In questa nuova serie di articoli, Monaco Tribune esamina le varie transizioni in corso nel Principato, nei settori della tecnologia digitale, dell’energia e dei trasporti e il loro impatto sui cittadini. Questo secondo articolo è dedicato alla questione dei trasporti.

Il Governo del Principe ormai l’ha capito. In un territorio di appena due chilometri quadrati, va privilegiata la mobilità dolce e sostenibile, rispetto all’uso dell’auto privata. I motivi sono tre: l’inquinamento, l’ingombro e la rumorosità. Ma il Principato non è nuovo ad argomenti come auto elettrica e abbandono dell’economia basata sul carbone. Il primo passo, infatti, l’ha fatto già nel 1994 con l’introduzione di un incentivo del 30% sull’acquisto di un veicolo elettrico. Da allora, i punti di ricarica di Monaco On per le auto elettriche sono spuntati come funghi.

Le iniziative si sono quindi moltiplicate con il tempo. Biciclette elettriche, collegamenti meccanici (scale mobili, ascensori…) o car pooling per andare al lavoro, sono tutti modi per spostarsi a Monaco senza un grosso impatto ambientale. E i nostri lettori, come si spostano?

In bicicletta elettrica e a piedi

“Monabike! Abbonato da 2 anni!” Afferma uno dei nostri lettori rispondendo al nostro sondaggio. Biciclette – è una delle idee migliori nel Principato”, dice un’altra lettrice.

Questo bike sharing con bici elettriche è un successo nel Principato. Nel 2020, sono stati effettuati un totale di 342.000 viaggi. Inoltre, con 140 collegamenti meccanici, tra marciapiedi mobili, ascensori pubblici e scale mobili, camminare per Monaco è un gioco da ragazzi.

“Per me, la combinazione a piedi/con Monabike è di gran lunga il modo più veloce per muoversi nel Principato”, ha detto un lettore in risposta al nostro sondaggio. L’unico aspetto negativo è “la distribuzione delle biciclette”, perché nelle ore di punta “ci sono stazioni che sono sempre vuote”.

Un problema di cui De Saint Denis, responsabile del servizio Monabike, è ben consapevole. “L’ora di punta è un problema, perché tutti gli spostamenti convergono”. Il team di Monabike effettua tra i 1.500 e i 2.000 viaggi al giorno per cercare di mantenere un numero di biciclette equilibrato nella rete. Il problema però persiste:”I nostri camion rimangono bloccati nel traffico, e le biciclette in quel momento sono in uso”.

La soluzione potrebbe essere quella di espandere le stazioni più frequentate? “Si tratta di occupare il suolo pubblico e poi dovrebbe esserci lo spazio, e non è una cosa che controlliamo. Abbiamo identificato le aree critiche dove sono necessarie stazioni più grandi”, continua il responsabile di Monabike. “Un esempio classico è quella sul Boulevard des Moulins: dovrebbe essere più grande, ma dove possiamo estenderla?”

Ridurre il traffico automobilistico

Un’altra storia di successo quando parliamo di mobilità dolce è quella di Klaxit. Il Governo ha testato per un anno l’applicazione del car pooling casa-lavoro su 25 aziende monegasche, per un totale di 9.300 dipendenti.

L’operazione è stata un vero successo: ha consentito infatti di condividere le spese su 230.000 chilometri e risparmiare 25,5 tonnellate di CO2. Tutte queste iniziative sono in linea con l’obiettivo prefissato dal Governo del Principe: ridurre del 20%, entro il 2030, il traffico automobilistico registrato nel 2019.

Queste nuove modalità di trasporto sembrano piacere ai cittadini e stanno spingendo il Principato verso un futuro senza l’ingombrante auto a combustione occupata da un solo passeggero.

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