Non è certo la prima a essersi smarrita nel bel mezzo del mar Mediterraneo. Una giovane balena grigia è stata avvistata questo mese lontana dal suo habitat naturale, l’oceano Pacifico. A qualche mese dalla COP26, che si terrà in Scozia il prossimo novembre, l’avvistamento è un chiaro segnale di quanto i cambiamenti climatici stiano stravolgendo gli ecosistemi marini e la loro ricca biodiversità.

Le balene grigie sono solite passare il tempo tra il mar di Bering, al largo del Canada e della Russia, e le acque più calde della Bassa California e del Messico, ideali per dare alla luce i loro piccoli ogni inverno. Alcune però, vittime del cambiamento climatico, a volte si avventurano ben più lontano: questo mese, una di loro è stata avvistata nel Mediterraneo, un evento capitato per la prima volta nel 2010.

Sono diversi giorni che la balena girovaga tra le coste del Marocco, dell’Italia o ancora della Spagna. Lo scioglimento dei ghiacci del passaggio a nordovest l’hanno condotta nell’oceano Artico, probabilmente in cerca di cibo.

Smagrita e disorientata

Nel 2010, l’ultima balena avvistata nel Mediteranno era riuscita a ritrovare la strada per l’oceano Atlantico, ma gli scienziati avevano perso le sue tracce non appena superato lo stretto di Gibilterra. È molto probabile, però, che sia morta di stenti e di fame.

La balena avvistata di recente a largo della Costa Azzurra avrà lo stesso destino? Sembrerebbe di sì, secondo le testimonianze degli scienziati, che ricordano che il mammifero è disorientato e particolarmente magro.

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Per quanto riguarda i cambiamenti climatici che minacciano gli ecosistemi marini, la presidenza britannica della COP26 ha già affermato la volontà di rinforzare il lavoro fatto sugli oceani nel contesto della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

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