Tra i settori più colpiti dalla crisi economica e sanitaria legata alla pandemia del Covid-19, le esposizioni, le fiere gli eventi in generale stanno cercando di riprendersi senza desistere. A Monaco, due dei più importanti eventi di lusso e automobilistici (Top Marques Monaco e Monaco SIAM) sono stati annullati quest’anno a causa del Coronavirus. Manoj Bairstow, co-fondatore di Top Marques Monaco, Salim Zeghdar, amministratore di Top Marques Monaco e Nicolas Hesse, proprietario di Monaco SIAM, hanno espresso le loro sensazioni riguardo questa crisi senza precedenti, senza omettere il futuro della loro attività.

Dovranno pazientare ancora alcune settimane. Mentre molti settori hanno potuto riprendere normalmente la propria attività dalla fine del lockdown, il mondo delle fiere e delle esposizioni non potrà ripartire sino a settembre. Questo danneggerà seriamente l’economia di un settore che non ha mancato di dare l’allarme, anche se i suoi attori preferiti rimangono ottimisti riguardo il futuro. “La crisi del Coronavirus ha ribaltato completamente le carte per numerosi settori, in particolare, il settore degli eventi e dell’organizzazione di fiere, che rappresenta uno dei più colpiti” ammette Nicolas Hesse, proprietario del Monaco SIAM. “Per rilanciare l’economia, sarà necessario adattarsi a livello sanitario, ripensando l’offerta prendendo in considerazione la grave crisi economica che stanno subendo anche i nostri clienti, espositori e visitatori. Dobbiamo tornare alle basi con offerte e tariffe adatte e più che mai sorprendere con l’innovazione nell’organizzazione”, continua. “In cambio e nel loro interesse, gli espositori dovranno anche stare al gioco e presentare un contenuto di qualità di gran lunga superiore con prodotti nuovi per attirare più visitatori. Non bisogna dimenticare che i Saloni sono dei formidabili strumenti di comunicazione, di marketing e di vendita e che in questo periodo di distanziamento sociale, restano un mezzo privilegiato per incontrare clienti e potenziali clienti”.

Preferiscono vendere le loro macchine sui social network. È un nuovo modo di vendere.

Monaco SIAM

Salim Zeghdar, proprietario di Top Marques, condivide questa osservazione, ma non manca di sottolineare l’ascesa di internet e dei social network nelle strategie di marketing dei produttori:” Stiamo cercando di pensare a nuove direzioni e a nuovi modelli. In generale, le fiere tendono a diminuire, i produttori rinnovano meno la loro presenza. A Ginevra, molte marche non vengono. Preferiscono vendere le loro macchine sui social network. È un nuovo modo di vendere. I lanci mediatici o gli ordini di auto oggi sono effettuati su internet”. Nuovi metodi che potrebbero far scomparire i saloni automobilistici? “I saloni che sopravvivranno sono saloni che, secondo me, si reinventeranno”, dice Salim Zeghdar. “Dal canto nostro, abbiamo ripensato il salone Top Marques Monaco concentrandoci sulle super car e sulle hyper car di tutto il mondo e sulle loro nuove tecnologie. Il vantaggio di essere a Monaco, è che c’è un gran numero di collezionisti e amanti di auto, e quindi non siamo tanto preoccupati per il prossimo anno. Tutti i produttori ci hanno confermato la loro presenza il prossimo anno. Speriamo che per allora, la situazione si sia sviluppata positivamente”.

Monaco sarà sempre un luogo attraente per gli sponsor e gli espositori.

Se il Salone di Ginevra e il Salone dell’automobile di Parigi stanno attraversando un periodo difficile che potrebbe portare alla loro scomparsa a breve o medio termine, Monaco, dal canto suo, non dovrebbe essere troppo colpita dalla crisi in futuro. “Monaco sarà sempre un luogo attraente per gli sponsor e gli espositori, grazie al suo carattere unico, la sua posizione, il suo clima e la sua situazione economica”, assicura Manoj Bairstow, co-fondatore di Top Marques Monaco. “Sono davvero fiducioso del fatto che i più grandi eventi a Monaco si svolgeranno senza intoppi. E se non sopravvivono, penso che sarebbe più come se le conseguenze interne fossero state amplificate dal Covid-19. Sono davvero molto positivo e credo che a medio-lungo termine, non ci sarà un impatto significativo. Un esempio perfetto è la crisi finanziaria del 2008, che è stata molto più lunga e senza dubbio la più deleteria dal punto di vista finanziario in generale. Monaco ne è uscita indenne”. Nonostante un bilancio 2020 contrastato, l’ottimismo sembra essere all’ordine del giorno. “Nonostante il SIAM si sia mantenuto, abbiamo subito all’ultimo minuto il 25% di cancellazioni di espositori, compresi tutti gli eventi, e vi è stata una diminuzione del 70% del numero di visitatori, anche se il Salone è stato il più riuscito in termini di formato e contenuti” riconosce Nicolas Hesse. “I visitatori hanno avuto paura e non sono venuti. Penso che sarà difficile per Parigi e Ginevra riprendersi, poiché la loro crisi (calo delle presenze e calo del numero di espositori) non è iniziata con quella del Covid-19. Secondo me Monaco SIAM ha grandi chance di svilupparsi nei prossimi anni, poiché il formato piace e corrisponde alla vera richiesta degli espositori e dei visitatori. Ma di fronte alle sfide di questa crisi senza precedenti, il Principato di Monaco duplicherebbe le sue possibilità di avere un grande Salone dell’Automobile se i diversi saloni monegaschi unissero le loro forze e diventassero alleati piuttosto che concorrenti”.