Pilota emblematico della Compagnie des Autobus de Monaco, Philippe Gerardin è appassionato del suo lavoro. Un lavoro che però ha scoperto tardi, dopo un cambio di carriera. Il 59enne di Nizza ha effettuato quasi 45.000 viaggi da quando è entrato nella CAM e non ha ancora intenzione di fermarsi.

Fortunatamente, il suo destino non ha seguito quello di Alain Delambre, un personaggio immaginario interpretato da Eric Cantona nella mini-serie drammatica “Lavoro a mano armata”. Tuttavia, anche Philippe Gerardin ha subito le conseguenze di un piano di licenziamento in seguito alla crisi del 2008. A 48 anni, dopo poco più di 30 anni di fedele servizio, l’autista nizzardo ha dovuto rimboccarsi le maniche e reinventarsi.

Philippe Gerardin e Auchan, una lunga storia d’amore

Tutto è iniziato negli anni ’80. Dopo gli studi in metallurgia, Philippe Gerardin si imbatte per caso in un annuncio. Il gruppo di vendita al dettaglio Auchan sta per aprire un negozio nella sua città natale, La Trinité. Spinto dal desiderio di fare affari, l’adolescente decide di intraprendere questa avventura.

Avrò avuto 16 anni”, sorride, “il negozio ha aperto il 6 marzo 1979. Quattro giorni prima dell’apertura, sono stato assunto.” Destinazione? Il reparto “surgelati” del centro commerciale dove il rapper Nekfeu e l’editorialista Bertrand Chameroy passavano i pomeriggi sulla giostra dell’ingresso o nella sezione libri a divorare manga.”Ero molto coinvolto. E siccome ero più giovane degli altri, dovevo dimostrare quanto valessi”.

Gestione del personale, responsabilità, pressione per ottenere risultati… non volevo più saperne

Philippe Gerardin

Philippe Gerardin era così preso che inizia subito a fare carriera. Assistente, capo reparto, manager, vice capo area, ha ricoperto ogni posizione all’interno dell’azienda fondata da Gérard Mulliez nel 1961, oggi il dodicesimo rivenditore al dettaglio più grande del mondo.

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“È stata un’esperienza incredibile”. Ma anche le storie più belle volgono al termine. A volte, all’improvviso. “Nel 2009, dopo la crisi, mi hanno offerto incarichi che non mi soddisfacevano. Ho preferito andarmene”. Con qualche rimpianto? “No, avevo bisogno di fare altro. Gestione del personale, responsabilità, pressione per ottenere risultati… non volevo più saperne”.

Philippe-Gerardin
Signore e signori, non dimenticate di timbrare il biglietto! – Romain Boisaubert/Monaco-Tribune

Fu allora che nella sua testa germogliò un’idea. Nella vita, Philippe Gerardin ama lo sport, l’arredamento d’interni e i monumenti antichi. Ma più di tutto, adora guidare. “Mi è sempre piaciuto stare al volante”, scherza, “e quando incrociavo un autobus, pensavo che l’autista doveva essere coraggioso”.

La Compagnie des Autobus de Monaco lo ha assunto nel 2010

Dopo aver lasciato Auchan, con l’aiuto dell’Apec (ufficio di collocamento), il futuro autista decide di iniziare la sua formazione. “La mia consulente era piuttosto sorpresa”, sorride, “ma mi ha detto che comprendeva la mia scelta. Ero molto motivato e quindi ho ottenuto la licenza”.

Durante le sue prime ore di guida, al momento di fare retromarcia, Philippe Gerardin si gira istintivamente, come se fosse in macchina: “Non avevo mai guidato un furgone in vita mia”, ride. “Mi hanno spiegato che nell’autobus si fa tutto con gli specchietti”.

La CAM è la Rolls-Royce delle aziende di trasporto

Philippe Gerardin

Nel 2010, l’ex direttore di Auchan La Trinité, che per dieci anni ha anche gestito una panetteria a Nizza con i genitori, entra finalmente nella Compagnie des Autobus de Monaco. “La CAM è la Rolls-Royce delle aziende di trasporto”, dice con gli occhi che gli brillano, “e li ringrazierò sempre per aver avuto fiducia in me, alla mia età, nel bel mezzo di un cambio di carriera”.

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Da quasi dodici anni, Philippe Gerardin trasporta migliaia di monegaschi su tutte le linee del Principato, giorno e notte. “So che il mio lavoro comporta delle responsabilità, quando si trasportano quasi sessanta bambini, per esempio, ma ha anche un ruolo pedagogico, quando i disabili salgono sull’autobus. Dobbiamo essere vigili e protettivi”.

Una missione che gli sta particolarmente a cuore, visto che ha deciso di prolungare il suo servizio di due anni. “Vado a lavoro ancora con la stessa voglia e motivazione, quindi perché fermarsi ora? Voglio prolungare ancora un po’ questa felicità. Sono in buona salute, tanto vale che godersela!”