Martedì 2 febbraio, si è tenuta all’Eliseo la seconda riunione sulla sperimentazione terapeutica e i trattamenti utilizzati contro il Covid-19. L’occasione perfetta per fare il punto sulle possibili cure.

Sebbene il coprifuoco del Principato e le altre restrizioni sugli spostamenti applicate in quasi tutto il mondo sembrano dare in qualche modo i loro frutti, la diffusione del virus non si è ancora arrestata. Al contrario, il numero di positivi non smette mai di aumentare.

Ciononostante, durante un’intervista concessa a Jean-Jacques Bourdin, il professore Eric Caumes, primario del reparto malattie infettive e tropicali presso l’ospedale Pitié Salpêtrière, ha lasciato intendere che alcuni farmaci contro il Covid-19 potrebbe arrivare sul mercato “nei prossimi mesi”. Un motivo in più per non perdere la speranza, dato che hanno cominciato a circolare anche i vaccini, appena un anno dopo l’inizio dell’epidemia.

Sicuramente non ci sarà da aspettarsi una sola cura, ma diverse molecole sono in fase di test in situazioni cliniche differenti.

Eric Caumes

Tre metodi in fase di studio

Il professor Caumes ha citato la colchicina, prescritta per il trattamento e la prevenzione della gotta, una malattia cronica delle articolazioni. “È stata testata dai canadesi su alcuni pazienti con fattori di rischio e consente di evitare qualche decesso e qualche ricovero”.

Tuttavia, sono 150 i farmaci oggetto di studio in tutto il mondo. La maggior parte sono già esistenti e vengono testati contro il virus. Per essere più precisi, esistono diversi metodi per attaccare il virus. Uno è l’utilizzo di farmaci antivirali che impediscono al Covid-19 di svilupparsi all’interno dell’organismo, un altro è quello di utilizzare alcune molecole in grado di rallentare il sistema immunitario, o ancora degli anticorpi prelevati dal sangue dei pazienti guariti o prodotti in laboratorio.

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