In linea con la politica ambientale guidata dal Principe Alberto II, negli ultimi mesi gli abitanti di Monaco hanno potuto scoprire la sorprendente silhouette di Villa Troglodyte. Questo edificio scavato nella roccia offre una vera e propria riflessione sull’uso dello spazio e dell’energia.

 

Con ben cinque livelli per 500 m², la Villa Troglodyte è stata progettata dall’architetto Jean-Pierre Lott e costruita dall’azienda monegasca J. B. Pastor & Fils. Nella posizione attuale, dove si trova l’imponente residenza, non c’era altro che roccia. Venti mesi di lavoro dopo, il sorprendente edificio attira tutti gli occhi nella torsione del viale Hector Otto.

Dall’ingresso, una passerella si affaccia su una sontuosa piscina per dare accesso alla sala. Il progetto è sempre stato quello di costruire un’abitazione vicina alla natura, capace di mimetizzarsi con la roccia circostante. Una prospettiva ecologica e di risparmio energetico è chiaramente evidente nel suo funzionamento.

Villa troglodyte

Villa troglodyte

Il desiderio di affidarsi alle energie rinnovabili

Il riscaldamento è una parte essenziale dei costi energetici e una parte essenziale dell’approccio ambientale di questa villa eccezionale. Le pompe di calore geotermiche sono combinate con pannelli fotovoltaici e isolamento in sughero per limitare i consumi. Come l’energia solare, le soluzioni rinnovabili si moltiplicano con sistemi di recupero dell’acqua piovana, un sistema di riciclaggio delle acque grigie e fonti di luce automatizzate. Con un budget di 3 milioni di euro, Villa Troglodyte offre così una nuova visione delle abitazioni di domani.