Con regole sempre più severe, tra cui il distanziamento sociale e le mascherine, l’inizio dell’anno scolastico non è stato proprio facile per i più piccoli.

In Francia, dal 29 ottobre tutti i bambini al di sopra dei cinque anni hanno l’obbligo di indossare la mascherina. Lo stesso vale per Monaco, dove le mascherine sono state oggetto di un acceso dibattito e adesso sono obbligatorie per tutti i bambini dai quattro anni in su.

Nessuno studente ha contratto la Covid-19 a scuola dall’inizio dell’anno scolastico 2020

“Si sentono vestiti in maschera”

Secondo Isabelle Bonnal, responsabile dell’Istruzione nazionale, dei Giovani e dello Sport, per i bambini indossare la mascherina è come un gioco, un’occasione per travestirsi: “Si sentono vestiti in maschera, come se fosse carnevale”, afferma.

Dall’inizio dell’anno scolastico, le scuole di Monaco devono attenersi a un protocollo piuttosto severo. “I momenti di incontro tra studenti e insegnanti sono stati ridotti al minimo, con l’introduzione di orari di entrata e uscita a scaglioni e la regolazione della circolazione”, ha affermato Isabelle Bonnal, aggiungendo che: “nessuno studente ha contratto la Covid-19 a scuola dall’inizio dell’anno scolastico 2020”. Grazie a queste nuove misure, si è riusciti a scongiurare un ritorno alla didattica a distanza, una notizia che viene accolta con entusiasmo dalla Bonnal. “Durante il primo lockdown, alcuni studenti hanno sentito talmente tanto la mancanza dei loro insegnanti da manifestare i sintomi di una leggere depressione”, ha affermato.

I sindacati degli insegnanti sono scettici

La questione della mascherina per i più piccoli è stata piuttosto controversa. È proprio tra i sei e i sette anni, infatti, che i bambini imparano le parole più complicate e le mascherine potrebbero causare difficoltà nell’apprendimento della pronuncia corretta. Ma secondo Isabelle Bonnal, Monaco ha la soluzione giusta: “Abbiamo proposto l’utilizzo di mascherine trasparenti così i bambini possono riprodurre gli stessi movimenti della bocca dei propri insegnanti”, spiega.

Un nuovo comitato per la sicurezza

Per mettere in atto un piano generalizzato e omogeneo, il consiglio scolastico della città di Nizza ha creato un comitato speciale. “Il rettore ha chiesto alle istituzioni di proporre progetti che possano facilitare le condizioni di insegnamento rispettando le norme sanitarie. Le proposte sono analizzate tempestivamente, così da essere implementate in tempi brevi”, spiega Emmanuel Erard, membro del comitato.

Traduzione a cura di Valentina Alia