance”, le battaglie floreali, i rally, il Grand Prix, le prime immagini del Casinò, la costruzione dell’Hotel de Paris… Le lastre immortalano momenti storici e scene di vita.

“Jacques Enrietti amava fotografare la vita, la dimensione sociale. (…) Ha lasciato un discreto repertorio fotografico”, afferma la responsabile del patrimonio. Tra il 1900 e il 1960 sono state scattate più di 60.000 fotografie, su lastre di vetro e negativi.

Accuratamente classificati e conservati, questi scatti purtroppo non sono attualmente visibili al grande pubblico.

“È complicato esporli perché temono la luce”, spiega Charlotte Lubert. “Sono stati però tutti digitalizzati, operazione che ha richiesto oltre dieci anni”.

Dovremo quindi aspettare ancora un po’ prima che turisti e residenti possano, forse un giorno, scoprire le immagini della straordinaria storia della SBM.