Il divieto delle materie plastiche monouso a Monaco è entrato in vigore all’inizio di quest’anno. I cotton fioc, tazze di plastica, posate di plastica e piatti di plastica usa e getta si uniscono ai sacchetti di plastica monouso e cannucce di plastica sulla lista degli oggetti indesiderati. La nuova legge fa parte degli sforzi del Principato per vietare tutte le materie plastiche monouso entro il 2030 per proteggere l’ambiente e più specificamente la fauna marina.

 

La guerra alla plastica

Il Governo monegasco ha istituito un piano di prevenzione e gestione di ‘Monaco Waste’ nel 2016 e ha iniziato ad attuare la sua politica “Zero rifiuti di plastica monouso entro il 2030” con un divieto iniziale di sacchetti di plastica monouso seguito da un divieto di cannucce di plastica e miscelatori di plastica. Ora è giunto il momento per altri articoli di plastica monouso come tazze, posate e piatti che si trovano spesso nei negozi e nei ristoranti.

Ampliando il divieto della plastica monouso, il governo intende anche contribuire a ridurre le emissioni di gas serra associate alla produzione, al trasporto e allo smaltimento della plastica. L’ambizioso obiettivo è in linea con le politiche dell’UE ed è allineato con l’analogo divieto delle materie plastiche monouso in Francia.

 

Protezione della biodiversità

Ciò è evidente alla luce degli impatti e dei pericoli che la plastica rappresenta sull’ambiente, in particolare per la fauna marina, sapendo che la stragrande maggioranza dei micro-rifiuti di plastica viene scaricata in mare, sottolinea Marie-Pierre Gramaglia, consigliere governativo Ministro delle attrezzature, dell’ambiente e dell’urbanistica.

Nel Mediterraneo ci sono più di 250 miliardi di rifiuti di microplastica, mentre quasi 1.800 miliardi di rifiuti di plastica inquinano gli oceani.

 

Sostegno ai ristoranti

I negozianti e i proprietari di ristoranti, che spesso ricorrono ad articoli di plastica per i pranzi da asporto, sentiranno il maggiore impatto della nuova politica. Il governo fornisce quindi un sostegno specifico, ad esempio aiutando le imprese a trovare alternative alla plastica monouso e attribuendo le etichette “Commerce Engagé” e “Restaurant Engagé”. Queste certificazioni sono attribuite ai proprietari di negozi e ai ristoratori che si concentrano sulla riduzione delle stoviglie e degli imballaggi usa e getta, sulla riduzione dei rifiuti alimentari e sulla scelta di un approvvigionamento locale ed etico.