Il 6 gennaio il Principe ha parlato della sua lotta per la tutela dell’ambiente.

Dopo 15 anni di iniziative, il Principe Alberto II racconta in un video di otto minuti le origini della sua Fondazione, istituita nel 2006, mentre scorrono su uno schermo le immagini delle sue varie esplorazioni. Viene mostrata per prima la spedizione di quattro giorni al Polo Nord, “un sogno nel cassetto che si realizza” per il Principe, che voleva segnalare le conseguenze del riscaldamento climatico nell’Artico. Poi si passa alla scoperta degli ecosistemi marini e della flora e fauna di tutto il mondo.

“Ho avuto modo di constatare che c’era un vero e proprio stato di emergenza e che c’erano molti problemi ai quali bisognava trovare una risposta. […] L’idea della fondazione mi è venuta quasi subito”, spiega il Principe, che sin dalla sua investitura ha voluto mettere in guardia gli altri leader internazionali sulle questioni ambientali. “Sono molte le persone riluttanti che non credono ai cambiamenti climatici e alla perdita della biodiversità. È una lotta continua”.

“Dobbiamo ascoltare gli scienziati”

Per il Sovrano la soluzione consiste nel sostenere e promuovere le iniziative a tutela dell’ambiente ma anche nel fidarsi della scienza. “È fondamentale ascoltare gli scienziati, senza i quali non possiamo andare avanti”, ricorda il Principe, che conclude il suo discorso illustrando le innovazioni introdotte dalla Fondazione.

“Si tratta di un’innovazione tecnologica ma anche del modo in cui si possono affrontare problemi come la tutela della biodiversità, degli oceani e la deforestazione”, aggiunge il Principe nella speranza che le future generazioni continuino il lavoro già iniziato per la salvaguardia dell’ambiente.

La Fondazione Principe Alberto II ha finora finanziato diversi progetti a breve o medio termine che prevedevano il rimboschimento dell’India, la reintroduzione dei cavallucci marini a Monaco e la promozione dell’alimentazione sostenibile.

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