La presidente e fondatrice dell’associazione Les Amis du Liban (Gli amici del Libano) di Monaco è una donna dalle mille risorse. Infermiera, centralinista, hostess, commerciante e ora proprietaria di una società nel settore degli eventi, Bouran Bouery ha vissuto “tante vite in una”. Scoprite il ritratto di una madre di famiglia dal cuore grande. 

Avete sicuramente già incontrato questa bomba di energia se siete passati dal Carrefour di Fontvieille. Capelli castani, viso rotondo e colorito abbronzato con un sorriso rassicurante che mette tutti a proprio agio. Dopo aver sperimentato la sua gentilezza, sarà facile capire perché la signora Bouery abbia dedicato la sua vita alla beneficienza.

Con l’aiuto di altri volontari, Boubou (soprannome affettuoso formato dalle sue iniziali) ha appena trascorso sei giorni al Carrefour di Fontvieille. Turni da tredici ore per raccogliere pacchi di pasta, cartoni di latte e bottiglie d’olio: tutti beni di prima necessità di cui il Libano ha disperatamente bisogno.

Questa iniziativa è stata organizzata simbolicamente in occasione del triste anniversario della doppia esplosione nel porto di Beirut, avvenuta il 4 agosto 2020, dove 220 persone hanno perso la vita, un quartiere intero è stato raso al suolo, lasciando la popolazione traumatizzata. “Purtroppo i problemi di oggi del Libano sono un bene, in un certo senso, perché aprono gli occhi della gente su un altro problema: quello delle persone che stavano morendo di fame.”

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Volontari presso il Carrefour di Fontvieille © Les Amis du Liban

L’altruismo tramandato di padre in figlia

Bouran Boury arriva per la prima volta nel Principato come infermiera nel 1987, ancora adolescente, e ci resterà due anni prima di tornare sotto le bombe di un Libano in guerra. Lascerà l’ospedale del suo Paese alcuni anni dopo, scioccata dalla sofferenza vissuta. “A Beirut ho visto gente morire davanti ai miei occhi, amici andarsene a causa della guerra, arti mozzati.”

Da quel momento, questa donna, madre di due figli, si è data sempre da fare: centralinista in un hotel, hostess al festival di Cannes… “Ho vissuto tante vite in una”. Appassionata di moda, lancia la sua collezione di vestiti e si trova a capo di tre negozi, prima di rivendere tutto. “Dopo 23 anni, avevo voglia di fare altro.” Oggi, Bouran Bouery ha una società di organizzazione eventi che le lascia più tempo per dedicarsi alla vita dell’associazione, soprattutto per effettuare trasferte in Libano per ricevere e organizzare i pacchi di generi alimentari.

Già dall’infanzia, Boubou è sempre stata attenta agli altri. “Sono nata con questa caratteristica.” Tratto ereditato da suo padre, tragicamente deceduto in un incidente d’auto durante attività di aiuto umanitario. Questo evento ha plasmato la sua personalità mentre cresceva. “Mi sono sempre detta che sono rimasta in vita per compiere una missione”.

Gli amici: una colonna portante

Una missione che porta avanti brillantemente. L’associazione Les Amis du Liban nasce nel 2002, e “non nel 2004 come è riportato sui documenti ufficiali”, insiste la fondatrice. Due anni di lavoro a cui Bouran, giustamente, tiene molto. “Infatti quando abbiamo festeggiato i dieci anni dell’associazione il Sovrano mi ha chiesto ‘ma sono davvero dieci anni?!'” ricorda tutta sorridente. L’associazione gode del sostegno del Principe, collabora con Fight Aids Monaco e con la Croce Rossa, tra le altre.

Di fronte alla miseria vista nel suo Paese, nasce presto l’idea di una serata di beneficienza. Bouran, accompagnata da un gruppo di amici, raccoglie 35.000 euro. “Abbiamo subito aiutato una scuola che si occupa di bambini disabili in Libano”.

Una dei suoi amici è la moglie di colui che diventerà lo storico padrino dell’associazione, Didier Deschamps. L’associazione è un esempio di generosità e riunisce principalmente gli amici di Bouran, persone di ogni estrazione sociale. “Da qui nasce il nome Les Amis du Liban (Gli amici del Libano)”.

“Didier non ci ha mai abbandonati; se non fosse stato al nostro fianco, non avremmo mai osato.” L’allenatore della nazionale francese supporta il progetto, serata dopo serata, anche in quelle che diventano presto serate di gala, iniziativa dopo iniziativa, fino alla nascita dell’associazione. Ogni anno, festeggia Natale con i bambini e aiuta a distribuire da 2.000 a 3.000 regali.

Vediamo la convenienza di tutto ciò che facciamo nei bambini, perché li toccherà direttamente o indirettamente.

Didier Deschamps con i bambini © Les Amis du Liban

Lavorare in situazioni di emergenza

Se l’associazione era inizialmente dedicata ai bambini, Les Amis du Liban agisce ora per tutti i libanesi. “Vediamo la convenienza di tutto ciò che facciamo nei bambini, perché li toccherà direttamente o indirettamente.” L’associazione si concentra oggi sui servizi essenziali, come la costruzione di scuole, parchi, giardini pubblici, e dispensari nelle città più povere. “Ci occupiamo di salvare le persone dando loro da bere e da mangiare e fornendo accesso alle cure in ospedale. C’è una duplice emergenza: l’emergenza Covid-19 e l’emergenza umanitaria”.

Infine, ogni due settimane da un anno a questa parte, l’associazione è presente anche a Nizza dove distribuisce dei pacchi di generi alimentari ai più bisognosi. Una domanda in costante crescita dallo scoppio della pandemia. “La miseria è ovunque, non solo in Libano”, quindi Bouran Bouery, nel suo piccolo, fa del suo meglio per aiutare.

Il nostro incontro si conclude con una visita all’ufficio, dove la presidente ci regala la maglietta e la mascherina dai colori bianco, rosso e verde. E persino… un quadro dipinto da un bambino. Dietro questo viso sorridente e questa tristezza profonda, una cosa è certa: come Madre Teresa, Boubou non lascerà che nessuno se ne vada meno felice di quando è arrivato.

Per saperne di più, visita il sito dell’associazione Les Amis du Liban