La conferenza si è tenuta all’Hotel Hermitage ed è stata moderata da Yann-Antony Noghès e François Tron.

“Monaco: qual è il futuro della televisione?” È questa la domanda a cui il Monco Press Club ha voluto rispondere martedì sera, durante una conferenza moderata dai giornalisti Yann-Antony Noghès e François Tron. Questi due grandi professionisti della televisione francofona hanno discusso del futuro canale TV Monte-Carlo Riviera e della diffusione che potrebbe avere all’estero.

1. Monaco potrebbe attirare un pubblico internazionale

Già presente su TV5Monde, ma non ancora lanciato ufficialmente, il canale Monte-Carlo Riviera diventerà il nuovo servizio pubblico televisivo nazionale di Monaco. Ma a quali spettatori è destinato? Locali? Regionali? Nazionali o addirittura internazionali? Secondo François Tron, tutto è possibile, dipenderà dalle ambizioni del Principato. “Una “funzione” del servizio pubblico è già soddisfatta [da Monaco Info], che fornisce informazioni locali, o anche regionali, al pubblico che è interessato a questo genere di notizie. Ma c’è una particolarità: ed è lo sguardo che viene dato su Monaco, che è uno sguardo internazionale (…) Potrebbe esserci del materiale su cui lavorare per dare una risonanza nazionale o addirittura internazionale alla vita di questo Principato”, ha sottolineato il giornalista.

Un pensiero condiviso anche da Selim Zeghdar, direttore del Monte-Carlo Riviera: “Quando siamo a Monaco, pensiamo che nessuno sia interessato a noi, ma quando viaggiamo, ci rendiamo conto che la gente ci guarda in modo diverso. Abbiamo la fortuna di avere una famiglia principesca e un principe che diffondono un’immagine positiva del Principato praticamente ovunque. Prendiamo la Cina, per esempio. Lì Monaco ha un’ottima reputazione e quello che viene più apprezzato sono le nostre buone maniere”.

2. Mostrare Monaco oltre i cliché

Un’altra questione sollevata da Yann-Antony Noghès è stata quale programma dovrebbe andare in onda su un canale simile. Un programma d’informazione, “è chiaro”, secondo François Tron. Qualcosa che tratti anche di sport e del giornale locale. Ma per il giornalista, stare sul set tutto il giorno non è necessariamente la soluzione, anche se permetterebbe di ridurre i costi. Per le informazioni locali, il giornalista propone il reportage: “Sono stato colpito dal numero di eventi culturali che ci sono qui. Che si tratti di teatro, opera… ce n’è praticamente uno al giorno! C’è materiale sulla cultura, dobbiamo solo trovare un accordo per i diritti e le registrazioni…”.

Per quanto riguarda il programma dedicato al pubblico internazionale, Yann-Antony Noghès esita: bisogna concentrarsi sui “cliché” e mantenere l’immagine di Monaco all’estero o trattare gli argomenti di cui il Principato “vuole parlare”, come la transizione energetica o il tessuto economico? Secondo François Tron, spetta al canale e a Monaco mostrare ciò che il Principato ha da offrire “oltre le Ferrari e i mega yacht”.

3. Inserire l’ambiente nel piano editoriale

Tra le linee editoriali meno conosciute all’estero, Selim Zeghdar vorrebbe che il canale si occupasse anche di ambiente: “Oggi, tutti parlano dell’ambiente ma non esiste un canale valido che tratti l’argomento a livello internazionale. E abbiamo notato che l’impegno del Principe, molto positivo all’estero, potrebbe aiutarci a diventare un canale che si occupa di ambiente e a contare su diverse partnership, come Discovery Channel o le fondazioni come quella di Di Caprio o del Principe Alberto II”.

Infine, c’è la questione del budget. Anche se il costo minimo medio per creare un canale è generalmente stimato tra i 40 e i 50 milioni di euro, Selim Zeghdar rassicura: “Inizieremo a poco a poco, con le risorse che abbiamo a disposizione”. Risorse che potrebbero crescere rapidamente grazie a una pubblicità mirata e all’aspetto ambientale che, secondo Selim Zeghdar, coinvolgerà un pubblico internazionale.