Per far fronte alla crescente affluenza sulla linea Fontvieille C.Cial/Hector Otto, dall’anno prossimo la Società degli Autobus di Monaco (CAM) potrebbe inserire nuovi bus sulla linea 3. Facciamo il punto della situazione con Roland de Rechniewski, direttore operativo della CAM.

“La linea 3 è poco servita”, “Gli autobus sono troppo piccoli”, “Sono troppo spesso pieni”, “I tempi di attesa sono lunghi”… Da qualche settimana, arrivano lamentele da parecchi utenti della linea 3 che collega il centro commerciale di Fontvieille alla Fondazione Hector Otto. Una crescente antipatia che si traduce a volte nel rifiuto degli autobus a favore di altri mezzi di trasporto.

Un itinerario ostile agli autobus troppo grandi

“Personalmente, sono anni che non prendo il bus e che mi sposto in scooter o, a volte, in macchina” confessa Carlo Bony. “È molto più comodo e veloce.” Stessa constatazione da parte di Jean-Marc de Monigue: “Le bici del servizio di bike sharing sono meglio degli autobus!”.

Consapevole della bassa frequenza su una delle tratte più richieste del Principato, che raggiunge in particolare l’ospedale, il direttore operativo della CAM, Robert de Rechniewski, ha dichiarato che dovrebbero essere aggiunte più corse nel 2022 per migliorare la situazione.

“Rafforzeremo regolarmente le linee inserendo corse aggiuntive, in particolare durante le ore di punta” ci spiega. “Non dimentichiamo che il percorso della linea 3 è complesso e ci impedisce di far circolare gli stessi bus usati sulla linea 1 e 2. I veicoli vanno adattati”.

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fermata dell'autobus monaco
“I tempi di attesa sono lunghi” © Monaco Tribune

Metà flotta ibrida, in attesa dell’elettrico

A questo proposito, aspettando l’arrivo dei primi bus elettrici già sperimentati con il minibus elettrico gratuito della spiaggia del Larvotto, la CAM continua a rinnovare la flotta. “Su 45 veicoli, la metà è già ibrida” rivela Roland de Rechniewski. “Da quando sono stati consegnati gli ultimi autobus nel 2018, non ne abbiamo più ordinati. In futuro, avremo solo bus ibridi ed elettrici.”

In uno Stato piccolo come quello di Monaco…dobbiamo poter contare su una soluzione affidabile

Per una flotta 100% elettrica, però, bisogna ancora aspettare. Per fare un confronto, se un bus diesel vale in media 250.000 euro (tasse escluse) e un bus ibrido 380.000 euro (tasse escluse), il prezzo dei bus elettrici sfiora il mezzo milione di euro. Per il momento, il gioco non vale ancora la candela.

“In uno Stato piccolo come quello di Monaco, con traffico intenso e servizi da garantire, dobbiamo poter contare su una soluzione affidabile. Attualmente, per caricare un autobus elettrico ci sono requisiti di potenza esorbitanti. Non basta una presa da 16 ampere.” Ma come ci ha detto Roland de Rechniewski, mentre i bus elettrici si faranno attendere ancora per un po’, nel 2022 sarà invece annunciata un’altra notizia. “Una grande novità! Ma non posso dire di più, per ora.” Una cosa è certa: la Società degli Autobus di Monaco ha ancora in serbo tante sorprese.

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