Pubblicità »
Servizio

«Monaco e i Napoleone»: una mostra inedita svela i legami poco noti tra Monaco e la dinastia napoleonica

napoléon destins croisés
L’esposizione riunisce quasi 200 opere per raccontare un secolo di destini incrociati tra i Bonaparte e i Grimaldi

Giovedì 10 luglio, il Principe Alberto II ha inaugurato al Grimaldi Forum una nuova mostra intitolata «Monaco et les Napoléon(s). Destins croisés».

Questa esposizione, nata da un’iniziativa di Louis Ducruet, raccoglie quasi 200 oggetti rari, alcuni dei quali esposti al pubblico per la prima volta. L’obiettivo è raccontare i legami politici, culturali e familiari tra la dinastia napoleonica e quella dei Grimaldi.

Inauguration Exposition
© Axel Bastello / Palazzo del Principe

L’esposizione, organizzata sotto l’Alto Patronato del Principe Alberto II, vuole far emergere una storia tanto inedita quanto appassionante: «Vogliamo che i visitatori scoprano un racconto sconosciuto ma interessante», spiegano i curatori Pierre Branda (direttore scientifico della Fondation Napoléon), Thomas Fouilleron (direttore degli Archivi e della Biblioteca del Palazzo del Principe) e Thomas Blanchy (vice-direttore degli Archivi e della Biblioteca del Palazzo del Principe). «Non si tratta solo di aneddoti o storie personali: è tutta la storia di Monaco a essere raccontata. Il XIX secolo prende forma attraverso questo legame, che ha contribuito a far nascere la Monaco che conosciamo oggi».

La mostra inizia con un incontro tanto romanzesco quanto inaspettato: quello tra Napoleone I e il principe ereditario Onorato V, il 1° marzo 1815, sulle spiagge del Golfo Juan. «Napoleone lascia l’isola d’Elba il 26 febbraio per riconquistare il trono e sbarca dove, per caso, incontra il principe di Monaco, diretto a riprendere possesso della sua terra in seguito al Trattato di Parigi». Questo episodio fu immortalato da Alexandre Dumas in uno dei suoi libri.

Inauguration Exposition
© Axel Bastello / Palazzo del Principe

Una scenografia ambiziosa

L’allestimento della mostra si ispira alla geometria della Legione d’onore, creata da Napoleone nel 1802 e che influenzò, nel 1858, l’ordine monegasco di San Carlo. Il percorso si articola in sette sale tematiche disposte attorno a un’installazione centrale, ognuna con una palette cromatica coerente con l’epoca rappresentata. Si comincia nella sala che rievoca l’incontro notturno tra Napoleone e Onorato V. Poi si attraversa uno spazio blu scuro con motivi militari dedicato alle campagne napoleoniche. La sala verde richiama l’atmosfera bucolica di Malmaison, dove vissero Napoleone e Giuseppina. Quella dorata brilla del fasto delle corti di Napoleone III e Carlo III. Lo spazio rosso, invece, celebra le relazioni diplomatiche tra Francia e Monaco. La sala viola, infine, svela i legami familiari tra i Grimaldi e i Beauharnais, in particolare l’amicizia tra Alberto I e l’imperatrice Eugenia. Il percorso si conclude in una sala azzurro cielo, simbolo della rinascita del Principato: in un secolo, Monaco passa da territorio annesso a Stato sovrano e prospero.«Abbiamo voluto offrire diversi livelli di lettura: non serve essere esperti di storia napoleonica o monegasca per apprezzare questa mostra», sottolineano i curatori.

Pezzi d’eccezione

«Più di 180 opere esposte rappresentano una raccolta eccezionale. È raro avere a disposizione così tanti oggetti per raccontare il XIX secolo monegasco e napoleonico», afferma Pierre Branda. «Gioielli di Giuseppina, tabacchiere di lusso, documenti fondativi, oggetti personali, troni e insegne: non manca nulla per rendere questa mostra un vero evento».

Monaco et les Napoléon(s) Destins croisés
©Musée Collection des Arts – David e Mikhail Iakobachvili

Tra i pezzi in mostra, troviamo una delle rare uniformi di Napoleone del 1815: la sua tenuta da colonnello dei cacciatori a piedi della guardia, esposta accanto all’uniforme rossa del principe Onorato V. I curatori sottolineano che «tra i 200 capolavori presentati, un terzo non è mai stato mostrato al pubblico». Questo anche grazie al contributo della collezione di David e Mikhail Iakobachvili, appassionati di arti decorative e oggetti rari, che hanno raccolto in oltre vent’anni un’impressionante collezione di opere dal XVI al XX secolo. Una collezione che costituisce circa il 30% dei pezzi esposti.

Uniforme princier d’Honoré V avec ses décorations
Uniforme principesca di Onorato V con le sue decorazioni della collezione del Palazzo del Principe di Monaco © Geoffroy Moufflet – A.P.M.

I visitatori potranno inoltre scoprire tesori inediti come il favoloso orologio con uccellino della collezione Iakobachvili, simile a quello tanto amato da Giuseppina a Malmaison. La mostra presenta anche tabacchiere di prestigio ornate da ritratti imperiali, gioielli di Giuseppina tra cui un set di cammei in malachite, il cofanetto da viaggio offerto da Napoleone I a Stefania di Beauharnais e un sontuoso servizio d’argenteria Odiot con stemma Grimaldi.

Monaco et les Napoléon(s) Destins croisés
Tabacchiera con ritratto del Principe Presidente Luigi Napoleone © Musée Collection des Arts – David e Mikhail Iakobachvili

Monaco et les Napoléon(s) Destins croisés
Cofanetto da viaggio regalato da Napoleone I a Stéphanie de Beauharnais per il suo matrimonio con il Principe di Baden Collezione Palazzo del Principe di Monaco © Geoffroy Moufflet – A.P.M.

Da Onorato V ad Alberto I

La mostra rivela come questa storia si estenda per oltre un secolo, dal 1793 al 1920. Nel 1793 la Repubblica francese annette Monaco, incorporandola nel dipartimento delle Alpi Marittime. I principi vengono spodestati e diventano cittadini francesi. Il futuro principe Onorato V diventa allora soldato del Consolato e dell’Impero, ottenendo la Legion d’Onore e il grado di capitano nel 1807. Bisogna attendere la caduta dell’Impero perché vengano restaurati i confini del Principato del 1792. Nel 1809 Onorato V è nominato scudiero dell’imperatrice Giuseppina e gestisce le scuderie di Malmaison dopo la sua ripudiata. Nel 1810, viene poi nominato barone dell’Impero. Parallelamente, il suo discendente Carlo III entra nei circoli della nuova corte di Napoleone III, frequentando salotti aristocratici e ricevimenti alle Tuileries. Queste occasioni mondane gli permettono di tessere una vera relazione basata sulla stima reciproca con Napoleone III e l’imperatrice Eugenia.

La mostra rivela un affascinante paradosso storico. Il 2 febbraio 1861, Napoleone III consente a Monaco di sopravvivere come Stato sovrano grazie al trattato franco-monegasco. In cambio della rinuncia a Mentone e Roquebrune, Carlo III ottiene quattro milioni di franchi e il riconoscimento della propria sovranità. Questo trattato pone le basi del rinnovamento economico del Principato, prevedendo l’apertura di collegamenti stradali e ferroviari. Nel 1866 Carlo III dà il proprio nome al nuovo quartiere del casinò: Monte-Carlo. L’imperatrice Eugenia diventa madrina del Principe Alberto I e favorisce il suo matrimonio nel 1869 con Maria Vittoria Hamilton, nipote di Stefania di Beauharnais. Dopo il 1870, Monaco continua a celebrare lo spirito dell’Impero con il teatro lirico progettato da Charles Garnier, che consacra la città come la “piccola Parigi” della Riviera. La storia si conclude simbolicamente nel 1920 con la morte di Eugenia a Cap Martin, ex possedimento monegasco, a dimostrazione perfetta di questi destini incrociati.

La mostra è il risultato della collaborazione tra la Fondation Napoléon, gli Archivi del Palazzo del Principe e il Museo Collection des Arts di David e Mikhail Iakobachvili. Numerosi prestiti eccezionali sono giunti anche dal castello di Malmaison, dal castello di Compiègne e da collezioni private inedite. Un catalogo scientifico completa l’esperienza di visita.

Info pratiche

  • Orari: aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (giovedì apertura serale fino alle 22:00)
  • Biglietti: intero 14€, ridotto 11€, gratuito per i minori di 18 anni
  • Biglietteria e informazioni su exposition-monaco-napoleon.com