L’ultima asta di gioielli di Artcurial è un susseguirsi di collane di Cartier, anelli da milioni di euro e residenti di Monaco in fila per poter accaparrarsi una rarità. Ma cosa si cela dietro queste affascinanti aste di gioielli?

Ci sono luoghi a Monaco capaci di riportare indietro nel tempo all’istante. Uno di questi è l’Hôtel Hermitage a Monte Carlo. Qui la Belle-Époque, il periodo storico che ha reso Monte Carlo la capitale mondiale del gioco, continua a rivivere nelle cupole in vetro e negli stucchi dorati.

Nella sala di esposizione dell’Hotel Hermitage, gli ospiti tuttavia si perdono in un altro genere di lusso. Sotto i tetti dorati, centinaia di gioielli, dai bracciali d’oro alle parure di diamanti e zaffiri, sono messi in mostra sotto teche di vetro. Le collane, gli orecchini, i bracciali e gli anelli affascinano i nuovi arrivati come fossero i gioielli della corona.

Come si trasportano i gioielli che valgono milioni?

Dietro una scena così straordinaria si cela un intricato sistema di sicurezza che comincia ancor prima della settimana dell’asta. “Tutti i gioielli che vengono consegnati a Monaco sono prima mandati a Parigi per essere fotografati e messi in mostra per la clientela parigina di Artcurial”, spiega Louise Gréther, direttrice di Artcurial Monaco. I lotti, che insieme valgono milioni di euro, sono trasportati nella capitale francese da un’azienda di trasporti specializzata.

I gioielli non restano a Monaco durante la notte

Dopo che i gioielli vengono fotografati ed esposti a Parigi, i lotti ritornano a Monaco. Durante la settimana dell’asta, i gioielli sono messi in mostra dalla domenica al martedì, per poi essere venduti il mercoledì. Nonostante il Covid-19, Louise Gréther afferma che non ci sono stati intoppi, eccetto per un improvviso coprifuoco alle 19:00 che ha costretto Artcurial a spostare gli orari di visita di un’ora.

Durante la settimana in cui si tiene l’asta, ogni sera l’azienda di trasporti sposta i lotti in una location segreta, per poi riportarli la mattina successiva. “I gioielli non restano a Monaco durante la notte, in realtà non ho idea di dove li portino”, ammette Louise Gréther. “Spostare gli articoli avanti e indietro è una vera impresa. Richiede tantissima concentrazione, perché non possiamo perdere o danneggiare nessun oggetto. Devono essere confezionati correttamente ogni sera. Il lavoro manuale che svolge il nostro staff è straordinario”, afferma la direttrice della casa d’aste.

A chi appartengono i gioielli?

Il fiore all’occhiello dell’asta di gioielli di Artcurial di quest’anno è la collezione “Property of a lady”, che comprende una collana di Cartier del 1925 con perle di corallo scolpite con tradizionali motivi cinesi, un girocollo Cartier con 12 pantere incastonate di diamanti e un anello con diamante giallo dal valore che oscilla tra i 380.000 e 420.000 euro. “Tutti i gioielli della collezione sono stati acquistati da un uomo per sua moglie”, spiega Louise Gréther. “Aveva un gusto eccezionale, si vede che dietro ogni regalo c’era passione e amore per lei”.

Che l’asta abbia inizio!

All’asta delle 14:00 di mercoledì, gli offerenti si contendono diverse spille. Alcuni di loro indossano gioielli quasi identici a quelli messi in mostra. A un certo punto, un compratore offre una somma ben più alta del valore stimato dell’oggetto, e il tutto nel bel mezzo dell’asta. In pochi minuti, due spille, una Cartier a forma di tartaruga e una Van Cleeef & Arpels a forma di leone “spettinato” con occhi di smeraldo, vengono aggiudicate per poco meno di 5.500 euro l’una. Un’altra spilla, sempre di Van Cleef & Arpels ma questa volta a forma di fiore e risalente al 1968, viene venduta per 13.650 euro, tre volte il suo prezzo stimato.

Alle 17:00, gli occhi sono di nuovo puntati sulla collezione “Property of a lady”. Un rosario Cartier con una croce removibile viene aggiudicato per poco più di 44.000 euro. Poi è il turo della collana con perle cinesi, venduta per 104.000 euro, del girocollo con pantere, per cui il martello batte a 110.500 euro, e infine, dell’anello con diamante giallo, che però resta invenduto.

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