E’ membro di un gruppo di giovani imprenditori che hanno scelto Monaco come quartier generale delle loro imprese. Come molti cittadini del Principato, Federico Urbe è una persona multiculturale, la cui missione è mescolare l’estetica della Riviera Francese con la moda di alta qualità. Il suo marchio 209 Mare ha ottenuto il riconoscimento globale da parte di professionisti del settore, di riviste di moda ed economia. In una conversazione esclusiva con Monaco Tribune, Federico Uribe discute i pro e i contro del gestire un’impresa a Monaco e tutto su 209 Mare.

È nato in Colombia e poi cresciuto in Germania. Si è trasferito negli Stati Uniti d’America a 15 anni per intraprendere una carriera nel golf e alla fine ha proseguito gli studi lì. Umberto si è specializzato in economia e poi si è iscritto ad un Master in Relazioni Internazionali e ad un MBA. La sua famiglia è stata da sempre coinvolta nell’industria tessile, ecco da dove viene la passione per la moda.

209 Mare non è solo il nome del tuo marchio ma rappresenta anche una data preziosa…

Certamente sta per il 20 settembre. Nel 2015, in un periodo difficile della mia vita, sono caduto da un balcone al terzo piano di un edificio. Questa data miracolosa ha rappresentato per me un cambio dello stile di vita, in quanto fino ad allora avevo vissuto irresponsabilmente. Il mio unico pensiero quando ero lì sul pavimento era “Se muoio oggi sarò ricordato come un fallimento.” Quindi quando sono uscito dall’ospedale mi sono promesso di cambiare questa cosa e di iniziare a lavorare su un’immagine differente e stabilire un’eredità.

209 Mare a Saint-Tropez © Elli Ioannou

Il marchio è visibilmente ispirato alla Riviera Francese…

Siamo ispirati dall’età d’oro della Rivera Francese. Quando gli artisti e l’elite di Hollywood si incontravano sulla Costa Azzurra. Quando si guarda indietro a questo periodo, si può vedere l’abbigliamento semplice ma impeccabile di tutti quanti. Ogni anno proviamo a trovare un punto chiave di ispirazione, attorno al quale sviluppiamo la collezione della stagione. Questo può essere qualcosa di semplice come una fotografia, un quadro, una canzone, un film o qualsiasi cosa che vediamo e diciamo “Reinterpretiamolo in una serie di indumenti che puoi indossare, che possono darti la sensazione di star bevendo vino accanto a James Dean”. Sviluppiamo anche le stampe con gli artisti locali che incarnano questa visione.

Quanto tempo e impegno necessari per lanciare il suo marchio?

Ci sono voluti circa 16 mesi di ricerca, sviluppo di prototipi, visita alle fiere e organizzazione del piano economico prima che fossi completamente sicuro di investire il mio capitale e iniziare l’impresa. Sono di natura un perfezionista e non potevo passare alla fase di produzione se i materiali, le finiture, gli schemi non erano del tutto allineati e perfetti. Fortunatamente ho avuto pazienza e ho trovato la giusta combinazione.

Per fare un esempio, il nostro Asciugamano di Spugna, che il nostro prodotto principale, è un materiale morbido come il cashmere e sviluppato per i bambini. Proviene da Genova ed è fatto col bambù. Questo lo rende eco-sostenibile e naturalmente antibatterico. E’ davvero un tessuto fantastico. Le nostre finiture provengono da marchi come Mokuba, che rifornisce case di moda come Chanel. Ogni pezzo di ognuno dei nostri prodotti è stato scelto meticolosamente e progettato per dare al consumatore ciò che lui/lei merita.

209 Mare a Saint-Tropez © Elli Ioannou

Perché Monaco?

Monaco è da anni un posto che ho nel cuore, in quanto la mia famiglia è qui da più di 20 anni. Aiuta anche il fatto che è un grande luogo geografico, per i materiali originali e per mettere in mostra il marchio in posti vicini e attraenti. Monaco simboleggia lo stile di vita dandy e la storia del fascino mediterraneo che è nel DNA del nostro marchio.

Perché ci sono così pochi marchi fondati a Monaco?

Monaco a causa della sua piccola dimensione limita molte imprese dall’allestire dei negozi qui. Offre tuttavia grandi sussidi governativi che permettono alle imprese di fiorire. Le sfide riguardano soprattutto il calendario ciclico che ha mesi con un alto numero di turisti durante i quali ci sono tante compagnie e stabilimenti che lottano per l’attenzione del cliente.

Quali sono gli ostacoli?

Quando si fonda un’impresa da zero senza alcuna esperienza, si fanno tanti errori e si imparano le cose nel modo peggiore. E’ difficile individuare gli esatti ostacoli in quanto ogni settore ne ha di diversi. Per noi riguardava l’attenzione del cliente, in quanto stavamo presentando un prodotto esclusivo, che non esisteva prima e di una compagnia di cui nessuno aveva sentito palare. Produrre quello che è ora noto come il Blazer da Spiaggia – un compagno glamour dell’Asciugamano di Spugna – è stata di per sé una sfida, nessuna fabbrica o atelier l’aveva mai fatto prima. Quindi ci è voluto un po’ a rendere l’idea su carta e poi su un prodotto indossabile.

Il più grande traguardo del tuo marchio fino ad adesso?

Sicuramente la nostra sfilata di 209 Mare durante la Settimana della Moda di New York davanti a 2000 persone in una cattedrale rimodernata a sud di Manhattan. Ci è voluto tempo per creare tutto ciò, ma alla fine siamo stati in grado di presentare una festa in piscina dal sapore di Gatsby sottoforma di una sfilata con ospiti che bevevano champagne e tornavano indietro a quel tempo, in quel posto mitico in cui i vestiti erano lunghi, il glamour era lo standard e la ricerca di edonismo era comune come un buono champagne negli Hamptons.

Victor Gee

Concetto foto: Victor

Concepto Foto: Elli Ioannou

Talento: Khaled Barghouthi