Il 9 gennaio è stata la seconda domenica di saldi a Monaco. Per contenere la diffusione del virus e proteggere la popolazione, sono stati rafforzati i controlli ai confini e all’interno del Principato.

Dimenticate la folla nei negozi e le mani piene di pacchetti, i tempi in cui ci si scatenava per i saldi sono finiti. Nel 2021, il Covid-19 ha messo un freno alle spese pazze. Per evitare assembramenti e affluenza nei parcheggi, negozi o spazi pubblici, nel fine settimana le autorità monegasche hanno raddoppiato i controlli alle frontiere e nella stazione di Monaco.

I saldi in Francia sono stati rinviati al 20 gennaio e i clienti francesi sono attesi numerosi. Anche se tutti i negozi sono aperti ai visitatori, la polizia monegasca può limitare l’accesso ai non residenti che non sono in possesso di una valida ragione per entrare nel territorio.

La verità è che facciamo dei saldi “in casa”, con le persone che si trovano a Monaco

Nicolas Matile-Narmino, Presidente del sindacato commercianti e artigiani di Monaco

L’assenza dei clienti esterni

Nonostante un picco di traffico tra mezzogiorno e le 14:00 di domenica 9, con 119 vetture rispedite indietro alla frontiera di Cap d’Ail, “I saldi non hanno attirato la clientela che ci saremmo immaginati”, ha confessato Laurent Braulio, capo della polizia urbana, ai nostri colleghi di Nice-Matin.

Un’affermazione confermata dal Presidente del sindacato commercianti e artigiani di Monaco, Nicolas Matile-Narmino, che si è fatto portavoce dei commercianti su Monaco Info: “Non c’è grande affluenza. Non c’è la fila di persone davanti ai negozi”.