S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco si è recato in Grecia, sotto l’egida delle Esplorazioni di Monaco, il 9 febbraio per unirsi alla squadra della spedizione dell’Oceano Caladano, guidata dall’esploratore texano di origini italiane Victor Vescovo. L’anno scorso è stato al timone della spedizione Five Deeps, la prima spedizione al mondo ad immergersi nel punto più profondo di ciascuno dei cinque oceani.

 

Il punto più profondo del Mediterraneo

A Kalamata, il Sovrano è salito a bordo della nave da ricerca DSSV Pressure Drop per scendere nell’abisso Calipso, il punto più profondo del Mediterraneo, situato a sud-ovest della penisola del Peloponneso. L’immersione è stata effettuata a bordo di un sommergibile progettato e costruito dai sommergibili Triton Submarines chiamato Triton 36000/2 o DSV Limiting Factor, dotato di un sistema sonar e di altri strumenti che gli permettono di raggiungere il fondo assoluto degli oceani.

Grazie a questo sottomarino, appositamente progettato e certificato per operare a tutte le profondità, Victor Vescovo ha realizzato l’impresa di essere il primo uomo a raggiungere, nel dicembre 2018, il punto più profondo dell’Oceano Atlantico: la Fossa di Porto Rico, a -8.376m. Nel 2019 si è poi immerso con successo nelle altre grandi trincee oceaniche: la Fossa delle Isole Sandwich del Sud nell’Oceano Australe (-7.434m), la Fossa di Giava nell’Oceano Indiano (-7.192m), la Fossa delle Marianne (-10.924m) e la Fossa di Tonga nell’Oceano Pacifico prima di terminare con un’immersione nella Fossa di Molloy (-5.550m) nell’Oceano Artico.

 

 

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L’inquinamento da plastica nel Mar Mediterraneo

In dieci mesi, la spedizione ha percorso circa 87.000 km e ha scoperto quasi 40 specie acquatiche che vivono in queste grandi profondità. Dalla sua immersione nella Fossa delle Marianas, Victor Vescovo ha prelevato un campione di Hirondellea gigas che ha consegnato al Principe Sovrano lo scorso settembre, in memoria del ritrovamento di questo amphipod da parte del suo trisavolo il Principe Alberto II, a bordo della sua nave da ricerca Hirondelle.

Altre immersioni sono state effettuate in aree di interesse scientifico o di importanza storica, come qui in Grecia nelle profondità della fossa Calipso, o presto nel Mar Rosso.

Durante questa immersione è stata osservata una grande quantità di detriti di plastica (sacchetti, bottiglie, ecc.), a conferma della situazione molto preoccupante dell’inquinamento da plastica nel Mar Mediterraneo.