Uno dei principali elementi di rischio per l’aggravamento del Covid-19 è l’obesità, che colpisce un numero sempre crescente di abitanti della Costa Azzurra. Data la nostra vita sempre più sedentaria, alcuni pediatri sono preoccupati per l’aumento del numero di bambini in sovrappeso o obesi.

Secondo uno studio dell’Anses pubblicato nel 2017, la nostra vita sarà sempre più sedentaria. La ricerca francese ha evidenziato come nel giro di sette anni le ore passate ogni giorno davanti a uno schermo, al di fuori dell’orario di lavoro, siano aumentate in media di 20 minuti per un bambino e di ben 1 ora e 20 per un adulto. In Francia, per esempio, circa un quarto dei bambini tra i 3 e i 10 anni passa anche più di 3 ore al giorno davanti a uno schermo.

Vedo ragazzi obesi di vent’anni che soffrono già di complicazioni

L’obesità colpisce sempre più giovani

“In Francia, il 4% dei bambini è obeso”, ricorda Véronique Nègre, dottoressa coordinatrice di due centri specializzati in obesità nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA), situati presso l’ospedale universitario di Nizza e di Marsiglia. La pediatra è preoccupata per la crescita di casi di obesità tra i bambini, soprattutto tra i minori di 4 anni: “A causa della loro obesità, questi bambini hanno già difficoltà a correre o a praticare un’attività sportiva”. Secondo la dottoressa, la maggior parte dei bambini obesi resterà tale anche durante l’adolescenza e l’età adulta. “Tutti i giorni vedo ragazzi obesi di vent’anni che soffrono già di complicazioni che normalmente si presentano in età più avanzata, come diabete, problemi di fegato, dolori articolari o apnee notturne”.

Il primo lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19 ha portato alcuni individui obesi o in sovrappeso a prendere ancora più chili. “Alcuni dei miei pazienti più piccoli hanno preso fino a nove chili in qualche mese, data la diminuzione dell’attività fisica quotidiana in quel momento particolare”, precisa la pediatra.

L’incidenza dell’obesità nella regione PACA è passata dal 6,8% del 1997, all’11,7% del 2012

Le abitudini alimentari mediterranee

Nonostante la regione PACA faccia da tempo parte di quelle aree francesi meno interessate dall’obesità, al contrario del nord e dell’est del Paese, il tasso di obesità è in crescita negli ultimi dieci anni. Secondo lo studio ObÉpi 2012 del laboratorio Roche, l’incidenza dell’obesità nella regione PACA è passata dal 6,8% del 1997, all’11,7% del 2012, stabilendosi quindi al di sotto della media francese. Nel 2016, uno studio realizzato dal gruppo Constances ha evidenziato che l’obesità colpisce il 17% dei marsigliesi, ovvero quasi un abitante su sei.

“La dieta mediterranea sembra avere qualche influenza positiva sulla Costa Azzurra”, sottolinea Véronique Nègre. Infatti, questo genere di alimentazione, ricca di verdure e grassi buoni, è ottima per la salute. “Nel sud della Francia si consumano più frutta, verdura e oli vegetali rispetto al nord“, sottolinea l’esperta. Il consumo di bevande zuccherate tende tuttavia a condizionare il corretto bilanciamento dei nostri pasti.

Il tasso di obesità è spesso legato alla posizione sociale

Diete folli e posizione sociale

“A est della Costa Azzurra, l’ossessione per le diete restrittive provoca diversi danni”, aggiunge Véronique Nègre, che ricorda che la maggior parte delle persone che si imbarca in questo genere di diete, perde qualche chilo immediatamente per poi riprenderne a volte anche il doppio qualche mese dopo. “Oltre che provocare possibili disturbi alimentari, queste [diete] attivano una risposta naturale: quando si ricomincia a mangiare normalmente, l’organismo inizia a fare scorte”.

“Il tasso di obesità è spesso legato alla posizione sociale”, osserva il sociologo Jean-Pierre Poulain, specialista in obesità e alimentazione. Nei contesti svantaggiati, con un tasso di disoccupazione elevato, l’obesità è più comune rispetto agli ambienti più agiati. “Negli ambienti d’élite, il corpo deve essere scolpito”, precisa l’esperto, “chi è magro mostra di saper gestire il suo rapporto con il cibo e di essere una persona affidabile perché in grado di controllarsi”. Alle caratteristiche fisiche, sono quindi associate caratteristiche morali che hanno incentivato “una stigmatizzazione degli obesi”.