Dopo due giornate intense, il 2 e 3 dicembre 2020, il Simposio internazionale Human Health and the Ocean organizzato dal Centro Scientifico di Monaco, dalla Fondazione Alberto II di Monaco e dal Boston College ha raggiunto il suo verdetto.

“Gli oceani sono in pericolo, gli ecosistemi oceanici sono in pericolo, la salute degli esseri umani è in pericolo. La buona notizia? Abbiamo delle soluzioni da proporre”. Tra constatazioni allarmanti e soluzioni concrete, il presidente del Consiglio Scientifico di Monaco, Patrick Rampal, ha condiviso le conclusioni raggiunte dal Simposio internazionale in un’intervista per Monaco Info.

Una presa di coscienza da parte di cittadini e politici

L’inquinamento degli oceani ha sicuramente diversi impatti negativi sulla salute umana, soprattutto sulle popolazioni più vulnerabili, ma è possibile “evitare le patologie riducendo l’inquinamento alla fonte”. Inoltre, la Dichiarazione di Monaco contiene alcune regole di buon senso, come spiega Patrick Rampal. “L’idea è quella di evitare un disastro ecologico. Per farlo, dobbiamo eliminare i combustibili fossili per passare a energie più pulite, riducendo anche l’inquinamento da plastica negli oceani”.

È necessaria una politica globale

Oltre alle constatazioni allarmanti, la Dichiarazione di Monaco insiste sull’importanza di una presa di coscienza da parte “dei leader di tutti i paesi e dei cittadini del mondo intero”. Un’opinione condivisa da Patrick Rampal che auspica a una “visione non più divisa paese per paese ma regionale”, sottolineando come il bacino mediterraneo sia lo scenario perfetto per introdurre questo cambiamento di prospettiva.