All’ombra dei pini domestici, nascono a volte idee preziose! Racchiuso tra la punta della Vigie e le onde del mar Mediterraneo, il Monte-Carlo Beach rivoluziona l’hotellerie e la gastronomia di lusso con un occhio alla biodiversità e alle nuove idee di sviluppo sostenibile.

Uno scrigno verde di fronte a un mare di cemento. Sulla punta della Vigie, a Roquebrune-Cap-Martin, la pineta dell’hotel Monte-Carlo Beach è una vera e propria oasi di pace per gabbiani, rondoni, aironi cenerini e tantissime altre specie in pericolo.

Un’aquila giovane è venuta a ripararsi qui, nonostante questa specie non si avventuri spesso nelle aree urbane

Emmanuel Taillandier, vicedirettore del Monte-Carlo Beach

Annidata in questo promontorio roccioso, si trova a volte anche la berta minore mediterranea, un’eccellente nuotatrice capace di cacciare le prede fino a 40 metri di profondità. L’uccello marino, che ha trovato qui il suo habitat, è classificato come “in pericolo” nella Lista rossa delle specie a rischio della Francia, redatta dall’UICN.

Monaco e la sua crescente urbanizzazione di fronte alla pineta del Monte-Carlo Beach / © Alizée Mosconi

Dalla berta minore mediterranea all’aquila reale

Anche qualche verzellino, un uccellino dalle piume giallo vivo, classificato come “vulnerabile”, ha scelto questo rifugio LPO come domicilio, allietando con il suo canto dalle note acute.

Il sito riserva anche spettacoli davvero rari: “un’aquila giovane è venuta a ripararsi qui, nonostante questa specie non si avventuri spesso nelle aree urbane”, si rallegra Emmanuel Taillandier, vicedirettore del Monte-Carlo Beach.

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“Sono più di trent’anni che lavoro con il gruppo Monte-Carlo Société des Bains de Mer e tutt’oggi non smetto di meravigliarmi davanti a questo luogo, protetto ma fragile allo stesso tempo”. Con lo sguardo posato sull’orizzonte azzurro, ci dimentichiamo per un istante la triste realtà del Mediterraneo, inquinato da una concentrazione di microplastiche allarmante, ovvero 1,25 milioni di frammenti per chilometro quadrato. “Un mare sofferente”, afferma con rammarico Emmanuel Taillandier.

Nel corso degli ultimi vent’anni, ho visto la spiaggia del Monte-Carlo Beach ritirarsi di oltre 5 metri e sparire a poco a poco a causa dell’erosione.

Emmanuel Taillandier, vicedirettore del Monte-Carlo Beach.

Una spiaggia rinata a pochi passi da Monaco

“Nel corso degli ultimi vent’anni, ho visto la spiaggia del Monte-Carlo Beach ritirarsi di oltre 5 metri e sparire a poco a poco a causa dell’erosione”, ricorda il vicedirettore dello stabilimento. Lo scorso aprile, la spiaggia, “il cui accesso al mare era ormai da tempo in cemento” ha ritrovato finalmente il suo splendore originale, quello degli anni ’30.

Ora ricoperta da piccoli ciottoli proveniente dal fiume Durance e protetta da una diga sottomarina, la spiaggia ha ripreso possesso di 100 metri quadrati. Il fondale di sabbia incorniciato dalla posidonia e dalle rocce ospita oggi una ricca biodiversità. Una vera e propria nurserie di pesci a due passi da Monaco!

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Un hotel contro gli sprechi

Al Monte-Carlo Beach, niente si butta, tutto si trasforma: il vetro, la plastica, le lampadine e le batterie vengono riciclate, l’olio alimentare viene raccolto per essere convertito in prodotti da bagno e i rifiuti organici della cucina sono trasformati in granulati utili ad altre filiere.

Emmanuel Taillandier è felice che la pineta dell’hotel accolga specie di uccelli in pericolo / © Alizée Mosconi

Un fatto ancora più sorprendente? La struttura raccoglie i mozziconi di sigaretta dei suoi ospiti, per poi inviarli a un’associazione di Marsiglia che li trasforma in accessori per l’ufficio. “Al momento, stiamo valutando come poter dare una seconda vita ai saponi usati”, ci confida il vicedirettore dell’hotel certificato Green Globe Standard dal 2014.

Qualche altro piccolo gesto ha consentito all’hotel di ridurre considerevolmente il consumo di acqua, come per esempio utilizzare il soffione elettrico per pulire il parcheggio o ancora proporre ai clienti di non cambiare lenzuola e asciugamani ogni giorno. “In questo modo riduciamo anche l’utilizzo di prodotti chimici”.

E con la chef Manon Fleury, specialista della cucina “zero scarti”, che si è unita alla brigata il mese scorso, il Monte-Carlo Beach mira a promuovere i prodotti di prossimità, preferendo i vini della Provenza a quelli di altre regioni e acquistando le verdure fresche dal Domaine d’Argebol, nei pressi di Monaco. “Speriamo anche di contribuire a rendere i posti di lavoro della regione più stabili”.

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