Ogni mese, Monaco Tribune vi racconta le storie delle grandi personalità o degli eventi che stanno dietro ai nomi dei luoghi emblematici del Principato. Questo mese è dedicato alla futura Piazza Joséphine Baker, in omaggio alla donna che entrerà nel Pantheon di Parigi nei prossimi giorni.

In fondo al nuovo complesso del Larvotto da poco ristrutturato, sul lato dell’hotel Méridien, alcuni pannelli bloccano l’accesso a quella che sarà presto una nuova piazza e che ospiterà una fontana e un’area sportiva.

Joséphine Baker © DR

Si tratta della piazza che il governo ha recentemente deciso di intitolare a Joséphine Baker, la stravagante artista che entrerà nel Pantheon di Parigi nel mese di novembre e che sorge non lontana da altri due luoghi intitolati a importanti donne della storia, la Promenade Louise-Hippolyte e la Piazza Anne-Marie Campora. Con questo gesto, il sindaco Georges Marsan vuole “garantire che queste donne continueranno a essere ricordate”.

L’unico neo è che la piazza non è ancora accessibile al pubblico. Un giardiniere che si occupa del lungomare ci dice scherzando che spera “davvero che abbiano finito per Natale!” Un operaio, invece, precisa che il cantiere doveva essere sgomberato entro fine ottobre ma che “a causa di ritardi, si spera di terminare per fine novembre”. Dando un’occhiata ai lavori, si può intravedere la base della fontana Lartigue, installata nel 1969 per la Principessa Grace, attualmente smontata per essere restaurata.

La fontana di Guy Lartigue © Collezione Jean-Paul Bascoul

Un’artista impegnata nella lotta contro il nazismo

L’artista franco-americana Joséphine Baker (1906 – 1975), grazie ad una voce potente e a costumi stravaganti, si affermò come star del music-hall e divenne ben presto una delle personalità più amate di Parigi e di tutta Europa.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, si unì alla Croce Rossa e fece del suo castello in Dordogna una roccaforte della resistenza. Come agente del controspionaggio francese, la cantante si servì dei suoi spartiti musicali per trasmettere messaggi segreti e partecipò allo sbarco in Provenza nel 1944.

Joséphine Baker non smise di lottare nemmeno a guerra finita. Questa volta si batté per l’emancipazione dei neri, marciando a fianco di Martin Luther King negli Stati Uniti durante il movimento per i diritti civili, e per difendere la libertà delle donne.

Nel frattempo, la cantante adottò dodici orfani provenienti dal mondo intero. La sua grande famiglia, ribattezzata “tribù arcobaleno”, è il modo con cui ha voluto dimostrare al mondo che bambini di qualsiasi origine e provenienza possono vivere in armonia.

Amica della Principessa Grace

Oppressa dai debiti, l’icona dei ruggenti anni venti fu sfrattata dal suo castello in Dordogna a causa di problemi con il fisco. Ecco quindi che viene lanciata una richiesta di aiuto nel mondo dello spettacolo, a cui fa eco Brigitte Bardot.

Risponde la Principessa Grace Kelly, grande amica di Joséphine Baker, che le offre accoglienza presso la villa Maryvonne a Roquebrune-Cap-Martin, in cui l’artista vivrà il resto dei suoi giorni in compagnia della famiglia.

Joséphine Baker et la tribù arcobaleno nella villa Maryvonne © Collezione Jean-Paul Bascoul

La Principessa Grace le offrì anche sostegno finanziario e l’opportunità di esibirsi in occasione di spettacoli di beneficienza a Monaco. La cantante colse l’occasione e tornò sul palco nella speranza di estinguere i debiti.

Morì nel 1975 durante una tournée a Parigi. Dopo una cerimonia nella capitale francese in presenza della principessa Grace, le sue spoglie sono state riportate nel Principato per un’altra cerimonia nella chiesa di San Carlo. La stravagante e intrigante Joséphine Baker riposa ora nel cimitero di Monaco.